Cagliari, 24 Feb 2026 - Il Partito Democratico della Sardegna chiarisce la propria posizione in merito alla seduta di Giunta sulle nomine dei direttori generali delle Asl di Cagliari e della Gallura.
Gli assessori del Partito Democratico hanno assunto una scelta coerente con quanto già avvenuto nei mesi di aprile e dicembre: non partecipare a deliberazioni che presentano profili di incertezza giuridica non adeguatamente ponderati.
Le due aziende sanitarie interessate sono infatti coinvolte in contenziosi ancora pendenti con direttori generali impropriamente licenziati ad aprile, che non hanno rinunciato alle azioni giudiziarie nei confronti della Regione. In un quadro segnato da una recente significativa sentenza della Corte costituzionale e da un pronunciamento del Tar Sardegna, riteniamo doveroso evitare ulteriori atti che possano esporre l’amministrazione regionale, come gli esponenti in Giunta, a rischi legali ed economici.
«Non si tratta di uno strappo politico – afferma il segretario regionale del Pd, Silvio Lai – ma di una posizione di responsabilità. Ad aprile abbiamo posto una questione giuridica, a dicembre abbiamo sostenuto nomine della Presidene nelle aziende dove vi era piena sostenibilità legale, con ampia fiducia sulle rassicurazioni date dagli uffici. Oggi manteniamo la stessa linea perchè tali rassicurazioni non ci sono. La coerenza non può essere a giorni alterni».
Quanto alle ricostruzioni, da qualunque parte provengano, su presunte divisioni interne non meritano commento se non che “una bugia se ripetuta due o più volte non diventa una verità”.
«Il Pd – prosegue Lai – discute al proprio interno, confronta posizioni diverse e poi assume una decisione unitaria. Questa è la nostra forza. A differenza di altri, abbiamo voci plurime che poi non si contraddicono. Abbiamo una sola linea politica, condivisa, che comunichiamo alla Presidente».
Quanto accaduto non riguarda dunque dinamiche interne al Pd, che ha già convocato i suoi organismi per i prossimi giorni ma differenze di valutazione sul metodo decisionale e sulle competenze professionali necessarie per guidare una fase di ricostruzione del sistema sanitario regionale dopo anni di sottovalutazione e scelte non sempre efficaci.
Il Partito Democratico ribadisce, e lo ha dimostrato nei mesi scorsi proprio sulla sanità, di non essere interessato a logiche di spartizione, né ora né in futuro, come nella scelta dei direttori sanitari e amministrativi che restano in capo alle scelte autonome dei direttori generali e la scelta di questi alla Presidente. Tuttavia, nell’esercizio del proprio ruolo politico e istituzionale, segnalerà tutte le carenze di requisiti o profili di inadeguatezza che possano incidere sulla qualità del governo della sanità e, soprattutto, a partire dai prossimi giorni promuoverà un dibattito interno al PD e pubblico sui fabbisogni di salute e sull’adeguamento dell’organizzazione sanitaria dei cittadini sardi.
«La sanità sarda – conclude Lai – non è terreno di prova per equilibri interni della coalizione come alcuni la stanno interpretando, ma il settore più delicato per la vita delle persone e per i conti della Regione, e non può reggere a lungo così. Il Pd continuerà a garantire rigore, trasparenza, competenza e un continuo ascolto. È questo il contributo che offriamo alla coalizione e, soprattutto ai cittadini». Red











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