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Gruppo Forza Italia al Senato, Gasparri si dimette: “Decisione autonoma”. 14 senatori contro di lui.

Roma, 26 Mar 2026 - Si dimette il capogruppo al senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri. La decisione - a quanto si apprende da fonti parlamentari azzurre - verrà formalizzata oggi nel corso di una riunione dei senatori forzisti che si terrà alle 16.30. All'ordine del giorno della convocazione, infatti, si legge: "Dimissioni Presidente del Gruppo; Elezione nuovo Presidente del Gruppo". La decisione arriva dopo la lettera firmata da 14 senatori su 20 di FI che chiedevano di fatto la sostituzione di Gasparri, tra questi anche due ministri: Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo, mentre non sarebbe ancora arrivata quella di Annamaria Bernini.

Intorno alle 14 arriva la sua versione con una nota: "Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull'incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro".
Nel pomeriggio è stata convocata una riunione dei senatori azzurri e all'ordine del giorno ci sarà la questione e la scelta del successore. In pole, la senatrice Stefania Craxi. Sarebbe un nome gradito ai figli del fondatore del partito Silvio Berlusconi: Marina e Pier Silvio, che da tempo invocano un rinnovamento a partire proprio dai capigruppo.

Ricordiamo che la riforma costituzionale della Giustizia, bocciata con il referendum del 22 e 23 marzo, è stata una bandiera di Forza Italia. La sconfitta brucia particolarmente nel partito del Cavaliere e accelera l'esigenza di cambiamento che da tempo si profilava. 

"Non credo che la leadership di Tajani sia in discussione in questo momento. Il congresso nazionale ci sarà, perché lo chiede lo statuto. E probabilmente si anticiperà anche di qualche mese. Ci saranno anche i congressi regionali, ma sui congressi regionali io mi sono già espressa ieri in una riunione del partito. Perché quando incontro le persone per strada, mi chiedono quando abbasseremo le tasse, non quando faremo i congressi. Io mi auguro e auspico una fase in cui in Forza Italia si parli di contenuti. Noi abbiamo bisogno di capire perché abbiamo perso voti, perché i ragazzi hanno scelto il no. Dobbiamo fare un esame di coscienza utilizzando il referendum". Così a L'aria che Tira, su La7, la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli.

Identica la posizione del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a Rtl 102.5:  "Una discussione interna al partito è sempre utile. Quando c'è silenzio, non c'è partito". Aggiungendo: "abbiamo preso questa botta del referendum, che per Forza Italia non è stata semplice, era la grande riforma. Stiamo analizzando le responsabilità, e personalmente ritengo che una parte sia dovuta a una scarsa mobilitazione politica nel centrodestra, a differenza di quanto ha fatto la sinistra che ha politicizzato il referendum".

"Resta fermo il ruolo del leader Tajani, che non è in discussione, ma la necessità di discutere all'interno del partito è, in ogni caso, un valore costruttivo" ha concluso.

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