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La guerra contro l’Iran si allarga e coinvolge altri stati del Golfo. Le Borse a picco. Esplosioni a Teheran, la Nato intercetta un missile sopra la Turchia.

Teheran, 9 Mar 2026 – Anche oggi gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato pesanti attacchi su diverse zone di Teheran. Sono state prese di mira anche altre città come Isfahan e Karaj, così come le città di Malard e Shahriar, situate nei pressi di Teheran.

L'aviazione israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, contemporaneamente a Teheran, Isfahan e nel sud del Paese. Lo comunica il portavoce dell'Idf.

La Difesa del Bahrein ha annunciato di aver intercettato e distrutto finora 102 missili e 171 droni lanciati dall'Iran nel corso degli attacchi in corso contro il regno del Golfo. Lo rende noto il comando generale delle Forze di Difesa bahreinite, che sottolinea l'efficacia dei sistemi di difesa aerea nel neutralizzare le minacce ostili partite da Teheran.
Parallelamente, il Dipartimento della Difesa Civile bahreinita ha comunicato di aver spento un incendio divampato in una struttura nella zona di Al Ma'amir, a sud della capitale Manama, a seguito di un attacco iraniano. Secondo le autorità, non si registrano vittime né feriti, e i danni sono limitati a strutture materiali.
La situazione resta tesa nel Paese, sede della Quinta Flotta statunitense, con le autorità che invitano la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni di sicurezza. Gli attacchi iraniani, parte di una escalation regionale più ampia, proseguono da giorni, ma le difese bahreinite - supportate presumibilmente da alleati - continuano a garantire un alto tasso di intercettazione.

L'Iran ha commesso ''un pericoloso errore di calcolo attacchi i Paesi del Golfo'' come rappresaglia, così ''ha distrutto tutto''. Lo ha dichiarato il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al Thani, in un'intervista esclusiva a Sky News, la prima dal lancio dell'operazione israelo-americana contro l'Iran. Si tratta di ''un periodo molto difficile'' e l'escalation, ha avvertito, rischia di destabilizzare la regione e di provocare onde d'urto nell'economia globale.
Quello che si avverte, ha spiegato, ''è un grande senso di tradimento". Perché "appena un'ora dopo l'inizio della guerra, il Qatar e altri paesi del Golfo sono stati attaccati. Abbiamo chiarito che non avremmo preso parte ad alcuna guerra contro i nostri vicini".
Il Qatar ha svolto un ruolo di mediazione e per questo, ha detto al-Thani, "non ci saremmo mai aspettati questo dal nostro vicino.
Abbiamo sempre cercato di mantenere buoni rapporti con l'Iran, ma respingiamo totalmente le giustificazioni e i pretesti che stanno usando".
In ogni caso, ha aggiunto, "continuiamo a cercare di de-escalation.
Sono i nostri vicini, è il nostro destino". Ma allo stesso tempo si è chiesto: "il 25% degli attacchi prende di mira strutture civili. Cosa c'entra questo con la guerra? Cosa vogliono ottenere?"

“Gli impianti petroliferi sono obiettivi del regime. La comunicazione con l'esercito Usa è sempre eccellente e coordinata a ogni livello in tempo reale” ha dichiarato il portavoce dell'Idf, Nadav Shoshani, durante un briefing, dopo che Axios ha riferito “la preoccupazione degli Usa” per i raid israeliani su 30 depositi di carburante in Iran sabato.

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che Regno Unito e Stati Uniti stanno lavorando insieme "ogni giorno" quando gli è stato chiesto se la "relazione speciale" tra i due Paesi fosse in crisi, dopo le frizioni emerse con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "È molto importante sottolineare che Stati Uniti e Regno Unito stanno lavorando insieme ogni giorno, come hanno sempre fatto", ha detto Starmer."Le decisioni riguardanti gli interessi superiori della Gran Bretagna sono responsabilità del primo ministro britannico", ha osservato Starmer, secondo quanto riferisce l'emittente britannica BBC.

