Minnesota, 26 Gen 2026 - Il dipartimento di Sicurezza ha respinto l'ipotesi di esecuzione a freddo, spiegando che gli agenti stavano cercando una persona entrata illegalmente nel Paese quando si è avvicinato "qualcuno con una pistola semiautomatica calibro 9". La vittima avrebbe sparato e uno degli agenti ha risposto.
Nei video pubblicati dai media e circolati sui social, si vedono gli agenti accerchiarlo, mentre lui filma col cellulare: viene buttato a terra e picchiato. Poi, uno sparo seguito da altri nove. In un altro video, che secondo l'analisi di media americani toglie ogni dubbio sulla dinamica, interviene per difendere due donne e viene quindi trascinato via dagli agenti.
Lo stato americano del Minnesota ha respinto domenica le condizioni poste dal procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi per ridurre le operazioni federali di immigrazione nello stato a seguito delle crescenti tensioni seguite alla seconda sparatoria mortale che ha coinvolto agenti federali dell'immigrazione. "La risposta alla richiesta del procuratore generale Bondi è no", ha affermato domenica in una dichiarazione il segretario di Stato del Minnesota Steve Simon, respingendo la richiesta di Bondi di quella che ha descritto come una soluzione di buon senso con il governo federale.
In una lettera inviata sabato al governatore del Minnesota Tim Walz, Bondi ha delineato tre richieste: concedere al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) l'accesso agli elenchi di registrazione degli elettori del Minnesota, condividere i registri dei programmi di assistenza sociale statali con le autorità federali e abrogare le politiche delle città santuario che limitano la cooperazione con l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti. Queste misure "ripristineranno lo stato di diritto, sosterranno gli ufficiali dell'ICE e porranno fine al caos in Minnesota", ha affermato Bondi. "La sua lettera è un tentativo scandaloso di costringere il Minnesota a fornire al governo federale dati privati su milioni di cittadini statunitensi, violando le leggi statali e federali", ha affermato Simon nella sua dichiarazione. Circa 3.000 agenti federali dell'immigrazione sono stati dispiegati nelle città di Minneapolis e St. Paul nell'ambito dell'operazione Metro Surge, iniziata nel dicembre 2025. Il dispiegamento federale supera ora il numero complessivo di agenti di polizia giurati in entrambe le città.
Il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison ha accusato il presidente Donald Trump e i vertici della sua amministrazione, di aver diffuso una ricostruzione "totalmente folle" sull'uccisione di Alex Pretti a Minneapolis per mano di agenti dell'ICE. In un'intervista al Washington Post, Ellison, esponente democratico, ha preso di mira in particolare la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e il comandante della Border Patrol Gregory Bovino per aver attribuito subito la responsabilità dell'accaduto non alla condotta degli agenti, ma alla retorica delle autorità locali e alla vittima, l'infermiere di terapia intensiva Alex Pretti, 37 anni."(A sparare) è stato un loro dipendente che hanno addestrato, apparentemente, presuntamente. E quindi buttarsi subito a dire 'non ha fatto nulla di sbagliato, la vittima è una cattiva persona' è totalmente folle ed è una rottura completa con ciò che consideriamo un comportamento ragionevole delle forze dell'ordine. Fallisce ogni test di professionalità".
La National Rifle Association (Nra) si è unita ad altri gruppi di pressione e associazioni per le armi, tradizionalmente vicini a Donald Trump, nel chiedere all'amministrazione repubblicana un'indagine completa sull'uccisione di Alex Pretti, l'infermiere trentasettenne colpito a morte da agenti federali dell'immigrazione a Minneapolis sabato. Lo segnala il Guardian. Pretti, cittadino statunitense, era legalmente autorizzato a portare un'arma, diritto tutelato dalla Costituzione americana, ha segnalato l'organizzazione. I video ampiamente diffusi della sparatoria non lo mostrano mentre impugna una pistola, ma riprendono un agente che si avvicina alla sua schiena, si allontana con quello che sembra essere un'arma e, subito dopo, Pretti viene colpito mortalmente da diversi colpi esplosi da membri dell'Ice.
