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Trasporto merci e insularità, i Riformatori: “La situazione è drammatica. È un servizio essenziale da garantire come diritto costituzionale”. Presentata una mozione.

Cagliari, 8 Gen 2026 - Riconoscere il trasporto merci da e per la Sardegna come servizio essenziale e attuare concretamente il principio di insularità anche per le merci. È l’obiettivo della mozione “sull’attuazione del principio di insularità per le merci e l’urgenza di misure strutturali di continuità per il trasporto delle merci da e per la Sardegna”, presentata dai Riformatori sardi e illustrata, oggi, in Consiglio regionale. I Riformatori, con questa nuova iniziativa, chiedono alla Giunta un cambio di passo nelle politiche sui collegamenti marittimi dell’Isola, che coinvolgano il Governo e l’Unione europea e garantiscano alle imprese e ai cittadini sardi i diritti previsti per le regioni insulari nella Costituzione italiana.

La mozione, ha spiegato Michele Cossa, responsabile insularità dei Riformatori, chiede di istituire obblighi di servizio pubblico che includano espressamente il trasporto merci, prevedendo: capacità minima garantita di metri lineari di stiva durante tutto l'anno, certezza del viaggio per i vettori che hanno prenotato, adeguamento dell'offerta nei periodi di picco stagionale, impiego di navi RO-RO dedicate che non entrino in competizione con il traffico passeggeri. In cambio, gli armatori riceverebbero compensazioni economiche pubbliche per garantire il servizio nelle condizioni richieste. La mozione chiede anche di definire un costo massimo sostenibile del nolo marittimo e di compensare l'incidenza dei costi ETS. Prevista anche l’istituzione di un Osservatorio regionale sulle merci per monitorare flussi, costi e livelli di servizio. La mozione, infine, impegna la Giunta regionale ad avviare con urgenza un'interlocuzione con il Governo nazionale e le istituzioni europee e a riferire semestralmente al Consiglio regionale sugli esiti delle iniziative intraprese.

Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori, ha denunciato come il tema del trasporto merci sia stato «per troppo tempo lasciato in un angolo», nonostante colpisca l’intera filiera produttiva e finisca per incidere direttamente sui prezzi pagati dai cittadini. Ticca ha ricordato il lavoro avviato già otto mesi fa con la proposta di legge per l’istituzione di un Osservatorio regionale sul trasporto delle merci, rimasta finora senza seguito, e ha sottolineato l’urgenza di intervenire anche alla luce dell’entrata a regime del sistema ETS, che dal 1° gennaio 2026 graverà ulteriormente sui costi della traversata marittima.

Il confronto con l’Europa è uno degli elementi centrali della mozione. In Corsica, la Francia ha ottenuto dalla Commissione europea l’autorizzazione a un regime di servizio pubblico da 853,6 milioni di euro per il periodo 2023-2030, includendo esplicitamente il trasporto merci oltre a quello passeggeri. Un investimento di oltre 100 milioni di euro l’anno, motivato dal riconoscimento che le sole logiche di mercato non sono in grado di garantire capacità minima, regolarità e continuità del servizio. In Grecia, invece, il sistema di compensazione dei costi insulari prevede un budget annuo compreso tra i 70 e i 150 milioni di euro, con rimborsi diretti a cittadini e imprese per colmare il divario con la terraferma.

In Sardegna, hanno spiegato i Riformatori, la situazione è particolarmente critica nei mesi estivi, quando i volumi di merci crescono fino all’80% rispetto alla media annuale. In quel periodo l’offerta marittima non viene adeguata e il traffico turistico sottrae spazio ai mezzi commerciali, causando ritardi, cancellazioni e incertezza sugli imbarchi. Non è accettabile, hanno sottolineato, che un vettore scopra solo all’imbarco se potrà trasportare tutti, parte o nessuno dei semirimorchi prenotati.

Michele Cossa ha parlato di una vera e propria “tassa occulta” che grava sul sistema produttivo regionale. “La situazione è drammatica”, ha detto, ricordando che il trasporto delle merci rappresenta l’altra parte della continuità territoriale. L’ETS incide oggi, hanno proseguito, fino al 40% sul costo del nolo marittimo e, dal 2026, potrà arrivare a sfiorare il 50%, con effetti pesantissimi sull’autotrasporto e sull’export delle imprese sarde.

Massimiliano Manca, ingegnere specializzato nel tema dei trasporti, ha infatti evidenziato come una catena logistica sarda competitiva richieda capacità di stiva garantita, certezza del viaggio, compatibilità temporale delle rotte e sostenibilità economica. Oggi, invece, l’incidenza dell’ETS può arrivare a erodere fino al 25% del ricavo complessivo di un trasporto e, in alcuni casi, fino al 50% per le merci in uscita dall’Isola.

Sul piano politico, Aldo Salaris, segretario regionale dei Riformatori, ha ribadito la necessità di coinvolgere direttamente lo Stato e le istituzioni europee. «Non chiediamo aiuti di Stato – ha sottolineato – ma l’attuazione di un diritto sancito dalla Costituzione». L’auspicio dei Riformatori è che la mozione venga calendarizzata rapidamente e affrontata con la centralità che un tema di tale impatto economico e sociale richiede. Giuseppe Fasolino, consigliere regionale dei Riformatori, ha infine voluto evidenziare che l’approccio utilizzato sempre dal suo partito non è quello di lamentarsi, ma di analizzare i problemi con studi approfonditi e proporre possibili soluzioni. Fasolino ha auspicato che la Giunta possa utilizzare questa proposta come base di riflessione per tutelare la Sardegna, le sue imprese e i suoi cittadini. Com

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