Press "Enter" to skip to content

Agroalimentare, proposta di legge per l’istituzione del marchio “Origine Sardegna Garantita”.

Cagliari, 19 Feb 2026 - Il consigliere regionale del gruppo Misto, Gianfranco Satta, con il presidente della commissione Attività produttive, Antonio Solinas (Pd), ha presentato la proposta di legge “Disposizioni per la tutela, la tracciabilità e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari della Sardegna”, che istituisce il sistema di garanzia pubblico “Origine Sardegna Garantita”. Il testo normativo ha come primo firmatario l’ex assessore dell’Agricoltura della giunta Todde ed è sottoscritto da tutti i consiglieri aderenti al gruppo del Partito Democratico.

La proposta – così ha spiegato Gianfranco Satta - nasce da una visione strategica per il futuro del comparto agroalimentare e ittico sardo, uno dei pilastri dell’economia e dell’identità dell’Isola ed ha l’obiettivo di rafforzare la tutela delle produzioni di qualità, contrastare frodi e contraffazioni, sostenere la redditività dei produttori e garantire al consumatore la massima trasparenza.

Fulcro dell’iniziativa legislativa è l’istituzione di una piattaforma digitale regionale di tracciabilità obbligatoria. Ogni prodotto aderente sarà dotato di un Identificativo Digitale di Origine (IDO), associato a un QR code che consentirà di verificare in tempo reale provenienza, percorso di filiera e conformità ai disciplinari. Un sistema pubblico, trasparente e verificabile, che rende la Sardegna protagonista di un modello innovativo a livello nazionale ed europeo.

La norme prevede: l’istituzione del marchio collettivo “Origine Sardegna Garantita”;  la creazione di una Consulta regionale tecnico-scientifica permanente per supportare la definizione delle regole operative;  un regime sanzionatorio per contrastare irregolarità e pratiche illegali; una fase sperimentale triennale finanziata dalla Regione, con successivo passaggio a un modello autosostenibile.

La prima applicazione riguarderà le filiere ittiche dell’aragosta rossa e del riccio di mare, con l’attivazione di strumenti di gestione innovativi (con il coinvolgimento diretto degli operatori della piccola pesca) come aree di tutela, fermo biologico dinamico e monitoraggio scientifico continuo.

La dotazione finanziaria prevista per il primo triennio ammonta a 2 milioni e 870 mila euro, destinati allo sviluppo della piattaforma digitale, al monitoraggio scientifico, alla formazione degli operatori e alla comunicazione del marchio.

«La proposta di legge – ha affermato Satta – nasce per offrire una risposta normativa efficace e innovativa al settore della piccola pesca, che conta circa tremila addetti e settecento aziende, ma punta ad essere estesa, attraverso gli specifici disciplinari, a tutti i comparti dell’agroalimentare sardo, con un incremento di redditività stimato tra il 20% e il 30%».

«Le norme che andranno al vaglio della commissione e quindi all’Aula – ha dichiarato il presidente della Quinta commissione, Antonio Solinas – sono in grado di mettere a sistema il settore della pesca e rappresentano un’opportunità per i produttori del settore dell’agroalimentare sardo che attraverso l’istituzione di un marchio unico regionale potranno vedere valorizzate e tutelate le produzioni tipiche della Sardegna». Com

Comments are closed.