{"id":102081,"date":"2013-01-17T17:20:39","date_gmt":"2013-01-17T16:20:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/17\/01\/2013\/occupazione-giovanile-appello-della-cna-la-regione-investa-sulla-formazione-e-sullapprendistato"},"modified":"2013-01-17T17:20:39","modified_gmt":"2013-01-17T16:20:39","slug":"occupazione-giovanile-appello-della-cna-la-regione-investa-sulla-formazione-e-sullapprendistato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2013\/01\/17\/occupazione-giovanile-appello-della-cna-la-regione-investa-sulla-formazione-e-sullapprendistato\/","title":{"rendered":"Occupazione giovanile, appello della Cna: la Regione investa sulla formazione e sull\u2019apprendistato"},"content":{"rendered":"<p><P style=\"MARGIN: 0cm 0cm 10pt\" class=MsoNormal>Per combattere la crisi in Sardegna \u00e8 necessario investire maggiormente nella formazione dei giovani e nell\u2019apprendistato. In quattro anni, dal 2008 al 2012, nella nostra regione il numero delle imprese artigiane \u00e8 diminuito di oltre 3mila unit\u00e0 ed \u00e8 calato del 3 per cento il numero degli addetti, ma il crollo occupazionale ha interessato in misura pesante le generazioni pi\u00f9 giovani. Per questo motivo i vertici della Cna Sardegna chiedono alla Giunta regionale un maggiore sforzo per la formazione dei ragazzi in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Da una recente ricerca effettuata dal Censis per la Cna \u00e8 infatti emerso che le imprese artigiane, anche quelle sarde, incontrano notevoli difficolt\u00e0 ad inserire risorse giovanili in quanto i ragazzi sono spesso impreparati e hanno aspettative economiche eccessive rispetto alle effettive possibilit\u00e0 delle aziende. Solo il 32% degli artigiani ha infatti dichiarato l\u2019intenzione di ricercare giovani con meno di 30 anni: la maggioranza delle imprese considera la variabile anagrafica ininfluente nella scelta della professionalit\u00e0 da inserire in azienda, ma vi \u00e8 un 15,3% che esprime una chiara preferenza per gli over 30.<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>In base alla ricerca Censis-Cna la preparazione tecnica dei giovani, che non sempre si rivela adeguata (39,5%) alle esigenze, le aspettative economiche talvolta non in linea con quelle che sono le effettive possibilit\u00e0 delle microimprese artigiane (28%), la scarsa attitudine al lavoro artigiano (26,6%) e la difficolt\u00e0 a sopportarne gli elevati carichi (25,1%), sono i principali problemi che gli imprenditori riscontrano nell\u2019inserimento dei giovani nel lavoro. Questa dinamica \u00e8 particolarmente preoccupante in una regione come la Sardegna in cui il tasso di disoccupazione giovanile \u2013 nettamente superiore rispetto al resto della Penisola - ha sfiorato anche il 45%, con punte superiori al 54% nella provincia di Sassari.<\/p>\n<p>I giovani e l\u2019artigianato - \u00abIn Sardegna la lunga crisi economica si \u00e8 inserita in un contesto gi\u00e0 strutturalmente problematico, in cui, rispetto al resto del Paese, i giovani hanno maggiori difficolt\u00e0 nell\u2019inserimento occupazionale nazionale\u00bb,<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>spiegano Bruno Marras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna. \u00abNella nostra regione, oltre alle difficolt\u00e0 di trovare un posto di lavoro, si registrano anche maggiori probabilit\u00e0 di perderlo specialmente per chi \u00e8 assunto con contratti atipici o a tempo determinato e un maggiore tasso di condizioni di lavoro irregolari: dati che preoccupano, visto che nel 2012 anche a livello nazionale si \u00e8 segnato un nuovo record nei livelli di disoccupazione giovanile. La ricerca della Cna \u2013 sottolineano Marras e Porcu \u2013 evidenzia per\u00f2 anche un altro aspetto che potrebbe essere risolto da adeguati interventi politici: la difficolt\u00e0 di reperire personale adeguatamente formato da parte delle imprese artigiane\u00bb. Pi\u00f9 di tre imprese su quattro (76,3%), tra quelle che negli ultimi cinque anni hanno ricercato profili da inserire in azienda, sono infatti andate incontro a enormi difficolt\u00e0 quando si sono confrontate col mercato del lavoro: per il 42,6% delle imprese i profili incontrati non hanno competenze in linea con quelle richieste, perch\u00e9 poco tecniche e specialistiche.