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Audizioni in Sesta Commissione su Testo Unico per l’inclusione scolastica de sportiva dei minori diabetici.

Cagliari, 11 Feb 2026 - La Commissione “Sanità”, presieduta da Carla Fundoni (Pd), ha avviato questa mattina un ciclo di audizioni sul Testo Unico (126-138) per l’inclusione dei minori con diabete di tipo 1 (DT1). Il provvedimento, firmato da tutti i gruppi politici presenti in Consiglio regionale, punta a migliorare la salute e la qualità della vita dei minori in ambito scolastico e a favorire la pratica sportiva.

Ogni anno in Sardegna vengono diagnosticati 130 nuovi casi di diabete di tipo 1 (DT1). Numeri molto alti rispetto alla media nazionale. Nell’Isola, l’incidenza della malattia nei minori è di 74 casi ogni 100mila abitanti, mentre in Italia i numeri sono nettamente inferiori: 15/20 casi all’anno. Una specificità che si manifesta in tutti gli ambiti sociali, con criticità evidenti nei contesti scolastici e sportivi dove i minori affetti da diabete di tipo 1 trovano difficoltà a partecipare alle attività programmate. A questa situazione cerca di porre rimedio il Testo Unico che recepisce le istanze del tavolo regionale multidisciplinare promosso dalla Garante regionale dell’Infanzia e l’Adolescenza.

Al Testo Unico guardano con interesse le associazioni che si occupano di diabete e della tutela dei pazienti i cui rappresentanti sono stati sentiti per primi dalla Commissione.

«Siamo ad una svolta epocale – ha detto Riccardo Trentin, presidente della Federazione Rete Sarda Diabete che unisce 11 associazioni – la Sardegna è la prima regione in Italia ad affrontare il problema dell’inclusione scolastica e sportiva dei minori con DT1. Con la formazione dei docenti e del personale scolastico si avranno scuole più sicure. Questa iniziativa può fungere da stimolo anche per le politiche nazionali».

Secondo il presidente di Tramas, Marcello Marceddu, «la legge prende atto dell’eccezionalità sarda e cerca di porre rimedio all’isolamento delle famiglie. Sono tante le madri costrette ad abbandonare il lavoro per assistere i loro figli. La formazione nelle scuole e nello sport consentirà di avere più autonomia. E’ importante però prevedere coperture assicurative per chi si deve occupare dei pazienti diabetici».

Sulla questione delle assicurazioni ha insistito anche Benedetto Mameli (presidente di Aniad Sardegna): «Servono risorse vincolate per dare piena attuazione alla legge». Secondo Mameli, la legge in discussione può trasformare l’emergenza sanitaria in un modello di civiltà: «Investire in prevenzione, formazione e autonomia significa costruire un sistema più equo, più efficiente e più sostenibile nel lungo periodo nell’interesse dei minori e delle loro famiglie».

Per Francesco Pili, presidente di Diabete Zero, la Sardegna già dal 2006, con l’approvazione del piano sanitario regionale, ha messo in atto buone pratiche a tutela dei pazienti diabetici. «La Consulta ha lavorato molto bene dettando delle linee guida sullo stile di vita da adottare a partire dalle scuole materne. E’ uno strumento che può tornare utile. Basterebbe allargarlo prevedendo delle sottocommissioni. Non è possibile che la Consulta non si possa riunire se manca l’assessore». Positivo il giudizio sulla formazione: «In questi anni abbiamo formato oltre 300 insegnanti con corsi gratuiti tenuti da specialisti – ha detto Pili – la presenza di persone consapevoli nelle scuole è un fattore importantissimo».

Per Stefano Garau, vicepresidente nazionale di Fand, il Testo Unico rappresenta una buona base su cui lavorare: «Le famiglie attendono una legge che le tuteli. Questa proposta va integrata nella parte relativa alla somministrazione del farmaco. A mio avviso nelle scuole serve un operatore sanitario che se ne occupi».

La dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Andreana Ghisu, ha ricordato le diverse iniziative e i protocolli promossi al livello ministeriale e con l’assessorato regionale finalizzati all’assistenza e alla gestione soprattutto delle emergenze ed ha evidenziato le disposizioni del decreto legislativo 81/2015, nelle parti in cui si dispone l’integrazione della situazione relativa ai pazienti con diabete, con personale scolastico addetto e debitamente formato per il primo soccorso. «Garantiamo la massima collaborazione – ha concluso la dottoressa Ghisu – e la presenza dell’ufficio scolastico regionale per assicurare a tutti gli studenti parità di condizioni e uguali opportunità di crescita nella scuola».

Apprezzamento per la proposta di legge è stato espresso anche dai sindacati della scuola intervenuti: Cobas, Cgil, Cisl e Snals.

Giancarlo Della Corte (Cobas) ha elencato una serie di punti che sono stati in larga parte condivisi anche dai rappresentanti delle altre sigle dei rappresentanti i lavoratori. In particolare: il coinvolgimento del personale scolastico solo su base volontaria e un’adeguata formazione dello stesso, insieme con uno specifico riconoscimento contrattuale. La creazione di un apposito disciplinare e la sottrazione del personale scolastico alle responsabilità civili e penali. Dotare gli istituti scolastici delle opportune attrezzature per la conservazione dei medicinali e l’indicazione di precise e adeguate dotazioni finanziarie per dare attuazione alle norme previste nella proposta di legge.

Francesca Nurra (Cgil) ha evidenziato il ritardo con il quale in Sardegna si discute “una legge che restituirà dignità a tutti i bambini con diabete mellito”, mentre Maria Luisa Serra (Cisl) ha insistito sulla formazione del personale scolastico. Maria Annunziata Zedda (Snals) ha auspicato la previsione di puntuali verifiche periodiche sulle attività svolte per garantire l’inclusione scolastica e sportiva ai minori con diabete tipo 1. Com

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