Cagliari, 14 Gen 2026 - La seduta del Consiglio regionale della Sardegna è stata aperta dal presidente del Consiglio, Piero Comandini. Dopo le formalità di rito, l’Aula ha proseguito la discussione generale sull’esame del documento DOC. N. 29/XVII/A “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028”, del disegno di legge 158/S/A “Legge di stabilità regionale 2026 e del disegno di legge” e del disegno di legge 159/A “Bilancio di previsione 2026-2028”. Il presidente ha dato la parola al capogruppo di Sardegna Al centro 20Venti, Antonello Peru. “La politica deve smettere di fare retorica e lasciare spazio alle scelte e al coraggio”, ha affermato l’esponente della minoranza, e deve dire ai propri cittadini se quella contenuta nella Finanziaria è la visione della Sardegna che si vuole costruire. Per Peru quella in discussione è una Manovra che rinvia e non indica una direzione, “perché una direzione non c’è” e ha aggiunto che “manca un piano di sviluppo strategico”. Il capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti ha annunciato una proposta di legge importante per i territori della Sardegna. Critico, anche, verso il poco spazio riservato da alcune testate locali ai comunicati da lui inviati. Peru ha poi affermato di essere preoccupato del problema politico interno alla maggioranza perché, ha detto, è la Sardegna a pagare ritardi e incertezze. Il capogruppo di Sardegna al Centro 20Venti ha confermato che la minoranza farà la sua parte con serietà e con proposte concrete per la crescita e sviluppo della Sardegna. Peru è stato fortemente critico sull’azione della maggioranza sulla sanità, sulla rete idrica, sull’energia, sulle comunità energetiche e sulla mobilità. “Chiediamo risorse certe per il Fondo unico”, ha detto, “se crollano i Comuni crolla la Sardegna intera”. In conclusione il consigliere ha fatto un appello alla maggioranza affinché ascolti le proposte della minoranza per definire i punti strategici e non sprecare le risorse.
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Maria Laura Orrù, ha definito il provvedimento “una Finanziaria prevalentemente tecnica, ma al contempo funzionale a dare piena continuità e concreta attuazione alla programmazione politica sviluppata nei mesi passati”. Una Finanziaria necessaria per garantire continuità amministrativa e piena operatività della Regione fin dall’inizio dell’anno, evitando l’esercizio provvisorio. Una scelta di responsabilità, ha detto, condizionata dai vincoli nazionali, che rinvia alle prossime fasi “interventi più espansivi”.
Orrù ha sottolineato inoltre la necessità di governare il cambiamento puntando su coesione sociale, sostenibilità, innovazione e investimenti sulle persone. Centrale il tema della formazione, soprattutto per rafforzare i Comuni, che hanno carenza di personale e, di contro, un sovraccarico di funzioni. La consigliera, che riveste anche il ruolo di sindaca di Elmas, ha ribadito l’urgenza di inserire ulteriori 100 milioni per il Fondo unico e ha invitato tutte le forze politiche a fare di questo obiettivo una battaglia condivisa. “I Comuni non ce la fanno più”, ha detto, e non riescono a compensare i tagli delle risorse nazionali, soprattutto, per quanto riguarda il welfare e i servizi di prossimità.
Il capogruppo dei Riformatori sardi, Umberto Ticca, ha espresso un giudizio fortemente critico sul provvedimento, definendolo privo di visione e di misure strutturali. Ticca ha evidenziato il ricorso, anche quest’anno, all’esercizio provvisorio, attribuendolo all’assenza di una regia politica e alle divisioni interne alla maggioranza e non al lavoro dell’assessore del Bilancio, Giuseppe Meloni.
