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Matanza di regime in Iran. La Ong conferma: “12mila morti” ma per il regime sono solo 3mila. E tre mila per loro sono un’inezia. Nel frattempo il pregiudicato presidente americano manda al macello i giovani iraniani prometto aiuto ma ancora non si è visto: “Continuate, aiuto in arrivo”.

Cagliari, 14 Gen 2027 - Le persone morte nel corso delle proteste che scuotono l'Iran da settimane "sono almeno 12 mila e potrebbero arrivare fino a 20 mila". Lo hanno riferito alla Cbs due fonti iraniane sulla base dei dati che le organizzazioni di attivisti stanno compilando a fronte dei resoconti medici

"Fate l'Iran di nuovo grande, era un grande Paese fino a quando sono arrivati questi mostri e l'hanno preso. È tutto molto fragile". È quanto ha detto Donald Trump ripetendo, nel suo discorso oggi al Detroit Economic Club, l'appello ai dimostranti iraniani, già rivolto via social, a prendere il controllo delle istituzioni "se possibile" e a segnare i nomi di "chi uccide e commette abusi" perché questi "pagheranno un prezzo molto alto".

"Nessuno è stato in grado di fornirmi un numero preciso", su quanti manifestanti sono stati uccisi in Iran. "Ho sentito dire che si tratta di una quantità considerevole. Ma anche uno solo sarebbe già tanto. Probabilmente lo sapremo nei prossimi giorni". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Detroit.

L'ambasciatore iraniano in Italia, convocato alle 17,30 dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dice che il numero dei morti e feriti nel Paese in rivolta è esagerato dai nostri nemici. Mohammad Reza Sabouri, inoltre, dichiara che “l’esperienza passata, e in particolare la ‘Guerra dei 12 giorni’, ha dimostrato quali sarebbero le conseguenze di qualsiasi aggressione contro l’Iran. L’Iran non cerca lo scontro, né la guerra nella regione, ma è pronto a tutti gli scenari”, ha affermato l'ambasciatore iraniano in Italia. “Oggi l’Iran è certamente più preparato alla resistenza rispetto al periodo della ‘Guerra dei 12 giorni’, ma allo stesso tempo è pronto anche a veri negoziati” ha aggiunto.

“I contatti tra il ministro degli Esteri della Repubblica islamica dell’Iran, Araghchi, e il signor Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, sono in corso da tempo ed erano attivi già prima di queste proteste. Negli ultimi giorni, sia prima sia dopo le manifestazioni, tali contatti sono proseguiti. L’Iran non si è mai sottratto al negoziato, ma ritiene che esso debba essere equo e giusto, basato su interessi e rispetto reciproci” ha detto inoltre l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Tuttavia, sembra che gli Stati Uniti siano orientati a imporre le proprie richieste e non siano realmente alla ricerca di un vero negoziato. A mio avviso, è possibile raggiungere un accordo equo qualora vengano accantonate le pretese irragionevoli” ha aggiunto l'ambasciatore.

“Attualmente diversi Paesi, sia regionali sia extra-regionali, stanno cercando di svolgere un ruolo volto a ridurre le tensioni e a creare una stabilità duratura nella importante regione del Medioriente” ha ricordato l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri rispondendo a una domanda sul possibile ruolo di Roma come mediatore fra Teheran e gli Usa. “Sembra che tutti i Paesi possano, in base alle proprie capacità e potenzialità, contribuire attraverso iniziative eque e imparziali a un’azione volta alla costruzione della pace e della stabilità” ha aggiunto.

In Iran "l'obiettivo finale è vincere". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs Evening News. "Mi piace vincere", ha aggiunto il presidente Usa. Alla domanda su cosa significasse "vincere", Trump ha elencato una serie di operazioni militari ordinate durante i suoi due mandati alla Casa Bianca: dalla recente cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro, al raid in Siria del 2019 culminato con la morte del fondatore dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi, all'uccisione nel 2020 di Qassem Soleimani, capo dei pasdaran iraniani.

Il provider di internet satellitare Starlink sta offrendo un servizio gratuito in Iran. Mehdi Yahyanejad, un attivista con sede a Los Angeles che ha contribuito a far arrivare le unità in Iran, ha riferito all'Associated Press che il servizio gratuito è stato avviato. Anche altri attivisti hanno confermato in messaggi online che il servizio era gratuito. 

“Possiamo confermare che l'abbonamento gratuito per i terminali Starlink è pienamente funzionante”, ha reso noto Yahyanejad in un comunicato, “lo abbiamo testato utilizzando un terminale Starlink appena attivato all'interno dell'Iran”. Starlink è l'unico modo per gli iraniani di comunicare con il mondo esterno da quando le autorità hanno bloccato la connessione internet giovedì sera, mentre le proteste a livello nazionale si intensificavano e iniziavano una sanguinosa repressione contro i manifestanti.

L'Iran chiede all'Onu di esortare gli Stati Uniti e Israele ad abbandonare la loro politica destabilizzante contro Teheran. Lo scrive il rappresentante permanente iraniano presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani. 

"La Repubblica islamica dell'Iran invita urgentemente il segretario generale, il Consiglio di sicurezza e, in particolare, i suoi membri responsabili ad adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, condannando inequivocabilmente tutte le forme di incitamento alla violenza, minacce di ricorso alla forza e ingerenza negli affari interni dell'Iran da parte degli Stati Uniti; esorta gli Stati Uniti e il regime israeliano a cessare immediatamente le politiche e le pratiche destabilizzanti e a rispettare pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale; e mette in guardia gli Stati Uniti da eventuali errori di calcolo nel condurre atti di aggressione militare contro la Repubblica islamica dell'Iran", dice Iravani in una lettera al segretario  delle Nazioni Unite Antonio Guterres e al presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Abukar Dahir Osman. 

"Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno una responsabilità legale diretta e innegabile per la conseguente perdita di vite civili innocenti, in particolare tra i giovani", ha aggiunto l'inviato iraniano.

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