Roma, 6 Ott 2026 - Nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale in Italia si è attestata al 43,5% del Prodotto Interno Lordo, registrando un incremento di mezzo punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni dell'Istat, che tracciano un quadro economico complesso e riaccendono lo scontro politico in vista delle prossime elezioni generali.
I dati pubblicati dall'istituto nazionale di statistica evidenziano una situazione di stretta sulle finanze delle famiglie italiane, unita a segnali di stabilità sul fronte macroeconomico. La propensione al risparmio dei nuclei familiari è scesa al 6,7%, mostrando un calo di 1,2 punti percentuali rispetto al primo trimestre dell'anno. Sebbene il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici abbia registrato un incremento nominale dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti, l'impatto dell'inflazione - alimentata dalle crescenti tensioni geopolitiche e dal conflitto in Iran - ha determinato una contrazione reale del potere d'acquisto pari allo 0,9%.
Sul versante dei consumi si osserva tuttavia un incremento dell'1,7% nella spesa delle famiglie. Contestualmente, l'Istat ha confermato la stima provvisoria di crescita del Prodotto Interno Lordo, aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1,0% su base annua. Notizie positive giungono dal fronte dei conti pubblici, dove l'indebitamento netto si è attestato al 2,0% del PIL, in leggero miglioramento rispetto al 2,1% rilevato nello stesso periodo del 2025.
Le cifre fornite dall'istituto di statistica hanno scatenato la dura reazione dell'opposizione. Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera, ha espresso una netta condanna dell'operato dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
La parlamentare dem ha sottolineato come dalla fonte statistica emerga il ritratto di un Paese in cui il potere d'acquisto crolla mentre la pressione fiscale continua a salire. Secondo l'opposizione, il governo avrebbe sprecato quattro anni inseguendo reati e paure inesistenti attraverso i vari pacchetti sicurezza, anziché investire concretamente sulla crescita economica. Braga ha concluso affermando che i tagli Irpef destinati ai redditi medio-bassi sono stati vanificati dagli aumenti di altre componenti fiscali e che un'uscita di scena del premier sarebbe la soluzione migliore per il Paese.
La replica della maggioranza: “L'Italia cresce nonostante le crisi”
Dall'altro lato della barricata, la maggioranza rivendica la solidità delle misure intraprese e la gestione prudente delle finanze pubbliche, un operato che ha ottenuto ampi apprezzamenti anche sul piano internazionale. L'esecutivo ricorda con orgoglio il traguardo dell'aumento di oltre un milione di occupati raggiunto sotto la propria guida.
Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d'Italia, ha respinto con decisione le critiche ricordando il quadro geopolitico avverso. Il parlamentare ha evidenziato come l'Italia stia continuando a crescere a dispetto dei conflitti internazionali, sottolineando che un incremento congiunturale dello 0,2% proietta una stima di crescita dell'1% entro il 2027.
Rampelli ha inoltre ribadito che, rispetto agli indicatori ereditati dai governi precedenti, tutti i parametri principali sono migliorati, consentendo al Paese di registrare un recupero dei salari reali dopo un ventennio caratterizzato da stagnazione o declino. Con la legislatura che volge al termine, il dibattito sui dati Istat si preannuncia come uno dei temi centrali della campagna elettorale.












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