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Un 69enne perseguita lungo tempo l’ex compagna: arrestato dai Carabinieri della Stazione di Siniscola per atti persecutori.

Siniscola (Nu), 21 Mar 2026 – Ieri i Carabinieri della Stazione di Siniscola, hanno arrestato un 69enne per atti persecutori.

L’uomo, che non accettava la fine della relazione e l’avvenuto impossessamento di taluni immobili da parte della ex compagna, sarebbe stato incastrato da numerosi video da questa registrati e consegnati agli investigatori dell’Arma, cui si è rivolta disperata, intimorita per la propria incolumità.

L’escalation di violenza avrebbe avuto origine all’incirca due anni fa, al termine della loro relazione sentimentale. Da quel momento, l’astio dell’uomo verso l’ex compagna sarebbe divenuto sempre più aggressivo, tanto da sfociare in gravi condotte persecutorie che avrebbero alterato le abitudini di vita della donna: infatti, in più circostanze, l’uomo avrebbe danneggiato la porta di casa dell’ex, rovesciandole i secchi dei rifiuti; avrebbe staccato un tubo dell’acqua, urinandole all’ingresso di casa; con cadenza pressoché quotidiana l’avrebbe denigrata con insulti particolarmente offensivi, minacciandola di morte e di altre gravi conseguenze, raggiungendola spesso sotto casa.

In seguito il coraggio di raccontare i fatti da parte della vittima, ha portato ad una concreta svolta per ridare libertà e serenità alla donna: all’esito di tempestive indagini i Carabinieri hanno infatti arrestato l’uomo per atti persecutori, secondo l’istituto della flagranza differita, efficace strumento protettivo per le vittime, che consente di agire a loro tutela, bloccando uno stalker, entro 48 ore dalle ultime condotte persecutorie, a patto che le stesse constino inequivocabilmente provate come, nel caso di specie, emerso dall’ingente documentazione video-fotografica consegnata ai militari. 

Rintracciato, il 69enne è stato posto agli arresti domiciliari e sarà monitorato con braccialetto elettronico.

La Compagnia Carabinieri di Siniscola esorta chiunque versi in stato di paura o pericolo a segnalare immediatamente, senza indugio, la propria situazione alla Stazione Carabinieri più vicina o al numero unico di emergenza, superando ogni silenzio. Denunciare è fondamentale per l’attivazione di efficaci strumenti normativi in grado di proteggere sé stessi e i propri congiunti.

Il procedimento penale nei confronti dell’indagato è tuttora pendente nella fase di indagini preliminari e la sua effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo, ove non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in suo favore.

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