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Annullati i dazi di Trump, ma l’instabile presidente sfida ancora la Corte suprema e impone ancora tariffe al 15% “con effetto immediato”. Non si sa contro chi e quali cose.

Washington, 22 Feb 2026 – Poche ore prima, nel corso di un'infuocata conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente Usa aveva commentato con estrema durezza la bocciatura dei suoi dazi da parte della Corte Suprema, in un'attesissima sentenza.

Il capo della Casa Bianca non ha nascosto la sua frustrazione. E non ha risparmiato critiche personali ai membri del massimo organo giudiziario americano, definiti “folli” e “ridicoli”. Di più: li ha accusati di aver ceduto a non meglio specificate “pressioni esterne” e di mancare di patriottismo. “Mi vergogno per i giudici”, ha accusato Trump, parlando di “interessi stranieri” che avrebbero influenzato la decisione - in un altro passaggio il presidente ha citato esplicitamente la Cina.

Poi ha rivendicato i suoi poteri. Delle conseguenze della sentenza “si discuterà in tribunale per i prossimi 5 anni” ha detto Trump, attaccando: “Quei membri della Corte Suprema che hanno votato contro il nostro metodo dei dazi, del tutto accettabile e corretto, dovrebbero vergognarsi. La loro decisione è stata ridicola, ma ora inizia il processo di adeguamento e faremo tutto il possibile per incassare ancora più soldi di prima”.

Donald Trump ci riprova e alza i dazi globali dal 10% al 15% con effetto immediato. Lo afferma lo stesso presidente Usa sul suo social Truth.

Precedentemente, infatti, Trump aveva imposto nuove tariffe maggiorate “verso tutti i Paesi”, annunciandolo sempre sul suo social network. “Un grande onore aver appena firmato, nello Studio Ovale, nuovi dazi globali del 10% su tutti i Paesi” aveva scritto.

Saranno operativi alla mezzanotte del 24 febbraio e resteranno in vigore per 150 giorni. Ma questi nuovi dazi non si applicheranno a un'ampia gamma di prodotti, inclusi i minerali essenziali e i beni già soggetti a dazi separati, non coinvolti nella sentenza della Corte Suprema.

“Ci hanno messo mesi per scrivere questa sentenza e non hanno nemmeno affrontato il tema dei rimborsi” ha denunciato il presidente. Uno dei punti su cui ci si interroga ora, infatti, è cosa avverrà delle somme già sborsate dalle aziende americane per importare nel mercato americano. Essendo i dazi diventati illegittimi, è venuto meno il presupposto che ha reso necessari questi costi maggiorati. Gli importatori Usa, infatti, hanno cominciato a muoversi già nei mesi scorsi per puntare a qualche forma di compensazione, che ora - con la sentenza della Corte - diventa inevitabile. Ma, appunto, i supremi giudici non hanno chiarito nel merito cosa accade su questo versante.

“Abbiamo avuto entrate per centinaia di milioni di dollari. Ora cosa succede a questi soldi? Il tema non è stato discusso” ha incalzato Trump, sottolineando come l'omissione creerà anni di ulteriori contenziosi legali. “Bastava aggiungere una frase: ‘Tenete i soldi o rimborsateli’. È una sentenza che omette particolari fondamentali, quasi non fosse stata scritta da persone intelligenti”.

“Io, in qualità di presidente, aumenterò, con effetto immediato, i dazi mondiali del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno ‘derubato’ gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%” afferma Trump facendo riferimento alla Section 212 del Trade Act del 1974, quella che consente l'introduzione di dazi globali fino al 15% ma per un periodo di soli 150 giorni.

“Nel corso dei prossimi pochi mesi, l'amministrazione Trump determinerà ed emetterà le nuove tariffe legalmente ammissibili, che proseguiranno il nostro straordinario processo di successo per rendere l'America di nuovo grande” ha aggiunto Trump tornando a criticare la sentenza della Corte Suprema definita “ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana”.

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