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Militari esercito Usa sequestrano petroliere nell’Atlantico e nel Mar dei Caraibi. Mosca: “È illegale”.

Cagliari, 8 Gen 2026 - Donald Trump ''non ha paura'' di continuare a sequestrare petroliere soggette a sanzioni, nonostante il rischio di un'escalation delle tensioni con Russia e Cina. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel corso del briefing con i giornalisti, affermando che il presidente "applicherà la nostra politica che è la migliore per gli Stati Uniti: questo significa applicare l'embargo contro tutte le navi della flotta oscura che trasportano illegalmente petrolio''.
Le dichiarazioni di Leavitt sono arrivate poche ore dopo che l'esercito americano ha preso il controllo di due petroliere, tra cui una nave battente bandiera russa che era stata inseguita per più di due settimane. La portavoce ha poi minimizzato il rischio che questo possa scatenare un conflitto tra Stati Uniti e Russia, sostenendo che Trump mantiene buoni rapporti con il presidente russo Vladimir Putin.
"Credo che questi rapporti personali continueranno'', ha assicurato, aggiungendo che Trump ha chiarito che il sequestro delle petroliere soggette a sanzioni è "la politica di questa amministrazione, e lui non ha paura di attuarla".

"Il presidente ha un ottimo rapporto, un rapporto aperto sia con il presidente Putin che con il presidente (cinese) Xi. Ha parlato con loro numerose volte... e credo che questi rapporti personali continueranno", ha sottolineato ancora Leavitt, ribadendo che Trump applicherà la politica che ritiene migliore per gli Stati Uniti e, per quanto riguarda il sequestro delle navi, ciò significa applicare l'embargo su tutte le navi della flotta oscura che trasportano illegalmente petrolio".

La petroliera Marinera, battente bandiera della Federazione Russa, "è stata abbordata dalle forze della Marina statunitense in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato". Lo conferma il ministero dei Trasporti di Mosca, denunciando che "in acque internazionali vige la libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro imbarcazioni regolarmente registrate nella giurisdizione di altri Stati".   

"Il 24 dicembre 2025, la Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo per navigare sotto bandiera della Federazione Russa, rilasciato in base al diritto russo e al diritto internazionale", si legge nel comunicato. "Oggi, intorno alle 15 ora di Mosca (le 13 in Italia), la nave è stata abbordata dalle forze della Marina statunitense in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato, e il contatto con la nave è stato perso", prosegue la nota. "In conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, la libertà di navigazione si applica in acque internazionali e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro imbarcazioni regolarmente registrate nella giurisdizione di altri Stati", conclude Mosca. Il petrolio oggetto di sanzioni, incluso quello a bordo della 'flotta fantasma', rientra nell'accordo che Washington ha raggiunto con le autorità venezuelane sul greggio che Caracas trasferirà agli Stati Uniti.
L'intesa "riguarda il petrolio sanzionato immagazzinato in barili e su navi a causa del blocco imposto dagli Stati Uniti" al Venezuela. "Le autorità ad interim hanno accettato di consegnare questo petrolio agli Stati Uniti, quindi arriverà nel nostro Paese molto presto", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo che Washington ha già iniziato a commercializzare il greggio venezuelano sul mercato globale.
Parole che arrivano poche ore dopo che Washington ha sequestrato altre due petroliere sanzionate collegate al Venezuela, una delle quali trasportava quello che gli esperti stimano possa essere un carico di circa 2 milioni di barili di greggio.
Ieri Trump ha affermato che il governo della presidente ad interim venezuelana Delcy Rodri'guez - che deve ancora confermare l'accordo - ha accettato di inviare a Washington tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio venezuelano, la cui vendita a "prezzo di mercato" sarà inizialmente gestita dagli Stati Uniti.
Leavitt ha anche affermato che gli Stati Uniti mantengono la "massima influenza" sul governo Rodriguez e ha ribadito che Trump ha reso "molto chiaro" che il Venezuela è un Paese che "non invierà più droga negli Stati Uniti".

Tutti i membri dell'equipaggio della Bella-1, la petroliera sequestrata dalla Guardia Costiera Usa, sono indagati. Lo ha riferito il segretario alla Giustizia degli Stati Uniti, Pam Bondi, su X. "Oggi gli Stati Uniti hanno eseguito un mandato di sequestro per la BELLA 1, una petroliera responsabile di trasportare greggio sanzionato da Venezuela e Iran", e' la ricostruzione offerta da Bondi, "la BELLA 1 era stata precedentemente designata dall'Office of Foreign Assets Control per il suo ruolo in una rete di elusione delle sanzioni responsabile del sostegno a organizzazioni terroristiche straniere". "Nonostante i frenetici sforzi per evitare l'arresto, inclusa la fuga dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti, la BELLA 1 e' stata fermata stamattina senza problemi. A seguito della mancata obbedienza agli ordini della Guardia Costiera, i membri di questa nave sono sotto inchiesta e saranno avviate accuse penali contro tutti i responsabili", ha proseguito Bondi, "il Dipartimento di Giustizia sta monitorando diverse altre navi per azioni di contrasto simili: chiunque si trovi a bordo di qualsiasi nave che non obbedisca alle istruzioni della Guardia Costiera o di altri funzionari federali sara' indagato e perseguito fin dove lo consente la legge". 

