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Maltempo in Sardegna – Ciclone “Harry”, dichiarazione dell’on. Silvio Lai Segretario regionale del PD: “Bene lo stato di emergenza, ma 100 milioni non bastano. Il Governo integri subito le risorse e attivi gli strumenti europei”.

Cagliari, 28 Gen 2026 - «La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per i territori colpiti dal ciclone “Harry” è un atto necessario e dovuto. Siamo stati i primi a chiederlo, ma la dotazione iniziale di 100 milioni di euro complessivi è palesemente insufficiente rispetto all’entità dei danni che stanno emergendo in Sardegna, Sicilia e Calabria».

Lo dichiara Silvio Lai, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Sardegna.

«Le ricognizioni in corso da parte dei Comuni e delle strutture di Protezione civile restituiscono un quadro molto più grave di quanto coperto dalle risorse finora stanziate - se ne sarà reso conto anche il ministro Musumeci - : infrastrutture stradali e idrauliche danneggiate, opere di difesa costiera compromesse, abitazioni e attività produttive colpite, con conseguenze rilevanti anche sul piano sociale ed economico. Per la sola Sardegna è realistico prevedere un fabbisogno nell’ordine di diverse decine di milioni di euro, destinato a crescere con il consolidarsi delle stime».

«Per questo – prosegue Lai – il Governo deve integrare rapidamente le risorse nazionali e, parallelamente, attivare senza indugi gli strumenti europei previsti per le grandi calamità naturali, come indicato anche dall’europarlamentare Giuseppe Lupo. A partire dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea, che consente di sostenere gli interventi di emergenza e il ripristino delle infrastrutture essenziali, e dal regolamento RESTORE, che permette una riprogrammazione flessibile dei fondi europei per la ricostruzione e l’assistenza alle comunità colpite».

«Restore è uno strumento che è scaduto il 31 dicembre 2025 ma che può e deve essere immediatamente prorogato e riattivato, su richiesta del Governo italiano alla Commissione europea. Non si tratta di nuove risorse, ma di fondi già disponibili che rischiano di andare perduti e che possono invece essere rapidamente riprogrammati a favore dei territori colpiti».

«I nostri territori stanno pagando un prezzo altissimo agli eventi climatici estremi: una risposta sottodimensionata finirebbe per scaricare i costi dell’emergenza su amministrazioni locali, imprese e famiglie, aggravando ulteriormente una situazione già critica».

«Ho depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo tempi certi sull’integrazione delle risorse, criteri trasparenti di riparto e l’attivazione immediata del canale europeo. Bene l’emergenza, ora serve la ricostruzione: adeguata, coordinata e all’altezza della gravità degli eventi». Com

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