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Blackout a Teheran e attacchi intensi. Trump minaccia l’Iran “Accordo o distruggiamo i vostri siti”.

Teheran, 31 Mar 2026 - Nel 32mo giorno del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti, la città di Isfahan è stata teatro di violenti attacchi aerei. Secondo un alto funzionario americano citato dai media arabi, gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella zona centrale del Paese con numerose bombe penetranti. Nelle stesse ore diverse esplosioni sono state udite nei dintorni dell'aeroporto di Shiraz e nella zona di Ahvaz. Nella capitale Teheran, l'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito di forti boati seguiti da interruzioni di corrente in alcuni quartieri, in particolare nella zona orientale della città. Le autorità hanno fatto sapere che sono al lavoro per ripristinare l'energia elettrica. Isfahan rappresenta uno dei principali poli industriali e militari dell'Iran: ospita il grande complesso siderurgico Mobarakeh Steel, impianti petrolchimici, industrie aeronautiche e basi militari. La città si trova inoltre nelle vicinanze di importanti siti nucleari, tra cui la struttura di Natanz per l'arricchimento dell'uranio.

Gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan, utilizzando un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. L'attacco è stato immortalato in un video privo di didascalia pubblicato dal presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth, in cui si vedono diverse esplosioni illuminare il cielo notturno.

Secondo quanto precisato dal funzionario, le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l'Iran, durato un mese. Le operazioni si sono concentrate prevalentemente su siti strategici con l'obiettivo di degradare le capacità offensive e le infrastrutture militari del Paese.

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, avrebbe tentato di investire in titoli di società attive nel comparto della Difesa nelle settimane immediatamente precedenti allo scoppio della guerra contro l'Iran. Lo riporta il Financial Times, secondo cui il broker di Hegseth presso Morgan Stanley avrebbe contattato BlackRock a febbraio per un investimento multimilionario nel fondo Defense Industrials Active.

L'operazione sarebbe stata tentata pochi giorni prima che gli Stati Uniti lanciassero l'azione militare contro Teheran. L'indiscrezione solleva pesanti interrogativi su potenziali conflitti d'interesse e sull'uso di informazioni privilegiate da parte dei vertici del Pentagono alla vigilia dell'escalation bellica in Medio Oriente.

Il Pentagono ha smentito ufficialmente (come era logico aspettarsi) le indiscrezioni del Financial Times riguardanti presunti investimenti nel settore della Difesa da parte del segretario Pete Hegseth. Il portavoce della Difesa USA, Sean Parnell, ha definito "falsa e inventata" la ricostruzione secondo cui un broker legato a Hegseth avrebbe tentato un investimento milionario in un fondo specializzato in armamenti e sistemi militari a ridosso dell'attacco contro l'Iran.

"Si tratta di un'altra diffamazione infondata e disonesta, pensata per ingannare l'opinione pubblica. Chiediamo una smentita immediata", ha dichiarato Parnell sul suo account ufficiale di X. Nonostante la ferma smentita del Pentagono, il caso continua a alimentare il dibattito sulla trasparenza e sui potenziali conflitti di interesse dei funzionari con accesso a informazioni riservate in ambiti strategici.

La Nato ieri ha confermato l'intercettazione di un missile iraniano diretto verso la Turchia. Si tratta della quarta intercettazione di questo tipo dall'inizio della guerra in Medio Oriente. L'Alleanza Atlantica "è pronta ad affrontare tali minacce e farà sempre il necessario per difendere tutti gli alleati", ha scritto la sua portavoce, Allison Hart, su X.

Almeno 10 esplosioni sono state sentite in tutta Gerusalemme e nella regione di Shfela dopo che l'Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico contro Israele, segnando una forte escalation delle ostilità. Le sirene si sono sentite in diverse aree.

Il ministero della Difesa saudita ha annunciato in una dichiarazione pubblicata su X di aver intercettato e distrutto altri quattro missili balistici diretti verso l'area della capitale Riad.

L'operazione di difesa, confermata dalle autorità del Regno, si inserisce in un quadro di crescente tensione regionale che vede lo spazio aereo saudita nuovamente interessato da tentativi di attacco a lungo raggio. Non sono stati segnalati danni a persone o infrastrutture a seguito dell'intercettazione.

Un funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera Arabic che nessuna nave può attraversare lo Stretto di Hormuz senza un accordo preventivo con l'Iran e un'accurata verifica dei documenti di bordo.

"Finora nessuna nave che trasportasse merci per un Paese ostile ha attraversato lo Stretto di Hormuz, e nessuna lo attraverserà in futuro", ha aggiunto il funzionario, ribadendo la linea di fermezza di Teheran sul controllo del traffico marittimo in uno dei punti più strategici per il commercio mondiale di idrocarburi.

Il Ministero della Difesa britannico ha confermato che i jet della Royal Air Force, operanti in una "zona ad alto rischio" in Medio Oriente, hanno abbattuto con successo diversi droni iraniani. Secondo l'aggiornamento quotidiano sull'attività militare nella regione, i caccia Typhoon e F-35, supportati dagli elicotteri Wildcat, hanno condotto missioni difensive durante la notte sopra i cieli di Cipro, Giordania, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Dall'inizio del conflitto, i piloti e gli equipaggi del Regno Unito hanno superato le 1.200 ore di volo. Il ministero non ha fornito ulteriori dettagli specifici sulle dinamiche degli abbattimenti, limitandosi a definire le operazioni come parte di una strategia di protezione degli alleati regionali.

L'adozione della legge sulla pena di morte per i terroristi approvata oggi in Israele "riflette la natura sanguinaria dell'occupazione e il suo approccio basato sull'omicidio e sul terrorismo, e smaschera la falsità delle sue ripetute affermazioni di essere un Paese civile e impegnato a rispettare i valori umani". Lo afferma Hamas in un comunicato.

L'Associazione per i diritti civili di Israele ha presentato ricorso all'Alta Corte di Giustizia contro la legge sulla pena di morte per le persone condannate per terrorismo, appena approvata dalla Knesset. "Questa legge estrema, concepita per essere applicata solo ai palestinesi, è incostituzionale e causa un danno irreversibile e crudele al diritto alla vita", recita il ricorso riportato da Ynet.

"Le disposizioni previste da questa legge, e il fatto che sia formulata perché sia applicata solo ai palestinesi, ne aggravano l'illegalità e l'incostituzionalità", si aggiunge nel ricorso, sostenendo inoltre che la legge non risponde ai valori di uno Stato democratico ed è stata emanata con un intento vendicativo e razzista.

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