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Minacce e continue richieste di denaro: 24enne finisce in carcere a Cagliari per maltrattamenti nei confronti della madre.

Cagliari, 16 marzo 2026 – I Carabinieri della Stazione di Cagliari-San Bartolomeo, nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato e salvo ulteriori approfondimenti, stante la fase attuale delle indagini preliminari, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cagliari, nei confronti di un 24enne, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia.

Il provvedimento restrittivo rappresenta l'epilogo di una delicata vicenda familiare emersa nell'agosto dello scorso anno, quando la madre del giovane aveva trovato il coraggio di varcare la soglia della caserma per denunciare una situazione divenuta ormai insostenibile. La donna aveva infatti raccontato ai militari di essere vittima, sin dal mese di marzo del 2025, di continue vessazioni da parte del figlio convivente. Un'escalation di violenze psicologiche che sarebbe stata caratterizzata da ripetute minacce, ingiurie e pressanti richieste di denaro.

Le indagini avviate immediatamente dai Carabinieri, hanno permesso di riscontrare il racconto della vittima, documentando un grave e concordante quadro indiziario a carico dell’operaio. Tali risultanze, trasmesse immediatamente all'Autorità Giudiziaria, hanno consentito l'emissione della misura cautelare, resasi necessaria per porre fine alle condotte maltrattanti e tutelare l'incolumità della donna.

Quindi il giovane, rintracciato dai militari, è stato accompagnato in caserma e, concluse le formalità di rito, condotto e rinchiuso presso la Casa Circondariale di Uta, dove rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

L'intervento si inserisce nel più ampio e costante impegno dell'Arma dei Carabinieri nella prevenzione e nel contrasto ai reati riconducibili alla violenza domestica, garantendo un presidio attento sul territorio, l'ascolto empatico delle vittime e una risposta tempestiva per interrompere le spirali di violenza che talvolta si insidiano all'interno delle mura familiari.

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