L'Iran ha accusato i paesi europei di aver creato le condizioni che hanno portato gli Stati Uniti e Israele ad attaccare la Repubblica islamica e a scatenare una guerra. "Purtroppo i paesi europei hanno contribuito a creare queste condizioni", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei in una conferenza stampa settimanale. "Invece di insistere sullo stato di diritto, invece di opporsi alle prepotenze e agli eccessi degli Stati Uniti, hanno parlato e concordato con loro al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alla discussione sul ripristino delle sanzioni, e tutte queste cose insieme hanno incoraggiato i partiti americano e sionista a continuare a commettere i loro crimini", ha aggiunto. 

Gli Stati uniti mirano a dividere l'Iran per impossessarsi delle sue risorse petrolifere. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Nel corso di una conferenza stampa, Baghaei ha sostenuto che l'obiettivo di Washington sarebbe quello di "spezzettare" il paese per assumere il controllo delle sue ricchezze energetiche, accusando gli Stati uniti di voler violare la sovranità iraniana e colpire la popolazione. Il portavoce ha inoltre affermato che gli attacchi condotti da Stati uniti e Israele contro l'Iran mettono a rischio tutte le norme del diritto internazionale. "Hanno violato tutte le norme e le pratiche internazionali", ha dichiarato.
Baghaei ha anche accusato Washington di aver fatto fallire i colloqui diplomatici che erano in corso prima degli ultimi attacchi. "Hanno iniziato una guerra mentre eravamo pienamente impegnati nel dialogo diplomatico", ha detto, aggiungendo che l'Iran è ora unito nel difendere il proprio paese.

L'ayatollah Mohsen Heidari ha dichiarato alla televisione di Stato che alcuni membri dell'Assemblea degli Esperti "non sono stati informati dell'incontro e non hanno potuto partecipare ieri alla riunione per il voto nonostante si trovassero nella città di Qom". Lo riportano Iran International e Nexta.
Heidari ha detto che più di due terzi - necessari per la validità del voto - degli 88 membri dell'organismo hanno partecipato alla riunione raggiungendo il quorum richiesto per la votazione e ha affermato che Mojtaba Khamenei ha ricevuto quasi l'85% dei voti espressi dai presenti.
Se le cifre fossero esatte, significherebbe che almeno 59 membri hanno partecipato alla riunione e che circa 50 o più hanno votato a favore di Khamenei.
Il fatto che alcuni membri del clero non siano stati fatti partecipare al voto dimostra le tensioni dentro l'Assemblea degli esperti e la contrarietà di diversi membri al trasferimento ereditario del potere scegliendo il figlio della defunta Guida Suprema Ali Khamenei.

Borse europee sotto pressione in avvio di settimana, anche se il calo è pari a circa la metà di quello registrato nei listini asiatici. Parigi e Madrid lasciano sul campo il 2,5%, Francoforte il 2,3%, Milano il 2,25% e Londra l'1,72%. La nomina del figlio di Khamenei a Guida Suprema dell'Iran lascia presagire una guerra lunga. La corsa del greggio (Wti +14,5% a 104,64 dollari al barile) e del gas (+16,51% a 62,17 euro al MWh) aumentano i rischi di inflazione e la BCE si prepara a due aumenti dei tassi nel corso dell'anno.

Balza il dollaro a 86,84 centesimi e a 75,15 penny, mentre salgono i rendimenti dei titoli di stato, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi sopra gli 83 punti. Il rendimento annuo italiano sale di 10,1 punti al 3,72%, quello tedesco di 3 punti al 2,88% e quello francese di 8,8 punti al 3,6%.

In un panorama piuttosto desolante, con l'indice Euro Stoxx600 in calo di oltre il 2%, le vendite interessano tutti i settori. In particolare crollano i titoli dei produttori di semiconduttori, da Asml Holding (-4,52%) a Infineon (-4,08%) edStm (-3,54%). Frenano i bancari Mediobanca (-4,5%), Unicredit e Barclays (-4,45% entrambi), SocGen (-4,33%), Banco Bpm (-4,25%), Mps (-4,05%) e Intesa (-4%). In rosso anche gli automobilistici Stellantis (-3,3%) e Ferrari (-2,95%), mentre Volkswagen, Renault e Bmw cedono il 2%. Pochi i rialzi, limitati ai petroliferi Shell (+1,45%), Bp (+0,7%) ed Eni (+0,4%). Debole anche il comparto della difesa ad eccezione di Leonardo (+1,54%).

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