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Contrasto al fenomeno delle baby gang, i Carabinieri della Stazione di Sassari eseguono due misure cautelari nei confronti di minorenni per rapine e tentate estorsioni.

Sassari, 3 Apr 2026 - Nel corso del pomeriggio di mercoledì 25 marzo scorso, a Sassari, i Carabinieri della Stazione del capoluogo del Nord Sardegna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Sassari, nei confronti di due studenti minorenni, ritenuti responsabili dei reati di rapina aggravata in concorso, tentata estorsione aggravata in concorso, violenza privata e minaccia commessi ai danni di propri coetanei.

Il provvedimento scaturisce da una delicata e accurata indagine condotta dagli investigatori dell’Arma sassarese e diretta dalla Procura per i Minorenni della città, che ha permesso d’accertare che i due giovani si erano resi responsabili di una rapina consumata lo scorso 22 febbraio in via Manno. In quell’occasione, presso una fermata dell’autobus, i 2 indagati, senza apparente motivo, hanno sottratto con la forza e previa minaccia un cappellino di una nota marca a un loro coetaneo.

I successivi approfondimenti investigativi, condotti nel quadro delle attività dell’Arma volte a garantire l’incolumità e la tutela dei più giovani, hanno fatto emergere l’esistenza e l’operatività di una vera e propria baby gang capace di mortificare numerosi coetanei.

Difatti, attraverso l’escussione di molteplici testimoni e l’analisi delle immagini riprese dai sistemi di video-sorveglianza di diversi mezzi di trasporto, è stato possibile accertare che non si trattava di un episodio isolato, infatti i due indagati già lo scorso 9 gennaio si erano resi protagonisti di un analogo episodio. Nello specifico, mentre si trovavano a bordo di un autobus di linea in transito in via Tavolara, avevano tentato di estorcere una piccola somma di denaro a un altro minore e, non riuscendo nell’intento, i ragazzi avevano prima privato la vittima delle scarpe da ginnastica tentando inutilmente di venderle ad altri ragazzi e, successivamente, hanno provato di sottrargli il giubbino, impossessandosi infine di una scatola di cioccolatini.

Dalle indagini è inoltre emerso che le condotte descritte sarebbero state compiute in concorso con altri due ragazzi, entrambi minori di 14 anni e pertanto non imputabili secondo la normativa vigente. Tale dinamica di gruppo evidenzia l’importanza di una costante attività di controllo al fine di prevenire episodi di criminalità giovanile e tutelare i più giovani da atti di bullismo.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Sassari, uno dei minorenni è stato condotto presso una comunità per minori con obbligo di permanenza nella struttura e l'inserimento in un percorso educativo, mentre l’altro giovane è stato sottoposto alla misura della permanenza domiciliare.

Per il principio della presunzione d'innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà una sentenza irrevocabile di condanna.

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