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Femminicidio a Bergamo, 42enne uccisa a coltellate dal marito.

Bergamo, 19 Mar 2026 – È stata colpita con diverse coltellate, inferte in punti vitali, la donna uccisa oggi a Bergamo dal marito. Valentina Sarto, 42 anni, e Vincenzo Dongellini, 49, erano sposati da maggio dell'anno scorso, ma stavano insieme da dieci anni. Lui, padre di una figlia avuta da una precedente relazione, dopo l'aggressione mortale ha tentato di togliersi la vita, non riuscendoci. Arrestato, è al momento piantonato in ospedale.  Alle forze dell'ordine non risultano segnalazioni di precedenti dissidi tra i due, ma c'è la testimonianza di una vicina che dice di averli sentiti litigare spesso. E sembra che la vittima avesse incontrato un altro uomo.

“Un femminicidio è un crimine agghiacciante, un dolore terribile per tutte e tutti noi, una ferita profonda per la città di Bergamo e l’intera società. Una donna è stata uccisa dal partner, e con lei vengono spezzati affetti, relazioni, progetti di vita. Non possiamo permettere che diventi solo un numero in una lunga e inaccettabile sequenza: dietro ogni caso ci sono una storia, un volto, una vita, non un caso da aggiungere alla statistica". Così la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali commentando la vicenda.

"In momenti come questo, al dolore si uniscono la rabbia e il senso di impotenza: ancora una volta, tutto avviene tra le mura domestiche, all’interno di una relazione di coppia, nel luogo che dovrebbe essere di cura e sicurezza. La violenza sulle donne non inizia all’improvviso: passa attraverso il controllo, l’isolamento, le minacce e una pressione quotidiana che spesso resta invisibile. Dobbiamo continuare a lavorare per cambiare le cose, anche in una città come Bergamo già da tempo impegnata nel sostegno in situazioni di violenza, nel lavoro condiviso con la rete inter istituzionale, l’associazione Aiuto Donna, il Centro antiviolenza", continua la sindaca.

"Accanto a misure di inasprimento delle pene, dobbiamo sconfiggere la cultura del possesso, della sopraffazione, che fa credere agli uomini di poter disporre delle nostre vite, delle vite delle donne. Quando investiamo nell’educazione, nella prevenzione, nel rafforzamento delle reti territoriali e dei servizi che possono intercettare e accompagnare situazioni di rischio, allora proteggiamo e sosteniamo davvero le donne, allora restituiamo loro il diritto di pensarsi libere, sicure, vive. Ogni giorno deve essere il tempo della responsabilità nei loro confronti e della reazione, il tempo di costruire relazioni diverse, fondate sul rispetto e sulla libertà, il tempo di parole nuove che creino una cultura nuova. Bergamo si stringe, con commozione, attorno ai familiari e a tutte le persone colpite da questa violenza”.

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