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha denunciato l'esistenza di una "macchia" senza precedenti nei rapporti con Washington, in riferimento alla cattura di Nicolás Maduro da parte dell'esercito statunitense avvenuta il 3 gennaio. Durante una cerimonia ufficiale a Caracas, Rodríguez ha descritto il Venezuela come un "paese di pace aggredito da una potenza nucleare", ribadendo che la nazione non è in guerra ma vittima di un'offensiva esterna.

Nonostante la gravità della situazione diplomatica, la presidente non ha escluso il dialogo internazionale, ricordando l'interdipendenza economica tra i due Paesi: gli Stati Uniti, infatti, ricevono ancora il 27% delle esportazioni venezuelane. Rodríguez ha concluso assicurando che il governo continuerà a puntare sulla diversificazione dei mercati e sulla resistenza alle pressioni economiche straniere.

Segnali di intensi "movimenti insoliti" arrivano da El Helicoide, la nota sede del Sebin a Caracas e uno dei principali centri di detenzione venezuelani. Secondo quanto riportato dal giornalista Jesús Medina Ezaine e da testate locali, sarebbe in corso uno smantellamento discreto di diversi uffici, ordinato direttamente dal palazzo presidenziale di Miraflores. L'operazione, coordinata dal generale Rubén Santiago, coinvolgerebbe il trasferimento di oltre venti veicoli tramite gru e lo sgombero di aree operative della Polizia Nazionale Bolivariana.

Nonostante la massima allerta nell'area, che impedisce la diffusione di immagini a causa delle rigide misure di sorveglianza, non vi è ancora alcuna conferma ufficiale circa il destino dei detenuti. Fonti giornalistiche locali precisano che, al momento, i traslochi sembrerebbero riguardare esclusivamente le sezioni amministrative e investigative della polizia, lasciando invariate le aree del complesso dove sono reclusi i prigionieri politici.

Nel frattempo il ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello, ha diffuso un bilancio drammatico dell'operazione condotta dalle forze speciali statunitensi per catturare Nicolás Maduro. Durante la sua consueta trasmissione televisiva, Cabello ha dichiarato che l'attacco ha causato la morte di almeno 100 persone e un numero analogo di feriti, definendo l'azione militare una "terribile aggressione" contro la sovranità del Paese.

Il raid, avvenuto nella notte del 3 gennaio ad opera della Delta Force, ha portato alla cattura di Maduro e della moglie Cilia Flores, ora trasferiti negli Stati Uniti. Mentre Washington descrive l'operazione come un successo "tecnicamente perfetto" e privo di perdite tra le fila americane, le autorità venezuelane denunciano una carneficina che avrebbe coinvolto sia militari (tra cui 32 ufficiali cubani della scorta) che civili.

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha denunciato l'esistenza di una "macchia" senza precedenti nei rapporti con Washington, in riferimento alla cattura di Nicolás Maduro da parte dell'esercito statunitense avvenuta il 3 gennaio. Durante una cerimonia ufficiale a Caracas, Rodríguez ha descritto il Venezuela come un "paese di pace aggredito da una potenza nucleare", ribadendo che la nazione non è in guerra ma vittima di un'offensiva esterna.

Nonostante la gravità della situazione diplomatica, la presidente non ha escluso il dialogo internazionale, ricordando l'interdipendenza economica tra i due Paesi: gli Stati Uniti, infatti, ricevono ancora il 27% delle esportazioni venezuelane. Rodríguez ha concluso assicurando che il governo continuerà a puntare sulla diversificazione dei mercati e sulla resistenza alle pressioni economiche straniere.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo colombiano Gustavo Petro hanno avuto il loro primo colloquio telefonico ufficiale, segnando un’improvvisa inversione di rotta dopo i recenti momenti di altissima tensione. La chiamata, definita "cordiale e rispettosa" da fonti di Bogotà, giunge a pochi giorni dalle pesanti dichiarazioni di Trump, che aveva ipotizzato un’operazione militare in Colombia definendola un'opzione che "suona molto bene".

Durante la conversazione, durata circa un’ora, i due leader hanno affrontato i nodi cruciali del traffico di droga e della crisi in Venezuela, culminata con la recente cattura di Nicolás Maduro. Nonostante i precedenti scontri verbali e le accuse reciproche, Trump ha elogiato il "tono" di Petro su Truth, annunciando di averlo invitato alla Casa Bianca per un incontro formale. Questa mossa sembra voler stabilizzare i rapporti diplomatici ed evitare quell'escalation di violenza regionale che il presidente colombiano aveva denunciato proprio durante le manifestazioni popolari delle ultime ore.

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