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Iran, Trump ai manifestanti: “Continuate, l’aiuto è in arrivo”. 12mila morti per Iran International. Il presidente Usa: “Dazi al 25% per chi commercia con Teheran”, la Cina: “Ci opponiamo”.

Teheran 13 Gen 2026 - Sono circa tremila le persone morte durante le proteste che stanno scuotendo l'Iran e tra costoro vi sono centinaia di membri delle forze di sicurezza. Lo riferisce al New York Times una fonte del ministero della Sanità di Teheran. Continua a non esserci alcun bilancio ufficiale o indipendente delle violenze e le cifre che circolano sui media discordano. La Cbs, ad esempio, cita non meglio specificate fonti interne secondo le quali i morti sarebbero almeno 12 mila.

“Almeno 12mila persone, molte under 30, sono state uccise” nelle proteste in Iran. Lo riporta Iran International, in quello che il media di opposizione basato a Londra definisce “il più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell'8 e 9 gennaio”. La stima del comitato editoriale di Iran International si basa “su un'analisi esclusiva di fonti e dati medici” e la sua diffusione è stata “ritardata fino alla convergenza delle prove”: è stata fatta su un'analisi in più fasi di notizie da più fonti, “tra cui una vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale”.

“Patrioti iraniani continuate a manifestare. Prendete il controllo delle istituzioni. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani. L'aiuto è in arrivo” afferma Donald Trump su Truth.

Gli Stati Uniti non manderebbero “truppe sul terreno” ma “scatenerebbero l'inferno” sull'Iran con un'ondata massiccia di attacchi: è questo il quadro che traccia il senatore americano Lindsay Graham, commentando l'ultimo post su Truth del presidente americano, Donald Trump. “Niente stivali sul terreno, ma scatenare l'inferno - come ha promesso - sul regime che ha calpestato ogni linea rossa. Un'ondata massiccia di attacchi militari, cibernetici e psicologici è la carne e le ossa di l'aiuto è in arrivo” ha scritto su X. “L'obiettivo? Distruggere l'infrastruttura che permette il massacro e lo sterminio del popolo iraniano, e abbattere i leader responsabili degli omicidi. L'incubo lungo del popolo iraniano finirà presto. Sono così orgoglioso del presidente Trump. Make Iran great again” conclude.

"Dichiariamo i nomi dei principali assassini del popolo iraniano: 1) Trump, 2) Netanyahu". Lo ha scritto su X Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (Snsc) iraniano e figura di spicco nel panorama politico della repubblica islamica, oltre che consigliere del leader Ali Khamenei.Larijani ha allegato al suo messaggio il post su Truth del presidente americano, che invita i "patrioti iraniani" a continuare a protestare e prendere il controllo delle istituzioni.

L'ambasciatore iraniano in Italia, convocato alle 17,30 dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dice che il numero dei morti e feriti nel Paese in rivolta è esagerato dai nostri nemici. Mohammad Reza Sabouri, inoltre, dichiara che “l’esperienza passata, e in particolare la ‘Guerra dei 12 giorni’, ha dimostrato quali sarebbero le conseguenze di qualsiasi aggressione contro l’Iran. L’Iran non cerca lo scontro, né la guerra nella regione, ma è pronto a tutti gli scenari”, ha affermato l'ambasciatore iraniano in Italia. “Oggi l’Iran è certamente più preparato alla resistenza rispetto al periodo della ‘Guerra dei 12 giorni’, ma allo stesso tempo è pronto anche a veri negoziati” ha aggiunto.

“I contatti tra il ministro degli Esteri della Repubblica islamica dell’Iran, Araghchi, e il signor Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, sono in corso da tempo ed erano attivi già prima di queste proteste. Negli ultimi giorni, sia prima sia dopo le manifestazioni, tali contatti sono proseguiti. L’Iran non si è mai sottratto al negoziato, ma ritiene che esso debba essere equo e giusto, basato su interessi e rispetto reciproci” ha detto inoltre l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Tuttavia, sembra che gli Stati Uniti siano orientati a imporre le proprie richieste e non siano realmente alla ricerca di un vero negoziato. A mio avviso, è possibile raggiungere un accordo equo qualora vengano accantonate le pretese irragionevoli” ha aggiunto l'ambasciatore.

“Attualmente diversi Paesi, sia regionali sia extra-regionali, stanno cercando di svolgere un ruolo volto a ridurre le tensioni e a creare una stabilità duratura nella importante regione del Medioriente” ha ricordato l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri rispondendo a una domanda sul possibile ruolo di Roma come mediatore fra Teheran e gli Usa. “Sembra che tutti i Paesi possano, in base alle proprie capacità e potenzialità, contribuire attraverso iniziative eque e imparziali a un’azione volta alla costruzione della pace e della stabilità” ha aggiunto.

“Penso, e spero che siamo tutti d'accordo, che ciò che sta accadendo in Iran sia ripugnante. Ciò che la leadership sta facendo contro la propria popolazione, contro persone che protestano pacificamente per esprimere chiaramente le proprie opinioni” ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo al “Global Europe Forum”, organizzato da Renew Europe al Parlamento europeo.

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