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Furti in abitazione, agenti della Squadra Mobile di Cagliari arrestano un cinquantenne.

Cagliari, 21 Feb 2026 – Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cagliari, nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato e salvo ulteriori sviluppi investigativi, hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un cinquantenne cagliaritano, ritenuto presunto responsabile di un furto in abitazione pluriaggravato, commesso in concorso con un complice ancora ignoto.

L’uomo è accusato di aver messo a segno, il 21 luglio dello scorso anno, un colpo da circa 300 mila Euro all’interno dell’abitazione di una vittima cagliaritana, da cui sarebbero stati sottratti numerosi oggetti di valore, tra opere d’arte e beni di pregio.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cagliari e condotte dagli investigatori della quarta sezione della Mobile, sono partite immediatamente dopo il furto. E l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte, hanno permesso di concentrare l’attenzione su un soggetto già noto per reati contro il patrimonio e ritenuto “specializzato” nei furti in abitazione.

Un elemento chiave è stato il ritrovamento, durante il sopralluogo della Polizia Scientifica, di un cappellino lasciato all’interno della casa svaligiata. Proprio da quell’indumento gli specialisti sono riusciti a isolare un profilo genetico che ha dato una svolta decisiva alle indagini: il Dna è risultato pienamente compatibile con quello dell’indagato.

Non si tratta di un episodio isolato. Lo scorso 6 agosto lo stesso uomo era stato denunciato dagli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile per ricettazione dopo essere stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto in abitazione, insieme ad arnesi da scasso ritenuti compatibili con i colpi messi a segno durante l’estate. Una serie di episodi che aveva alimentato allarme e preoccupazione tra i cittadini. 

Davanti al Gip, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato spontaneamente sei quadri sottratti nell’abitazione colpita a luglio, recuperando così parte del bottino. Poi, ieri, è stata eseguita la misura degli arresti domiciliari, dopo il rintraccio dell’uomo presso la propria abitazione.

L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per individuare il complice che avrebbe agito insieme a lui.

Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo al termine del processo.

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