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La “vera” Arma dei Carabinieri intervenuta subito dopo l’estorsione: in manette i finti carabinieri autori di 2 colpi ai danni di due pensionate anziane e sole.

Ghilarza (Or), 13 Feb 2026 – Ieri pomeriggio, presso un B&B di Oristano, dove avevano trovato nascondiglio, due ventenni originari della Campania, sono stati bloccati a dichiarati in arresto in flagranza di reato, dai militari della Compagnia Carabinieri di Ghilarza con il supporto operativo dei colleghi della Compagnia Carabinieri di Oristano.

Il blitz è scattato nell’ambito delle attività di monitoraggio di bande criminali, dedite alle truffe, furti, estorsioni ai danni di soggetti fragili, a minorata difesa, pressoché anziani, operanti su tutto il territorio sardo e con collegamenti con la Campania. Pertanto di due campani, nel corso della perquisizione sono stati ritenuti responsabili di estorsione aggravata in concorso con la nota tecnica del “finto Carabiniere” avvenuta poco prima in un piccolo paese della Marmilla ai danni di una 85enne la quale sotto minaccia di conseguenze penali per la nipote, accusata di essersi resa responsabile di un incidente stradale con feriti, è stata costretta telefonicamente da un presunto Maresciallo dei Carabinieri a consegnare un’ingente somma di denaro contante e numerosi monili in oro ad altro sedicente appartenente all’Arma giunto poco dopo presso la sua abitazione.

I militari, su chiamata della vittima, avvenuta al Nue 112, all’esito di un prolungato servizio di pedinamento e attuato con un dispositivo costituito da cospicue forze, dopo aver individuato i malfattori a bordo di un’utilitaria, hanno effettuato l’irruzione all’interno del B&B dove gli stessi alloggiavano, uno con generalità false.

In seguito i militari, durante la perquisizione hanno rinvenuto, occultati nelle intercapedini del mobilio della camera, 14.000 € in banconote, un cofanetto in legno pregiato, numerosi monili in oro, costituiti da pietre preziose, orologi, anelli, collane, spille, bracciali, medagliette e altri oggetti dall’ingente valore economico e soprattutto affettivo sottratti poco prima. Altre e tempestive indagini, condotte dagli investigatori dell’Arma hanno permesso d’individuare parte dei monili quale provento di un analogo fatto avvenuto a Cagliari, sempre ai danni una 80enne, anch’essa privata dei suoi averi dai due arrestati presentatisi a casa mercoledì mattina. Anche in questo caso, risolutiva è stata la penetrante conoscenza del tessuto sociale e criminale dei Carabinieri che, grazie alle indagini svolte, sono riusciti ad arrestare gli autori dei 2 colpi messi a segno anche in virtù dell’esperienza investigativa dei militari del Comando Provinciale di Oristano che dopo un attento studio del modus operandi dei gruppi criminali, in trasferta, in Sardegna, ha concepito uno specifico “Modello Operativo Rafforzato” caratterizzato sull’immediata attivazione simultanea di molteplici dispositivi investigativi per garantire rapidità di intervento ed arresto dei malviventi nel più breve tempo possibile prima che gli stessi possano allontanarsi dall’Isola anche al fine di recuperare la refurtiva.

La svolta investigativa risiede nella gravità del reato contestato: non più truffe, seppur aggravate, ma vere e proprie “Estorsioni”. Infatti, le indagini hanno svelato un modus operandi spietato: fin dalla prima telefonata, le vittime non vengono solo ingannate, ma sottoposte a gravi minacce e pressioni psicologiche tali da costringerle, nel terrore, a consegnare tutto ciò che hanno in casa. E sulla base di queste evidenze, i Carabinieri hanno lanciato le operazioni Shield-1, Shield-2, Shield-3, Shield4 e l’ultima di ieri, Shield 5 chiudendo il cerchio sugli autori dei reati bloccando i 'trasfertisti' direttamente sull'Isola.

Grazie a una consolidata sinergia investigativa avviata già nell'estate 2024, i militari di Oristano, con il supporto dei colleghi di Mondragone (CE), Torre del Greco (NA) e Aversa (CE), hanno eseguito fermi e arresti anche oltre Tirreno, colpendo la rete criminale alla radice. Questo dispositivo ha permesso di risolvere in tempi record i colpi messi a segno nel 2025 a Collinas (SU), Baratili San Pietro (OR), Uras (OR), Osilo (SS), Nureci (OR) e Samugheo (OR), riuscendo in diversi casi (come a Uras e Osilo) a recuperare la refurtiva e a restituire serenità alle vittime. Tutto ciò per un totale di ben 13 persone arrestate complessivamente. Tale approccio è ancor più determinante nei piccoli Centri, dove le Stazioni Carabinieri garantiscono Presidio di legalità ma anche “collante sociale”. L’interazione col cittadino rende efficace l’attuazione da parte dell’Arma di modelli di prevenzione e di contrasto alle forme di illegalità sempre più aderenti ai bisogni e alle esigenze di protezione e rassicurazione della popolazione. La diffusione capillare dei presidi dell’Arma nei Comuni permette non solo l’immediato intervento ma anche la rapida attivazione delle Compagnia Carabinieri quali articolazioni operative sovraordinate.

L’operazione di oggi del personale dell’Arma oristanese, risulta particolarmente importante in quanto la grave tipologia di truffa o, nei casi più gravi, estorsione desta grande preoccupazione per la vulnerabilità e fragilità della vittima (persone anziane e per di più sole) nonché per le modalità della condotta (i malviventi hanno fatto leva, dopo essersi presentati come Carabinieri, rappresentanti dello Stato, sui sentimenti della persona offesa e sulla sua legittima preoccupazione per le negative conseguenze con la Giustizia).

Quindi le modalità della condotta del raccapricciante crimine, denotano l’esistenza di un elevato grado di organizzazione e di una meticolosa preparazione del colpo, preparato fin nei dettagli, con uno spostamento organizzato dalla Campania e con tutti gli accorgimenti del caso, eseguito dopo aver ricercato la vittima, acquisendo informazioni sul suo profilo le sue abitudini, senza dubbio anche sull’assenza di familiari in casa e sui nomi dei suoi affetti.

La circostanza che siano state individuate due persone sole, molto anziane ed evidentemente impressionabili, che si sia fatta leva sul loro comprensibile spavento, e che si sia sfruttato tale sentimento per tentare di sottrarre ingenti somme di denaro, è indicativa della totale assenza di remore di chi “criminalmente” agisce, non mostrando la minima compassione, soprattutto in danno di cittadini di piccoli Comuni della Provincia oristanese.

In seguito, ultimate le formalità di legge in caserma, i due giovani sono stati condotto e rinchiusi presso il carcere di Oristano-Massama dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano mentre la refurtiva è già stata restituita alle vittime.

Il provvedimento eseguito è una misura pre-cautelare attuata d’iniziativa dalla Polizia Giudiziaria in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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