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Porto Torres, Dichiarazione di Silvio Lai (Pd): “Eni trasforma gli accordi sulla chimica verde in carta straccia. Imprese locali escluse dagli appalti”.

Roma, 15 Mar 2026 - “Il progetto della chimica verde di Porto Torres nacque nel 2011 con un accordo sottoscritto alla Presidenza del Consiglio tra Governo, Regione Sardegna, enti locali, sindacati ed ENI. Era un patto con il territorio: riconversione industriale, tutela dell’occupazione e sviluppo della filiera locale.” 

Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, che ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla gestione degli appalti nel sito industriale di Porto Torres. “Nel sito Novamont, ex Matrìca, oggi sta accadendo l’esatto contrario. Le gare d’appalto per manutenzioni e servizi industriali vengono svolte su base nazionale coinvolgendo oltre venti imprese provenienti da diversi poli petrolchimici italiani. In alcuni casi le gare sono state aggiudicate a imprese fuori dalla Sardegna.

In particolare: ⁠la gara per la manutenzione metalmeccanica ha coinvolto oltre venti imprese nazionali ed è stata aggiudicata a una impresa con sede in Sicilia; ⁠la gara per i lavaggi industriali ha coinvolto oltre venti imprese nazionali ed è stata aggiudicata a un’altra impresa siciliana; ⁠sono in corso gare nazionali per manutenzione elettro-strumentale e manutenzione antincendio, entrambe con la partecipazione di oltre venti imprese provenienti da tutta Italia.

Durante il periodo di Matrìca le gare erano gestite con procedure territoriali e con un elenco di imprese specializzate del territorio che garantivano da anni la manutenzione degli impianti e lo sviluppo delle attività industriali nel sito. Oggi questo modello è stato completamente cancellato.

Non solo: in alcuni casi non sono state rispettate neppure le clausole contrattuali che prevedevano la proroga biennale dei contratti esistenti, con la conseguente esclusione di imprese locali che operavano stabilmente nel polo industriale.

È un cambio di rotta grave. La chimica verde doveva essere un progetto di riconversione industriale radicato nel territorio del nord Sardegna. Se si escludono le imprese locali, quel progetto perde la sua legittimazione sociale ed economica.

Eni sta progressivamente trasformando gli accordi territoriali in carta straccia, come già avvenuto in altri poli industriali del Sud, dalla Sicilia alla Puglia. Gli impegni presi con i territori servono quando bisogna ottenere consenso per le riconversioni industriali; poi, una volta avviati gli impianti, il territorio viene messo da parte.

Il progetto della chimica verde di Porto Torres è stato accompagnato da interventi pubblici, procedure di bonifica del sito industriale e da un protocollo istituzionale sottoscritto con il Governo. Per questo ho chiesto all’esecutivo di aprire una verifica immediata sul rispetto degli impegni assunti con il territorio.

Prima si chiede al territorio di fidarsi per chiudere gli impianti. Poi, quando la riconversione parte, il territorio viene escluso. Questo non è accettabile”. Com

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