Madrid, 2 Ott 2026 - Il governo di Pedro Sánchez ha subìto una sconfitta parlamentare sul tema caldissimo della crisi abitativa in Spagna. Il Congresso ha bocciato i decreti sull'edilizia abitativa con i voti contrari di PP, Vox, Junts e UPN, nonostante la pressione della piazza e delle sinistre.
Il risultato è stato di 172 voti favorevoli (Psoe, Sumar, ERC, Bildu, PNV, Podemos, BNG, CC e Compromís) contro 178 del fronte contrario. La presidente della Camera, Francina Armengol, ha dichiarato di conseguenza decaduto il decreto-legge. Il provvedimento, che prevedeva tra l'altro il divieto di sfratto per le persone vulnerabili e la proroga dei contratti d'affitto in scadenza quest'anno, è rimasto in vigore poco più di 24 ore.
Per il secondo decreto bocciato, i voti a favore sono stati 166, 184 quelli contrari.
Il Congresso era chiamato a convalidare il Real Decreto-ley 26/2026, sulla funzione sociale della casa e l'ampliamento dell'offerta di alloggi accessibili, e il 27/2026, sulla stabilità dei contratti di locazione per la prima casa. Sono noti come decreti "Maricarmen", dal nome dello sfratto di un'anziana nel quartiere madrileno di Retiro, che ha mobilitato la sinistra attorno al sindacato degli inquilini.
Il partito di Carles Puigdemont era l'ago della bilancia. La sua direzione ha deciso giovedì sera di respingere sia il decreto più ampio, negoziato con i partner dell'investitura di Sánchez, sia il secondo testo.
Junts ha chiesto al governo di scrivere e approvare un nuovo decreto, ma l'esecutivo ha fatto sapere di non voler ritirare i due testi. Il partito ha respinto quello che ha definito un "ricatto ideologico degli estremi".
Sánchez starebbe valutando di convocare elezioni il 29 novembre, approfittando dello spostamento del dibattito pubblico verso la questione abitativa. Al momento Sánchez non ha confermato se andrà alle urne. Fuori dal Congresso, i manifestanti accampati a Puerta del Sol gridavano "sciopero generale subito" durante la votazione.











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