<\/p>\n<p>Il nodo della formazione - Il mondo artigiano denuncia dunque anche in Sardegna un forte scollamento tra il mondo dell\u2019istruzione e quello dell\u2019impresa e critica un sistema educativo troppo teorico e generalista che non incoraggia l\u2019esperienza pratica. \u00abIl nostro sistema formativo \u00e8 troppo frammentato in una miriade di percorsi che non sempre permettono uno sbocco occupazionale \u2013 spiegano Marras e Porcu -: ben tre aziende su quattro ritengono il sistema formativo inadatto ai bisogni delle imprese<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>e a criticare la qualit\u00e0 e l\u2019efficacia di questo sistema sono soprattutto le imprese pi\u00f9 strutturate, che necessitano di una maggiore diversificazione delle figure professionali e che e sempre pi\u00f9 spesso e nonostante la crisi dell\u2019occupazione oggi in atto, faticano a trovare sul mercato le competenze richieste\u00bb. E, infatti, ben l\u201983,5% delle aziende con 20-49 addetti esprime un giudizio negativo sui canali dell\u2019istruzione, reputati \u201cpoco adeguati\u201d nel 54,9% dei casi, e \u201cdel tutto inadeguati\u201d nel restante 28,6%.<\/p>\n<p>Le accuse rivolte al sistema formativo dalla Cna sono sostanzialmente riconducibili a due filoni: da un lato, la percezione che i programmi formativi siano ispirati da una logica eccessivamente generalista, dall\u2019altro quella che esista una separazione troppo netta e apparentemente insanabile tra mondo delle imprese e sistema scolastico. Pi\u00f9 della met\u00e0 degli imprenditori \u00e8 convinta che i programmi formativi siano troppo teorici e generici (56,2%); per il 40,1% c\u2019\u00e8 poca comunicazione tra il mondo scolastico e quello produttivo, e quest\u2019assenza di dialogo genera una mancata comprensione delle esigenze delle imprese; per il 39,7% degli intervistati si fa troppa poca pratica, e le risorse \u2013 economiche e tecnologiche \u2013 dedicate all\u2019esperienza diretta sono inadeguate; per il 27,7% le esperienze formative \u2013 tirocini, stage, ecc. \u2013 promosse in ambito scolastico sono poche e poco efficaci; per il 23,2% la scuola viene meno al compito di trasmettere i valori fondanti del lavoro, quali la fatica, il dovere, il merito; per l\u20191,8%, poi, il sistema formativo \u00e8 gravato da una complessit\u00e0 eccessiva che non giova all\u2019efficacia dei percorsi scelti e alla qualit\u00e0 degli insegnamenti.<\/p>\n<p>L\u2019apprendistato - Se il mondo dell\u2019impresa lancia pesanti accuse al sistema formativo, reo di trascurare le esigenze concrete che le aziende vivono nel loro operare quotidiano, salva invece l\u2019apprendistato, unico strumento in grado oggi di fare da ponte tra mondo della scuola e quello dell\u2019impresa. \u00abCon il suo mix di studi teorici ed esperienza pratica fatta in azienda \u2013 aggiungono Marras e Porcu \u2013 l\u2019apprendistato riesce a fornire ai nostri giovani un \u201cbuon\u201d livello di preparazione per entrare nel mondo del lavoro. D\u2019altronde l\u2019esigenza di una maggiore attenzione alla formazione di giovani artigiani viene sentita in maniera particolare in Sardegna dove, secondo una recente a ricerca della CNA Sarda e del Cresme, i giovani sono fortemente preoccupati al pensiero della propria condizione futura, e \u2013 pur prediligendo il posto fisso - dichiarano una forte propensione ad intraprendere un\u2019attivit\u00e0 artigiana. Oltre il 60 per cento dei ragazzi sardi risulta molto intimorito dalla crisi: chi non lavora ritiene difficile trovare una collocazione che gli consenta di fare progetti e mettere su famiglia, chi invece ha un posto \u00e8 preoccupato per l'instabilit\u00e0 della sua condizione contrattuale. \u00abI ragazzi sardi hanno denunciato una grande difficolt\u00e0 di accesso all\u2019informazione sul lavoro \u2013 spiegano Marras e Porcu -: difficolt\u00e0 nel venire a conoscenza delle opportunit\u00e0 lavorative ma anche nel progettare percorsi lavorativi efficaci. Pur prediligendo un eventuale posto fisso, i giovani sardi si mostrano abbastanza propensi ad intraprendere un mestiere artigiano. Circa il 37% di loro dichiara di mostrare un discreto interesse, percentuale che cresce decisamente tra i meno giovani e arriva fino al 45% nella classe di et\u00e0 tra 26 e 30 anni. I pi\u00f9 interessati ad una professione artigiana sono coloro che possiedono un titolo di diploma di scuola superiore (quasi il 40%) mentre la percentuale scende tra i laureati- Per questi motivi \u2013 concludono Marras e Porcu \u2013 crediamo che le istituzioni abbiano il dovere di intervenire con adeguate politiche di istruzione e formazione per offrire una possibilit\u00e0 concreta a chi vuole costruire il proprio futuro intraprendendo una attivit\u00e0 artigiana\u00bb.Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per combattere la crisi in Sardegna \u00e8 necessario investire maggiormente nella formazione dei giovani e nell\u2019apprendistato. 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