Press "Enter" to skip to content

Ambiente: cambiamenti climatici, natura e turismo costiero per affrontare insieme la crisi climatica.

Cagliari, 8 Ott 2026 - Il metodo e le misure di adattamento al cambiamento climatico capaci di orientare la pianificazione e la programmazione regionale e a cascata quelle locali è stato il tema centrale dell’incontro “Adattamento ai cambiamenti climatici del turismo costiero con l’esperienza del progetto NaTour4CChange” che si inserisce nel percorso di attuazione della Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (SRACC) e della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile (Sardegna2030), grazie alla sinergia con il progetto europeo NaTour4CChange, finanziato dal programma Interreg EuroMED.

Il programma ha visto la Sardegna lavorare al fianco di Andalusia, Creta, Contea di Zara, Cantone di Erzegovina-Neretva. Cinque regioni che condividono il Mediterraneo, la principale destinazione turistica mondiale e uno dei principali hotspot di biodiversità al mondo e di vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

“Ci troviamo qui per la conclusione di un progetto importante, un progetto europeo, Nature for Climate Change, che riguarda in particolare il tema dell'impatto che il cambiamento climatico determina sul turismo costiere, sulle nostre coste. Quindi di fatto quali sono i risultati di questo progetto? Prima di tutto è un progetto che coinvolge cinque comunità dell'area del Mediterraneo e tra queste c'è la regione Sardegna” ha detto l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.

“Abbiamo dimostrato come un argomento così complesso come il turismo non possa essere affrontato soltanto da un unico Assessorato, da un unico settore come quello ambientale, quindi quando parliamo di impatto sul turismo dobbiamo affrontarlo a 360 gradi, ecco quindi che gli altri partner nel progetto sono stati l'Assessorato alla Cultura, l'Assessorato all'Urbanistica e la Protezione Civile. A dimostrazione che un metodo importante per studiare gli adattamenti al cambiamento climatico è proprio quello della interassessorialità, interdipartimentale, cioè dobbiamo lavorare insieme perché ognuno ha una visione naturalmente delle problematiche del proprio settore. Altro aspetto importante è stabilire una continuità soprattutto di questo progetto, che non finisce qui ma inizia adesso con il lavoro vero e proprio, che è quello di calare la strategia del cambiamento climatico nelle azioni pratiche di adattamento sul territorio. Questo lo stiamo già facendo con due progetti pilota della nostra regione che hanno riguardato l'area marina protetta di Villa Siminus e di Tavolara e quindi con le azioni che verranno messe in campo renderemo più realistico e pratico questo piano come appunto la strategia” ha concluso l’assessora Laconi.

Il lavoro sul turismo costiero rappresenta un primo ambito di applicazione di un percorso più ampio di attuazione della Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Inoltre, con il progetto è stato possibile sviluppare azioni pilota nelle Aree marine protette di Capo Carbonara, e di Tavolara–Coda Cavallo. I risultati saranno assunti come modelli di riferimento da trasferire e mettere a sistema per tutti gli enti locali.

“Il turismo- ha invece sottolineato l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu - è il settore nel quale i cambiamenti climatici probabilmente impattano maggiormente. È un settore che ha aspetti certamente negativi. Abbiamo verificato con il ciclone Harry la devastazione delle coste che però poi la natura piano piano ci restituisce. Ma anche aspetti positivi, la stagione balneare che solitamente era concentrata in poche settimane, quelle estive, tra giugno ed agosto ormai è balneabile anche il mese di settembre ma anche quello di ottobre e probabilmente anche le prime settimane di novembre. Quindi cerchiamo di guardare positivo e di riorganizzare i servizi a partire da quelli dell'assistenza alla balneazione, i bagnini nelle spiagge, la pulizia delle spiagge a riorganizzare il nostro modello di servizi in funzione di una stagione balneare che sarà sempre più a larga.”

La prima sessione è stata dedicata alle tendenze del turismo in Sardegna e ai pericoli, agli impatti e agli scenari climatici futuri e alla illustrazione della proposta di strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici del turismo costiero. Hanno inoltre presentato i piani di azione locale delle due aree pilota, Valeria Masala, direttrice dell’Area marina protetta di Capo Carbonara e Leonardo Lutzoni, direttore dell’Area marina protetta di Tavolara–Coda Cavallo.

Nella seconda sessione anche gli interventi di Francesco Spanedda, assessore degli Enti locali, finanze e urbanistica, Ilaria Portas, assessora della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna.

“Anche l'assessorato della Cultura della regione Sardegna – ha detto l’assessora Ilaria Portas- interviene nella strategia per l'adattamento ai cambiamenti climatici per il suo patrimonio culturale e archeologico. Abbiamo visto, anche in occasione della drammatica evento climatico e meteorologico del ciclone Harry, quanto questi eventi possano essere impattanti nel nostro patrimonio archeologico. I danni subiti da Nora, da Tharros ed altri siti, ci hanno fatto capire che questa strategia è assolutamente urgente e necessaria, quindi stiamo lavorando per fare in modo che non solo ci sia una mappatura ma un monitoraggio costante delle azioni da compiere rispetto agli scenari che si possono presentare.”

Per l’assessore Spanedda, gli studi sul cambiamento climatico ci dicono sostanzialmente che il paesaggio e il territorio non è più un oggetto fermo, uno sfondo su cui si collocano le opere fatte dall'uomo, ma è una realtà in movimento e in modificazione. “Quindi i progetti che noi facciamo non sono più semplicemente degli oggetti delle infrastrutture, sono dei processi che devono inserirsi all'interno di questo ambiente mutevole. Come tutti i processi, quindi, hanno bisogno non solamente di un inizio, una fine, un collaudo, ma hanno anche bisogno di una continuazione delle comunità locali per essere accompagnati e per diventare efficaci”. Com

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »

Comments are closed.