Brasilia, 5 Ott 2026 - Per un pugno di voti, come suol dirsi, il Brasile si gioca il futuro.
Al primo turno delle presidenziali vince chi ottiene il 50% più uno - e a sorpresa il candidato di destra Flavio Bolsonaro vince ma resta sotto la soglia del 50%. Sul presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva ha un vantaggio di circa 2 punti: 47% contro 45%.
La sfida finale è dunque rinviata al ballottaggio del 25 ottobre, dove Bolsonaro partirà favorito.
La sorpresa è infatti l'avanzata delle destre, sia nelle presidenziali che nel voto politico e per i singoli Stati della federazione. Soprattutto nel ricco sud del Paese, la sinistra arretra e i candidati di destra avanzano. Dal nord invece arrivano i voti per Lula e per il suo partito, che consentono al presidente di evitare la sconfitta al primo turno ma gettano un'ombra lunga sulla sua rielezione.
La battaglia nelle urne si annuncia accesa, con un bacino di oltre 33 milioni di astenuti (il 21,08% degli aventi diritto) a fare da ago della bilancia.
Il presidente uscente ostenta ottimismo per il secondo turno: "Sono bravo nei supplementari. La partita sta per iniziare. Siamo ai tempi supplementari. Lunedì parleremo e martedì la famiglia Bolsonaro se la vedrà brutta". Lula indica la priorità per le prossime tre settimane: recuperare il voto di chi ha disertato le urne. "Siamo impegnati al ballottaggio e vinceremo. Sapremo convincere il popolo brasiliano," ha dichiarato, aggiungendo che farà "un appello per dimostrare che il voto è necessario per definire il futuro di questo Paese. Nessuno più di noi può offrire un futuro alla società brasiliana". Lula accusa l'avversario di relazioni con la criminalità organizzata di Rio de Janeiro e di coinvolgimento nello scandalo del Banco Master, che secondo il presidente uscente "ha portato alla più grande corruzione e alla più grande orgia da parte delle autorità in questo Paese".
Di segno opposto e soddisfatte le dichiarazioni del candidato della destra e figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, che da Brasilia celebra l'ottimo risultato: "I brasiliani hanno scelto il cambiamento. Fra tre settimane al ballottaggio diranno la parola fine definitiva contro questo governo corrotto". E poi: "Questo voto segna la fine della stagione del PT, il partito di Lula".
Il risultato di Bolsonaro suscita l'entusiasmo di altri leader della destra nel continente. Il presidente argentino Javier Milei si è congratulato su X: "Congratulazioni, caro amico Flávio Bolsonaro per questa storica elezione contro il comunista Lula. Il continente americano appartiene ai cittadini che vogliono vivere in libertà". Un appoggio che arriva anche dal presidente colombiano Abelardo de la Espriella: "Oggi il mio cuore è con il Brasile. Che Dio abbia pietà del Paese fratello, come ha fatto con la Colombia. Il vero cambiamento è sconfiggere la sinistra".
Quasi 160 milioni di elettori erano chiamati a scegliere se confermare la sinistra alla guida del Paese o imprimere una svolta conservatrice, sulla scia di altri Stati latinoamericani. Lula punta a un quarto mandato, Flavio Bolsonaro aspira a seguire le orme del padre Jair, presidente dal 2019 al 2022, sconfitto da Lula e poi condannato per tentato golpe.
La consultazione coinvolgeva quasi 160 milioni di elettori per eleggere, oltre alla presidenza della Repubblica, anche i governi dei 26 Stati e del Distretto Federale e parte del Congresso. Sono 513 i seggi della Camera dei deputati da assegnare e 54 gli scranni del Senato, due terzi degli 81 complessivi.
Per l'elezione del presidente e dei governatori è previsto un eventuale secondo turno tra i due candidati più votati qualora nessuno ottenga il 50% più uno dei voti validi al primo turno. L'astensione è solitamente contenuta, poiché in Brasile il voto è obbligatorio e chi non si presenta alle urne deve giustificare l'assenza o pagare una multa. La partecipazione è invece facoltativa per i giovani di 16 e 17 anni, gli analfabeti e le persone con più di 70 anni. L'impiego delle urne elettroniche consente uno scrutinio rapido: i risultati definitivi sono attesi entro poche ore dalla chiusura dei seggi.











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