Cagliari, 5 Feb 2026 – Saranno unificate le due proposte di legge sul rilancio del settore bovino presentate in Consiglio regionale. Lo ha deciso in mattinata, all’unanimità, la Quinta Commissione “Attività Produttive” che ha incaricato una sottocommissione per l’elaborazione del testo composta dal presidente del parlamentino Antonio Solinas (Pd) e dai primi firmatari delle due proposte, Franco Mula (FdI) e Salvatore Cau (Orizzonte Comune). I due provvedimenti puntano al rilancio della filiera del bovino le cui criticità sono emerse con forza negli ultimi mesi a causa della comparsa in Sardegna della dermatite nodulare che ha messo in ginocchio diversi allevamenti dell’Isola.
Tra gli obiettivi prioritari la creazione di centri per l’ingrasso e per la lavorazione delle carni. La Sardegna attualmente importa il 75% delle carni. Per chiudere la filiera, hanno spiegato i firmatari delle due proposte, non basta però creare delle strutture per l’ingrasso. Servono anche incentivi per la coltivazione delle materie prime destinate all’alimentazione degli animali, centri di macellazione e di lavorazione delle carni, il riconoscimento di un marchio di qualità. Una filiera chiusa che, considerata anche la larga diffusione in Sardegna di aziende di tipo estensivo, sarebbe una garanzia per i consumatori destinatari di prodotti genuini e ad alto valore nutraceutico.
Sulle due proposte, la Commissione ha sentito l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus che ha espresso apprezzamento per le tempistiche: «Farlo subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria e prima dell’assestamento di bilancio ci permette di arrivare alle prossime scadenze senza avere l’acqua alla gola». L’assessore ha poi evidenziato la necessità di alcuni approfondimenti di natura tecnica: «Il comparto bovino sardo, secondo l’ultimo censimento, è di circa 290mila capi di cui il 71,9% appartenenti ad allevamenti biologici. 120mila sono invece i meticci grazie al buon risultato ottenuto attraverso i bandi che hanno consentito di arricchire il patrimonio zootecnico isolano».
Un comparto con grosse potenzialità per il quale serve agire con prudenza: «Al settore bovino , nelle ultime tre programmazioni del Psr sono andati circa 60 milioni di euro – ha rivelato Agus – non sempre però queste risorse sono state utilizzate per la realizzazione di infrastrutture. Molte delle aziende non avevano le dimensioni per ottenere i finanziamenti. Per questo è auspicabile uno sforzo unitario da parte di tutti gli operatori».
Agus infine ha suggerito un approfondimento su alcune questioni di carattere tecnico, in particolare sugli aspetti finanziari e sui marchi: «Il Regolamento europeo non consente politiche di settore. Non si possono limitare gli investimenti ad un singolo comparto. Occorre capire come fare e trovare una soluzione praticabile. Sui marchi invece, l’iniziativa spetta ai produttori per la richiesta di Dop e Igp. Sulle carni potrebbe esserci qualche impedimento. Le questioni vanno approfondite».
La sottocommissione consegnerà un testo unificato all’Aula entro la fine del mese. Subito dopo saranno ascoltate le organizzazioni di categoria e i vertici delle agenzie agricole regionali. Red











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