Cagliari, 17 Mar 20276 - Con l’audizione degli assessori, delle agenzie regionali, delle coop assegnatarie e delle organizzazioni di coop è iniziato questa mattina in commissione Agricoltura il percorso di revisione della legge 44 del 1976. Una legge regionale che “dopo cinquant’anni ha bisogno di una profonda revisione”, come ha detto il presidente del parlamentino, Antonio Solinas (Pd). “Abbiamo cercato di mettere oggi insieme tutti i soggetti interessati per capire come va attualizzata la legge”.
Per l’agenzia Laore la direttrice Maria Ibba e il direttore di servizio Giuseppe Aresu hanno ricostruito l’iter della legge e le competenze previste allora dal Consiglio regionale. “Il regolamento di esecuzione, datato 1979, prevedeva l’acquisizione dei terreni per creare il monte dei pascoli e la valorizzazione dell’allevamento in tutta la Sardegna. Il patrimonio fu classificato come patrimonio indisponibile della Regione e i terreni, oltre 18 mila ettari, assegnati con contratto di affitto di fondo rustico in grandissima parte a cooperative agricole e privati. Solo in piccola parte ad enti pubblici”. Secondo i dati forniti da Laore ci sono coop che hanno anche 1200 ettari, da Orune a Domusdemaria passando per il Sulcis e il Gerrei. “Si tratta di terreni spesso non inseriti in comprensori irrigui e con soci delle coop avanti negli anni”.
Per le coop hanno preso la parola Antonello Melis (Villanovatulo), Daniele Meloni (Sa Zeppara - Guspini) e Stefano Lai (Escalaplano) e Maria Pina Medas (San Giovanni Suergiu), che hanno per alcuni versi denunciato l’assenza Laore o comunque una forte criticità nella gestione dei rapporti contrattuali negli anni passati. Tutti hanno evidenziato la necessità di strumenti di accesso al credito e in particolare Melis ha detto: “Avrebbe senso sostenere la trasformazione in srl agricola delle attuali coop e riscrivere la legge garantendo un’assistenza tecnica ancora più forte”.
Lai ha denunciato la difficoltà del sistema cooperativistico (“non è nella nostra natura di pastori”) e ha detto: “Il problema dell’irrigazione è grande, abbiamo un chilometro di confine con il Flumendosa ma l’acqua la prende il Cagliaritano, non noi”.
Dalle organizzazioni di coop è arrivata una riflessione di sistema. Per Giovanni Loi (Agci) “in questi anni è mancato il confronto” mentre Giambattista Monne (Confagricoltura) “bisogna pensare a strategie diverse a seconda delle dimensioni in ettari delle aziende oltre a sostenere le coop con adeguati strumenti di credito”. Giuseppe Patteri (Coopagri) ha sostenuto che “in questa vicenda non c’è soltanto un aspetto economico e tecnico ma la risposta a temi più grandi come la legalità e lo spopolamento”. Per Legacoop il direttore Daniele Caddeo ha ricordato che “le migliori realtà produttive sarde, che ancora sono sotto gli occhi di tutti, sono venute fuori dal Piano di Rinascita e da quell’epoca legislativa. Ci vuole coraggio oggi per riscrivere una legislazione adeguata ma anche ottimismo. E la consapevolezza che i frutti di quello che faremo non arriveranno immediatamente”. Com








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