Secondo l’esponente di minoranza, si tratta di una manovra “senza respiro”, che impegna circa 11 miliardi di euro senza una linea strategica chiara e senza politiche di sviluppo capaci di incidere su temi importanti come lo spopolamento, la sanità, l’industria e i trasporti. Il capogruppo ha evidenziato la presenza di piccole spese frammentate, “degne di un condominio”, come quelle per missioni e campagne di comunicazione. Non c’è nulla, ha detto, sulla medicina penitenziaria, sull’abbattimento delle liste d’attesa, sull’organizzazione delle strutture sanitarie accreditate. Positivo invece il giudizio sul finanziamento dell'accordo trovato per i pediatri di libera scelta e sull'adeguamento tariffario a favore delle strutture residenziali.
Critico anche su trasporti, istruzione ed enti locali, Ticca ha annunciato un emendamento da due milioni (come erano stati inseriti nella scorsa Finanziaria) a favore alle scuole paritarie “che svolgono un servizio pubblico erogato dai privati” e che ha definito parte integrante e fondamentale del sistema dell’istruzione regionale. Il consigliere ha annunciato anche un altro emendamento da 100 milioni per riportare il Fondo unico ai livelli del 2023 e ha evidenziato che, se anche il Pd sta presentando un emendamento in tal senso, troverà collaborazione da parte della minoranza.
Il vice presidente del Consiglio, Giuseppe Frau, ha quindi dato la parola al capogruppo di Uniti per Alessandra Todde, Sebastiano Cocco: “Questa Finanziaria arriva in un momento in cui la Sardegna finalmente può tornare a fare una cosa fondamentale: programmare”, grazie a tre elementi fondamentali. Il primo è l’accordo tra la Regione e il Governo sulla Vertenza entrate, che porterà all’Isola, ha sottolineato, 1 miliardo e 390 milioni di euro nei prossimi quattro anni, con il riconoscimento della condizione di insularità e 100 milioni annui aggiuntivi nel 2026 e 2027 per compensare gli extracosti strutturali. Un risultato che, ha evidenziato Cocco, rafforzerà servizi, sicurezza e capacità operativa della Regione. Secondo elemento è la scelta di rendere strutturali 200 milioni di euro destinati agli enti locali, garantendo ai Comuni risorse certe e programmabili. Terzo pilastro è l’accordo internazionale sull’Einstein Telescope con la Sassonia, che ha definito un segnale politico e strategico che proietta la Sardegna nelle reti europee della ricerca e dell’innovazione. Cocco ha evidenziato che “La dichiarazione di intenti con la Germania rafforza la candidatura di Sos Enattos, “scegliendo la strada della collaborazione e non della contrapposizione”, e ha riconosciuto il grande merito al lavoro portato avanti dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, e dal vice presidente, Giuseppe Meloni. Cocco ha riconosciuto alla presidente Todde anche il merito di esercitare l’autonomia della Sardegna con serietà istituzionale e ha auspicato che si possa andare verso una modernizzazione del sistema regionale, investendo sulla scuola e la formazione, sulla ricerca, sull’intelligenza artificiale e sui giovani, affinché la Sardegna superi la marginalità puntando su conoscenza e innovazione come leva di sviluppo.
Giudizio positivo sul provvedimento è stato espresso da Sandro Porcu, capogruppo di Orizzonte Comune, che ha sottolineato in apertura il risultato della Vertenza entrate ottenuto dalla presidente Alessandra Todde e dal vicepresidente Giuseppe Meloni. Un’intesa che garantisce alla Sardegna 1 miliardo e 390 milioni di euro nei prossimi quattro anni, risorse che, secondo Porcu, consentiranno di dare risposte concrete ai bisogni dell’Isola. Porcu ha definito la Finanziaria non come un semplice bilancio, ma come un vero progetto di sviluppo, con investimenti strategici su opere pubbliche, politiche sociali, enti locali, turismo, agricoltura, trasporti e ambiente.
Porcu ha anche evidenziato il sostegno alle categorie più fragili e alle famiglie. Per quanto riguarda i settori del turismo e dell’agricoltura, l’esponente della maggioranza ha evidenziato la visione orientata alla sostenibilità e alla valorizzazione delle eccellenze locali.
