{"id":103594,"date":"2013-04-07T17:20:40","date_gmt":"2013-04-07T16:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/07\/04\/2013\/diritto-in-pillole-i-futuri-genitori-hanno-diritto-ad-essere-informati-circa-le-condizioni-di-salute-del-feto-e-sulla-presenza-di-malformazioni"},"modified":"2013-04-07T17:20:40","modified_gmt":"2013-04-07T16:20:40","slug":"diritto-in-pillole-i-futuri-genitori-hanno-diritto-ad-essere-informati-circa-le-condizioni-di-salute-del-feto-e-sulla-presenza-di-malformazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2013\/04\/07\/diritto-in-pillole-i-futuri-genitori-hanno-diritto-ad-essere-informati-circa-le-condizioni-di-salute-del-feto-e-sulla-presenza-di-malformazioni\/","title":{"rendered":"\u201cDiritto in pillole\u201d: i futuri genitori hanno diritto ad essere informati circa le condizioni di salute del feto e sulla presenza di malformazioni."},"content":{"rendered":"<p>In una recente pronuncia la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una donna che, durante la gravidanza, si era sottoposta ad ecografia morfologica per accertare la eventuale presenza di malformazioni del feto. Non essendo risultato nulla di anormale, non aveva perci\u00f2 ritenuto necessario sottoporsi all\u2019amniocentesi. Il bimbo, purtroppo, nasceva con una grave malformazione e la donna decideva quindi di agire in giudizio nei confronti del suo ginecologo, adducendo il motivo che se fosse stata a conoscenza della malformazione non avrebbe portato a termine la gravidanza.<\/p>\n<p>Nel primo grado di giudizio il Tribunale aveva accolto la domanda della coppia nei confronti del medico, condannando quest\u2019ultimo al pagamento in loro favore della somma di 600.000 euro. Per il giudice di prima istanza, infatti, la mancata diagnosi aveva di fatto impedito l\u2019esercizio del diritto di interrompere la gravidanza.<\/p>\n<p>La Corte d\u2019Appello, tuttavia, ribaltava la sentenza di condanna del medico. Infatti, pur ribadendo la sussistenza della responsabilit\u00e0 del sanitario per la prestazione professionale negligente, non ritenevano provati in giudizio la volont\u00e0 della madre di abortire nel caso in cui fosse stata informata della malformazione n\u00e9 il diritto a farlo. Per eseguire una interruzione volontaria di gravidanza \u00e8 necessario, oltre all\u2019accertamento di una patologia del feto, un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. E tale circostanza non era emersa nell\u2019istruttoria del giudizio.<\/p>\n<p>Investita della questione con ricorso dei genitori, la Corte di Cassazione si pronunciava in loro favore accogliendo la loro istanza in forza di due importanti principi.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la legge consente alla donna di evitare il pregiudizio che da quella condizione del figlio deriverebbe al suo stato di salute: da ci\u00f2 si desume come conseguenza normale che la gestante interrompa la gravidanza se informata di gravi malformazioni del feto e, dunque, che il mancato esercizio di tale facolt\u00e0 sia ricondotto al difetto di informazione.<br \/>Tuttavia la Corte \u00e8 giunta ad affermare che la semplice richiesta di accertamento diagnostico o di pi\u00f9 accertamenti sulle condizioni del feto non rappresenta un indice univoco della volont\u00e0 di sopprimerlo se malato, ma spetta invece sempre alla donna provare che l\u2019informazione omessa avrebbe provocato un processo patologico tale da determinare un grave pericolo per la sua salute che l\u2019avrebbe indotta alla interruzione della gravidanza.<\/p>\n<p>La Suprema Corte, differentemente dai giudici di primo e secondo grado, riconosce espressamente il diritto della futura madre ad essere informata circa le condizioni di salute del nascituro, a prescindere dalla sua volont\u00e0 o meno di abortire. Tale diritto, infatti, rileva non tanto per la maturazione delle condizioni che abilitano la donna a chiedere l\u2019interruzione di gravidanza, ma di prepararsi psicologicamente e, se necessario, anche materialmente all\u2019arrivo di un figlio menomato.<\/p>\n<p>Da qui discende la legittimit\u00e0 della richiesta di risarcimento dei danni derivati dalla nascita e, dunque, del danno biologico e del danno economico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una recente pronuncia la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una donna che, durante la gravidanza, si era sottoposta ad ecografia morfologica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103594"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=103594"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/103594\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=103594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}