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In Iran dilaga la protesta nonostante il blackout di Internet. La tv di Stato: “Ci sono vittime”. Il barbaro regime e antistorico, sta per crollare. Se prima i ‘gonnelloni’ non stermina il suo stesso popolo.

Teheran, 9 Gen 2026 - Le proteste contro il governo iraniano si sono estese in tutto il Paese nonostante il blocco quasi totale di Internet e delle comunicazioni internazionali. Migliaia di persone sono scese in strada dopo l’appello dell’ex principe ereditario in esilio Reza Pahlavi a manifestare, sfidando il blackout informativo e la repressione delle forze di sicurezza.

Brevi video diffusi online, prima dell’oscuramento della rete, mostrano i manifestanti a Teheran e in altre città mentre protestano con slogan contro la Repubblica islamica tra detriti in fiamme nelle strade.

La tv di Stato iraniana ha rotto il silenzio sulle manifestazioni, accusando “agenti terroristi” legati agli Stati Uniti e a Israele di aver appiccato incendi e fomentato la violenza. L’emittente ha parlato genericamente di “vittime”, senza fornire dettagli. Secondo la Human Rights Activists News Agency, con sede negli Usa, le violenze legate alle proteste avrebbero già causato almeno 45 morti e oltre 2.200 arresti.

Intanto, diverse zone dell'Iran hanno subito un blackout digitale, con le connessioni Internet crollate e cellulari irraggiungibili anche telefonicamente. 

“È per questo che Internet è stato chiuso: per impedire al mondo di vedere le proteste”, ha commentato Holly Dagres, analista del Washington Institute for Near East Policy citato dall'AP. Secondo l'ex principe Pahlavi - riferisce sempre l'AP - il regime avrebbe tagliato non solo la rete, ma anche le linee telefoniche terrestri e potrebbe tentare di disturbare i segnali satellitari. Pahlavi ha quindi invitato i leader europei a unirsi agli Stati Uniti per “chiamare il regime alle proprie responsabilità” e ripristinare le comunicazioni, affinché “la voce del popolo iraniano non venga messa a tacere”.

Alcune riprese video mostrano che i manifestanti hanno dato fuoco a un ufficio della Islamic Republic of Iran Broadcasting a Isfahan durante le proteste. Attivisti antiregime hanno condiviso filmati che sembrano mostrare migliaia di persone marciare per le strade di Mashhad, bloccando un importante viale nella città nord-orientale. Mashhad è nota per aver dato i natali alla Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, ed è la seconda città più grande del Paese, dopo Teheran. Le riprese effettuate a Teheran mostrano veicoli ribaltati e bruciati.

Secondo quanto riportato dall'Organizzazione Hengaw per i diritti umani, che cita i media statali iraniani, due ufficiali del regime iraniano sono stati uccisi durante le proteste nella città di Kermanshah, nell'Iran occidentale.

Sul fronte internazionale Trump ha lanciato un duro avvertimento al regime iraniano, promettendo di sostenere la popolazione che protesta contro gli ayatollah. "In passato hanno sparato a più non posso alla gente", ha detto in un'intervista a Fox News, "c'erano persone inermi abbattute dalle mitragliatrici oppure portate in prigione e impiccate". "Hanno giocato duro", ha aggiunto il Presidente "Se lo faranno ancora, li colpiremo molto duramente. Possiamo colpirli duramente. Siamo pronti a farlo".

Trump ha anche lasciato intendere che la guida suprema Ali Khamenei, 86 anni, potrebbe valutare l’idea di lasciare il Paese, affermando che “la situazione sta peggiorando rapidamente”.

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