Il consigliere Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) ha detto in apertura del suo intervento: “Questa legge non indica una strada per la Sardegna e visto che il bilancio della Sardegna è occupato per il 50 per cento dalla Sanità mi spiace che sia in aula l’assessore ad interim, la presidente Todde. La Sanità costa circa 2900 euro pro capite, che equivale al costo di una polizza assicurativa premium: vi invito a riflettere su questo e a osservare gli ospedali stracarichi, i disagi per i pazienti e per il personale”. Per l’oratore “aziende sanitarie complesse sono state affidate a persone che non hanno una competenza adeguata e non hanno memoria storica dei problemi”.
Per Cinque stelle ha preso la parola il consigliere Michele Ciusa che ha parlato di “manovra positiva, se consideriamo il quadro generale e le condizioni date. Sapevamo che non sarebbe stato facile e che i problemi sono tanti, ereditati dal passato: la giunta e la maggioranza sono pancia a terra per risolverli. Bisogna continuare a lavorare, sempre più e sempre meglio, come stiamo facendo dal primo giorno di legislatura per mettere l’isola sui binari e rilanciarla. Se qualcuno ha idee immediatamente cantierabili lo dica”.
A seguire il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu: “Va riconosciuto che questa volta state portando la finanziaria con meno mesi di esercizio provvisorio ma ho memoria della scorsa legislatura e del vostro atteggiamento allora. Abbiamo perso le elezioni e da chi le ha vinte ci aspettiamo un sussulto, quel qualcosa di cui noi non siamo stati capaci.
A concludere, il capogruppo del Pd Roberto Deriu: “Penso che la pazienza, più che l’intelligenza, sia la prima qualità di un politico. Questa legge di stabilità penserebbe alla macchina, dice l’opposizione, senza pensare l’anima. Ma se la macchina della Regione non funziona nessun progetto è realizzabile. Eppure io dico che l’anima c’è e vive nella cultura autonomistica di tutti noi e nella tradizione di tutti i partiti. E quest’anima c’è nella svolta dei rapporti con gli enti locali, nella dotazione finanziaria per tempo fornita al sistema degli enti locali. Noi combattiamo l’accentramento e sosteniamo la sussidiarietà, credendo nella responsabilità dei pubblici amministratori, legittimati dal voto delle popolazioni”. Rivolto all’opposizione ha detto: “Non sottovaluterei il momento, perché si sappia che questa Regione riconosce davvero l’autonomia e non siamo asserviti alle necessità astratte della burocrazia ma proiettati verso la soluzione dei problemi reali dei cittadini. Più si trasferisce capacità di spesa verso il basso e più avremo risposte adeguate per i bisogni dei nostri cittadini delle molte Sardegna che costituiscono quest’Isola”.
A concludere, per FdI il capogruppo Paolo Truzzu, che ha detto: “Come ha detto la presidente Todde il Consiglio ha il potere di riscrivere ogni legge e quindi anche questa finanziaria. Non cambieremo la macchina ma abbiamo il potere di fare una messa a punto, evitando di adagiarci sul fatto che la massa manovrabile è poca. Non dobbiamo scommettere tutto sulle risorse che arriveranno dalla conclusione positiva della vertenza entrate con lo Stato perché sarebbe un azzardo molto pericoloso”. Per l’oratore “non avete la capacità di sognare, non avete la forza di dirci come intendete risolvere un solo problema, mica tutti. Come mai non c’è il salario minimo, in questa finanziaria? Eppure è una delle vostre battaglie storiche. Diteci chi non vuole l’incremento del fondo unico per gli enti locali. Siamo tutti seduti su un vulcano e davanti a questo quadro la nostra proposta è come usare le opportunità che abbiamo come la leva fiscale per sostenere le imprese e attrarre investimenti. Vogliamo ragionare su una zona franca telematica come diceva Nichi Grauso all’inizio degli anni Duemila? O davvero volete concentrarvi sull’aumento dello stipendio dei collaboratori degli uffici di gabinetto degli assessorati? Abbiamo presentato 5288 emendamenti ma non abbiamo la volontà di fare ostruzionismo ma di farvi riflettere”.
