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Ambiente: avviato in Consiglio regionale l’esame del disegno di legge per il riordino organico e l’ammodernamento del sistema di Protezione civile della Sardegna

Cagliari, 16 Feb 2026 - È iniziato in Consiglio regionale l’iter di esame del disegno di legge recante la nuova disciplina del Sistema regionale di protezione civile della Sardegna. Le Commissioni I e IV, presiedute dagli onorevoli Corrias e Li Gioi, sono state convocate in seduta congiunta per l’illustrazione del provvedimento da parte dell’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.

Il disegno di legge interviene in modo organico sulla materia, riordinando e coordinando in un unico testo una disciplina stratificata nel corso di oltre trent’anni. L’attuale impianto normativo regionale risale infatti al 1989, in un contesto storico, istituzionale e tecnologico profondamente diverso da quello attuale. L’obiettivo è dotare la Regione di una cornice normativa chiara, coerente e aggiornata, capace di rendere immediatamente individuabili competenze, strumenti e procedure e di rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.

“Con questo disegno di legge - ha dichiarato l’assessora Laconi - compiamo un passo decisivo nel potenziamento e nell’ammodernamento di un sistema che già oggi rappresenta una delle realtà più efficienti e performanti del Paese. Negli ultimi decenni lo scenario dei rischi è profondamente cambiato e gli eventi estremi si manifestano con frequenza e intensità crescenti, rendendo necessario un sistema di protezione civile pienamente adeguato alle sfide del presente. Vogliamo consolidarne i punti di forza e accrescerne la capacità operativa, affinché la Protezione civile regionale sia sempre più pronta, integrata e responsabile nella prevenzione e nella gestione delle emergenze”.

Nel corso dell’illustrazione, la Laconi ha evidenziato come il nuovo impianto normativo sia stato costruito a partire da un’analisi delle peculiarità culturali, sociali e territoriali dell’Isola e della sua condizione di insularità, fattori che incidono in modo significativo sull’organizzazione dei servizi e sulla gestione delle situazioni di crisi. Il testo delinea un Sistema regionale coerente con il quadro nazionale ed europeo, in grado di esercitare con piena autonomia le funzioni di previsione, prevenzione e pianificazione in fase ordinaria e di assicurare tempestività decisionale e coordinamento operativo nelle fasi emergenziali, sia in presenza di eventi naturali sia di origine antropica. Tra le principali innovazioni è prevista l’istituzione della Scuola regionale di protezione civile, finalizzata alla formazione e all’aggiornamento continuo dei soggetti che compongono il Sistema regionale. La Scuola si rivolge all’intera rete istituzionale e operativa - dalle strutture di governo e comando alla componente tecnica e al volontariato organizzato - con l’obiettivo di garantire standard condivisi, linguaggi comuni e competenze integrate. In un contesto caratterizzato da un crescente numero di attori coinvolti e da emergenze sempre più frequenti e intense, anche in relazione agli effetti del cambiamento climatico, la formazione permanente rappresenta uno strumento essenziale per assicurare efficacia e tutela delle comunità.

Il disegno di legge definisce inoltre in modo puntuale ruoli e responsabilità nelle diverse fasi dell’emergenza, chiarendo le competenze decisionali e operative lungo l’intera filiera dell’intervento. “La chiarezza delle competenze e delle responsabilità - ha sottolineato l’assessora - è condizione imprescindibile per garantire tempestività, efficacia e trasparenza nell’azione pubblica. Un sistema moderno di protezione civile deve poter contare su regole certe, su una catena decisionale definita e su professionalità costantemente aggiornate, in grado di operare in modo coeso a tutela delle comunità”.

Nel corso dei lavori è intervenuto il Direttore generale della Protezione civile, Mauro Merella, che ha ripercorso l’evoluzione della disciplina regionale a partire dalla legge regionale n. 3 del 1989, evidenziando il progressivo rafforzamento organizzativo e operativo del sistema e la crescente complessità delle funzioni esercitate. In questo quadro, l’aggiornamento della cornice normativa si colloca in coerenza con il Codice nazionale della protezione civile (decreto legislativo n. 1 del 2018) e con il quadro multilivello europeo, recependone principi e modelli organizzativi e adattandoli alle specificità della realtà sarda.

“Negli ultimi anni - ha dichiarato Merella - il quadro climatico e ambientale è cambiato in modo evidente e preoccupante. Ondate di calore, siccità prolungate, incendi di vasta estensione e alluvioni sempre più frequenti non rappresentano più eventi isolati, ma fenomeni ricorrenti. A tali fenomeni si affiancano altre emergenze, come quelle sanitarie e le crisi legate ai conflitti internazionali, che incidono sulla capacità di risposta dei territori. Di fronte a uno scenario così complesso, i sistemi di protezione civile hanno dovuto evolversi rapidamente, rafforzando strumenti e organizzazione. Anche in Sardegna il sistema regionale si è progressivamente adattato alle nuove sfide, potenziando le attività di previsione, prevenzione e risposta; proprio per questo l’aggiornamento della cornice normativa, ferma al 1989, si rende oggi necessario per allinearla a un modello moderno, multilivello e orientato alla gestione integrata dei rischi”.

L’assessora Laconi ha voluto ringraziare i Commissari per il confronto svolto e per il clima di collaborazione emerso nel dibattito, assicurando la piena disponibilità a valutare le proposte migliorative, con particolare attenzione al ruolo del volontariato, componente essenziale del Sistema regionale di protezione civile. Com

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