{"id":105256,"date":"2013-07-06T17:20:42","date_gmt":"2013-07-06T16:20:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/06\/07\/2013\/la-coraggiosa-tunisina-amina-sfida-i-giudici-presentandosi-in-aula-senza-il-velo"},"modified":"2013-07-06T17:20:42","modified_gmt":"2013-07-06T16:20:42","slug":"la-coraggiosa-tunisina-amina-sfida-i-giudici-presentandosi-in-aula-senza-il-velo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2013\/07\/06\/la-coraggiosa-tunisina-amina-sfida-i-giudici-presentandosi-in-aula-senza-il-velo\/","title":{"rendered":"La coraggiosa tunisina Amina sfida i giudici presentandosi in aula senza il velo"},"content":{"rendered":"<p>I quasi cinquanta giorni di detenzione non hanno piegato lo spirito ribelle di Amina Sboui. In aula, davanti al tribunale di Tunisi, ha lanciato la sua ennesima, e forse non ultima sfida, presentandosi in jeans e camicia, senza il lungo velo chiaro delle detenute tunisine.<\/p>\n<p>Il processo, aggiornato all'11 luglio, \u00e8 per condotta immorale, accusa che potrebbe costarle una dura condanna e che Amina sta affrontando con la sfrontatezza dei suoi venti anni e con la convinzione che la sua battaglia non finir\u00e0 dopo la (probabile) condanna.<\/p>\n<p>La giustizia tunisina sembra sempre pi\u00f9 decisa ad arrivare alla resa dei conti con la giovane attivista, diventata famosa in tutto il mondo per essersi fatta fotografare a seno nudo come le Femen, per protesta contro il moralismo dei politici islamici. Il 19 maggio scorso Amina fu arrestata a Kairouan, dove si erano radunati migliaia di salafiti, per avere scritto ''Femen'' sul muro di un cimitero e per la bomboletta anti-aggressione trovata nella sua sacca. Accuse per reati contravvenzionali e per le quali \u00e8 stata gi\u00e0 condannata al pagamento di una ammenda di 150 euro. Ma, quando stava per uscire dal carcere, \u00e8 stata raggiunta da un nuovo ordine di cattura, perch\u00e9 la procura ha ritenuto la sua condotta contro la morale. Per questo \u00e8 ancora in quelle celle che tre attiviste straniere di Femen, condannate ed espulse dalla Tunisia, hanno definito disumane.<\/p>\n<p>La permanenza in prigione non ha per\u00e0 fiaccato lo spirito di Amina. Presentandosi in aula senza velo (le attiviste di Femen lo hanno invece portato), ha spazzato via una tradizione, rivendicando la propria libert\u00e0. In Tunisia, da alcuni decenni, le detenute che dal carcere vengono portate in tribunale indossano il sefsari, un velo di colore chiaro che, lasciando libero il viso, le copre dalla testa ai piedi. Un retaggio del passato, quando le donne erano giudicate quasi esclusivamente per reati contro la morale e con il sefsari coprivano soprattutto i capelli, a significare la sottomissione alla tradizione.<\/p>\n<p>&nbsp;Prima di uscire dal carcere, Amina ha chiesto ai suoi difensori se indossare il sefsari era un obbligo. Quando le \u00e8 stato detto che era solo una prassi, ha deciso di non portarlo. Cos\u00ec \u00e8 tornata, per la seconda volta in poche settimane, in un'aula di giustizia. Ma, a differenza della prima volta, senza il velo. Il suo sguardo&nbsp;\u00e8 stato quello di sempre, con gli occhi dritti sui giudici, a difendere se stessa e le sue idee, che sono quelle di una donna che si sta ribellando a regole non scritte ed al tentativo di mettere in un angolo le conquiste del mondo femminile in Tunisia. Vestita con una camicia bianca e azzurra, ha ascoltato in silenzio, senza mai abbassare lo sguardo, quasi dando appuntamento ai giudici per la prossima udienza, l'11 luglio, quando sara' libera di parlare e, probabilmente, anche di accusare. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I quasi cinquanta giorni di detenzione non hanno piegato lo spirito ribelle di Amina Sboui. 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