L'ex presidente Usa Bill Clinton, in una dichiarazione sull'uccisione di Alex Pretti in Minnesota per mano di agenti dell'ICE, ha denunciato che l'amministrazione Trump continua a mentire agli americani, invitandoli a non credere a ciò che stanno vedendo con i propri occhi, invitando i cittadini americani a non rinunciare alle proprie libertà. "Nel corso di una vita ci troviamo di fronte a pochi momenti in cui le decisioni che prendiamo e le azioni che compiamo plasmeranno la nostra storia per anni a venire", ha scritto Clinton su X. "Se rinunciamo alle nostre libertà dopo 250 anni, potremmo non riconquistarle mai più."
I democratici chiedono agli ufficiali federali dell'immigrazione di lasciare lo stato americano del Minnesota dopo che un agente della pattuglia di frontiera statunitense ha sparato mortalmente a un uomo a Minneapolis, scatenando scontri con i manifestanti che si sono riversati nelle strade di una città già scossa da un'altra sparatoria avvenuta qualche settimana prima.
I funzionari federali hanno affermato che gli agenti hanno agito per legittima difesa aprendo il fuoco sabato mattina, ora locale, quando Alex Pretti, un infermiere di 37 anni del reparto di terapia intensiva, è intervenuto in uno scontro tra un agente dell'immigrazione e una donna per strada. L'ultima sparatoria ha scatenato una battaglia legale per il controllo delle indagini e ha rinnovato le richieste da parte delle autorità statali e cittadine di porre fine all'ondata di immigrazione che ha travolto Minneapolis e le città limitrofe.
La Nra è intervenuta nel dibattito nazionale dopo che Bill Essayli, nominato da Trump nel 2025 come procuratore federale ad interim in California, ha scritto sui social che avvicinarsi alle forze dell'ordine con una pistola comporta un'alta probabilità che gli agenti siano legalmente giustificati a sparare. L'associazione ha replicato che una simile affermazione è pericolosa e sbagliata e che voci pubbliche responsabili dovrebbero attendere l'esito di un'indagine completa invece di fare generalizzazioni e demonizzare cittadini rispettosi della legge.Anche Gun Owners of America ha criticato le parole di Essayli, sottolineando che gli agenti federali non sono altamente giustificati a sparare a persone in possesso legale di una licenza per il porto d'armi e ricordando che il Secondo emendamento tutela il diritto di portare armi anche durante manifestazioni pacifiche.
L'ufficio stampa del governatore californiano Gavin Newsom ha reagito sui social alle critiche della Nra, affermando che persino l'associazione per le armi ritiene che il funzionario del Dipartimento di Giustizia sia andato troppo oltre nel sostenere che gli agenti fossero giustificati a uccidere Pretti. Essayli ha ribattuto che le sue parole sono state travisate e che si riferiva a persone che si avvicinano armate e rifiutano di disarmarsi, ma il suo post ha ricevuto una nota correttiva sulla piattaforma X che ricordava come la Costituzione vieti di sparare a cittadini per il semplice possesso di un'arma che non rappresenti una minaccia imminente.
Gli agenti delL'Ice in un anno di amministrazione Trump sono passati da 10mila a 22mila unità anche grazie a pubblicità martellanti. L'agenzia è nata nel 2003, sulla scorta degli attentati dell'11 settembre. A Minneapolis, città di 400mila abitanti, ne sono stati schierati 3mila, mai così tanti nella storia dell'agenzia, affiancati dagli uomini del Us Border Patrol, guidato da Greg Bovino, al centro dell'attenzione per il suo operato e perfino per la sua divisa.
"Ritengo che l'Ice manifesti un approccio molto duro e censurabile, per niente in linea con quello che viene adottato dalle nostre forze dell'ordine". Lo ha detto Tommaso Foti, ministro degli Affari Europei, in un'intervista al Quotidiano nazionale. Foti è poi tornato sulle proteste scatenate dalle parole del presidente americano Donald Trump sui militari in Afghanistan e ha sottolineato che "la risposta della presidente Meloni è stata di una chiarezza lapalissiana. Ha ricostruito la presenza italiana, il nostro contributo di sangue, i caduti e i feriti nelle missioni di sicurezza. Il ministro Crosetto ha assunto anche atti che a lui spettano al riguardo, e non si può dire che ci sia stata debolezza o timidezza verso un'affermazione sbagliata e incomprensibile di Trump". Riguardo alla scelta dell'Italia di rimanere fuori dal Board of Paece di Gaza, Foti spiega: "Faremo le cose che ci verranno chieste, come addestrare le forze di polizia, cosa che l'Italia ha sempre mostrato di saper fare.












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