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Riforma dei tirocini di inclusione, l’assessora del Lavoro, Desirè Manca: “Linee guida vecchie di dieci anni, rispondiamo in maniera efficace alle nuove fragilità”.

Cagliari, 26 Mar 2026 - “Negli ultimi dieci anni il mondo del lavoro e le condizioni sociali sono cambiati profondamente, lasciando indietro nuove fragilità spesso invisibili. Ci sono giovani che si sentono esclusi, che non studiano e non lavorano, e i dati sui NEET ce lo raccontano con chiarezza. Dietro quei numeri ci sono storie, difficoltà, percorsi interrotti. È proprio da qui che siamo partiti: abbiamo costruito questa riforma ascoltando chi ogni giorno lavora accanto ai ragazzi, gli operatori, i servizi sociali e gli enti locali. Da queste voci è emersa con forza la necessità di superare strumenti ormai inadeguati, non più capaci di rispondere alle nuove vulnerabilità”.

Così l’assessora del Lavoro, Desirè Manca, illustra il percorso che ha portato alle nuove “Linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inclusione sociale”, approvate dalla Giunta e destinate a sostituire la disciplina del 2015, ormai superata. La riforma nasce proprio dall’esigenza di aggiornare una normativa ferma da anni, superando rigidità che hanno limitato l’efficacia dei percorsi di inclusione sociale per i soggetti che, al momento dell’attivazione, risultano presi in carico dai servizi sociali professionali e/o dai servizi sanitari pubblici competenti.

“In questa direzione abbiamo assunto anche una scelta politica chiara – ha sottolineato – superare il limite fisso di 500 euro per l’indennità di partecipazione. Non si tratta solo di un adeguamento tecnico, ma di un principio preciso, che restituisce dignità e valore ai percorsi di tirocinio. Consentiamo ai soggetti ospitanti che ne hanno la possibilità di riconoscere importi più elevati, rendendo l’indennità più coerente con il contesto economico attuale e con l’impegno richiesto. È un passo verso una maggiore equità e una reale personalizzazione dei percorsi”.

“Tra le novità più rilevanti, viene estesa la possibilità di attivare tirocini anche per minori non ancora in regola con l’obbligo scolastico, all’interno di progetti educativi finalizzati a prevenire devianza ed esclusione sociale, e viene resa più aperta la rete dei soggetti coinvolti nella presa in carico, per consentire interventi più efficaci anche nei casi atipici”. La durata dei tirocini viene inoltre ridefinita in modo più funzionale, con un primo periodo utile a valutarne l’efficacia.

“Con l’approvazione di queste nuove Linee guida compiamo un passo decisivo per rendere più efficaci i percorsi di inclusione sociale sul nostro territorio. Siamo certi – ha concluso l’assessora – che questa nuova disciplina rafforzerà il ruolo dei servizi territoriali e contribuirà a percorsi di inclusione più efficaci, sostenendo i giovani in condizioni di svantaggio nel loro accesso alla vita sociale e lavorativa”. Com

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