Conclusi gli interventi dei capigruppo, il presidente Comandini ha dato la parola all’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni per la replica della Giunta.
Dopo aver ringraziato maggioranza e opposizione per i contributi al dibattito, l’esponente dell’esecutivo ha ricordato i passaggi che hanno portato alla stesura e alla successiva approvazione della manovra di bilancio: «Lo scorso anno la legge di stabilità è stata approvata ad aprile – ha ricordato Meloni – rispetto a quel provvedimento non c’erano grosse modifiche da apportare, poi è arrivata la buona notizia dell’accordo con lo Stato sulle entrate fiscali che ha cambiato la prospettiva. La chiusura della vertenza mette a disposizione nuove risorse della Sardegna. Il disegno di legge che discutiamo oggi è il massimo che si poteva fare in una condizione difficile». L’assessore ha poi spiegato la filosofia che ha ispirato la Giunta nella stesura della legge di stabilità: «Abbiamo scelto di non stravolgere quanto ereditato dal passato. Per poter fare altro, l’unico vero fondo aggredibile era quello dedicato allo spopolamento, circa 150 milioni di euro. Non c’erano altre risorse a disposizione. Abbiamo deciso invece di confermarlo, in attesa di fare una valutazione sui risultati, valuteremo in seguito se eliminarlo o, eventualmente, migliorarlo. La platea dei Comuni beneficiari è aumentata e comprende adesso anche quelli fino a 5mila abitanti. La scelta di attendere la chiusura della vertenza entrate e di non stravolgere la manovra va in quella direzione: pesare le misure che abbiamo ereditato e non stravolgere la manovra. Con queste nuove risorse si potranno fare altre scelte». Meloni ha quindi confermato uno stanziamento aggiuntivo a favore degli enti locali con l’incremento del fondo unico. «E’ la prima volta che si stanziano tante risorse in un bilancio di previsione – ha detto l’assessore - questo è possibile grazie alle nuove risorse della vertenza entrate. Nonostante tutto, confermiamo inoltre gli impegni per il welfare con i fondi per la non autosufficienza e il Reis, gli stanziamenti per le Università che compensano i tagli del Governo. Su questo fronte ricordo quanto affermato pubblicamente dai rettori delle università di Cagliari e Sassari i quali, a più riprese, hanno affermato che senza la Regione Sardegna avrebbero chiuso i battenti». Confermato anche il fondo per lo sviluppo da 100 milioni di euro per i contratti di investimento. «Speriamo di stanziare in futuro altre risorse per attrarre nuovi capitali serve però una macchina amministrativa che ci segua. L’obiettivo è che la Sfirs diventi una grande agenzia di sviluppo per la Sardegna». Un accenno infine al piano per l’efficientamento energetico: «Ci sono 342 milioni di euro per il triennio – ha detto Meloni - sono risorse importanti che danno un’impronta e una connotazione a un’intera legislatura. Ci sono, insomma, le condizioni per continuare a fare bene anche nella prossima variazione di bilancio. La riorganizzazione della Sanità è un tema sul quale stiamo cercando di lavorare».
Il presidente Comandini ha quindi sospeso i lavori dell’Aula e convocato la Conferenza dei Capigruppo.
Alla ripresa dei lavori, il presidente ha messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 28 voti a favore, 17 contrari e un astenuto. Approvata con votazione nominale anche la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanze con la risoluzione n.1.
Il presidente ha quindi dichiarato chiusa la seduta. Lunedì 19 gennaio si riunirà la Terza Commissione per l’esame degli emendamenti. Il Consiglio riprenderà i lavori sulla manovra finanziaria martedì 20 gennaio alle 10. Com










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