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Dimensionamento scolastico, la Sardegna ribadisce il suo no ai tagli del Governo. L’assessora Portas: “La nostra Regione deve puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi scolastici per garantire un futuro alle nuove generazioni”.

Cagliari, 12 Gen 2026 - Le Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria ribadiscono il loro parere contrario al dimensionamento scolastico voluto dal Governo. Oggi a Palazzo Chigi sono stati sentiti dal Consiglio dei Ministri i presidenti De Pascale e Proietti e le assessore Portas e Nardini, delegate dai presidenti Todde e Giani per discutere in merito alla decisione presa dal Governo di adottare il potere sostitutivo con la nomina di un commissario.

“In questi mesi la Regione Sardegna ha lavorato attivamente per cercare di riprogrammare la rete scolastica in accordo con i territori e le conferenze provinciali – spiega l’assessora alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Ilaria Portas –. Nell’ultimo triennio nella nostra regione sono state già accorpate 36 autonomie scolastiche e un ulteriore taglio di 9 istituti sarebbe stato deleterio per realtà già in sofferenza. Nonostante la riorganizzazione della rete scolastica non preveda la chiusura di plessi e il trasferimento di alunni, l'assenza di un dirigente risulterebbe un colpo durissimo per le scuole sarde, che spesso già oggi, con la situazione attuale, registrano plessi in numero superiore a dieci e distribuiti in un territorio vasto e poco omogeneo”.

Nella riunione odierna a Palazzo Chigi la rappresentante della Regione ha evidenziato come la situazione territoriale, geografica, orografica della Sardegna e la sua fragilità relativa agli aspetti della mobilità, dello spopolamento e della connettività, rendano estremamente critico qualsiasi ulteriore taglio di servizi. E insieme ai rappresentanti delle altre Regioni inadempienti ha ribadito la contrarietà al commissariamento e la necessità di un ulteriore chiarimento del metodo di calcolo dei parametri utilizzati, facendo riferimento a numeri reali e non solo stimati "Abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna sottolineando quanto sia deleterio continuare a ragionare su una scuola basata solo su numeri e costi – conclude l’assessora Portas –. Continueremo a lavorare per una scuola basata sulla qualità e non sulla razionalizzazione dei costi perché la nostra regione ha un forte bisogno di puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi esistenti per garantire un futuro alle nuove generazioni e non peggiorare gli indici di spopolamento e abbandono scolastico. Sulla scuola è necessario investire, non tagliare". Com

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