Masainas (SU), 7 Mar 2026 – Nelle scorse ore, un imponente e articolato servizio di controllo del territorio ha interessato le campagne del Basso Sulcis. L'operazione, finalizzata al contrasto dei reati ambientali e dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo, ha visto l'impiego congiunto dei militari delle Stazioni di Giba, Nuxis, Santadi e Teulada, supportati dai reparti specializzati del Nucleo Operativo Ecologico e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cagliari, con l'importante e preziosa copertura aerea fornita dall'11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas.
Il fulcro dei controlli si è concentrato sui terreni di una società agricola situata in un'area rurale di Masainas, gestiti di fatto da un imprenditore agricolo di 53 anni.
Gli accertamenti condotti dai militari hanno portato alla luce una situazione di illegalità e degrado. L'uomo è stato inizialmente sorpreso mentre usufruiva di quello che sembrava essere un allaccio abusivo alla rete elettrica, configurando così l'ipotesi di furto aggravato di energia. Nel corso dell'ispezione, i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto un motocoltivatore risultato rubato a un altro imprenditore agricolo della zona, facendo scattare per il 53enne anche l'accusa di ricettazione.
Ma è stato il quadro ambientale a destare il maggiore allarme. Infatt, l'intera area era stata trasformata in una vasta discarica non autorizzata, caratterizzata dalla presenza di innumerevoli rifiuti speciali e pericolosi, tra cui spiccavano decine di carcasse di autovetture. A carico dell'imprenditore sono state pertanto contestate violazioni importanti, tra cui l'apertura di scarichi fognari non autorizzati, la gestione illecita di rifiuti, la realizzazione di una discarica abusiva, la combustione illecita di scarti e l'esercizio abusivo di attività di autodemolizione.
Sul fronte della tutela dei lavoratori, l'intervento dei militari dell'Ispettorato del Lavoro ha permesso di accertare la presenza di due operai impiegati totalmente in nero, intenti a prestare la loro opera all'interno delle serre presenti nella proprietà. Per tale irregolarità è stata elevata una maxi-sanzione amministrativa di oltre ottomila euro. È stata inoltre contestata l'installazione di un impianto di videosorveglianza privo delle necessarie autorizzazioni di legge.
Al termine delle complesse operazioni, l'intera area agricola è stata sottoposta a sequestro preventivo, così come i materiali illeciti rinvenuti.
L'operazione s’inserisce nel più ampio e costante impegno dell'Arma dei Carabinieri a tutela del territorio. La sinergia tra i presidi territoriali e i reparti speciali conferma la massima attenzione rivolta non solo al contrasto della criminalità predatoria e dello spaccio, ma anche alla salvaguardia dell'ambiente, della salute pubblica e della dignità dei lavoratori, con l'obiettivo di garantire una cornice di legalità e sicurezza per tutta la comunità.









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