Cagliari, 7 Gen 2026 - Il presidente Usa Donald Trump rimesso al centro dell'attenzione internazionale le sue ambizioni sulla Groenlandia, territorio autonomo danese. Dopo il suo insediamento, Trump ha nominato Jeff Landry, governatore della Louisiana, come inviato speciale per l'isola artica, ribadendo di nuovo poche ore fa che gli USA ne hanno "assolutamente bisogno di quel territorio per la difesa nazionale".
Oggi la posizione dell'Europa si chiarisce una dichiarazione congiunta del presidente francese Macron, del cancelliere tedesco Merz, della premier Meloni, del primo ministro polacco Tusk, del premier spagnolo Sanchez, del primo ministro britannico Starmer e della prima ministra danese Frederiksen. Ricordiamo che la Danimarca fa parte sia dell'Unione europea che della Nato.
“La sicurezza dell'Artico rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica”, ribadiscono i leader europei uniti.
“La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando l'impegno. Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca, inclusa la Groenlandia, fa parte della Nato”.
“La sicurezza nell'Artico - proseguono ancora i leader europei - deve quindi essere raggiunta collettivamente, insieme agli alleati della NATO, compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità delle frontiere. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli. Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questa impresa, in quanto alleati della NATO e attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951”.
E chiosano: “La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere su questioni che li riguardano”.
"Il presidente Trump ha reso ben noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica", ha detto la Casa Bianca, rispondendo con una nota a una precisa domanda della Reuters. "Il presidente e il suo team stanno discutendo una gamma di opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo", si legge nella nota.
Gli Stati Uniti stanno lavorando a un accordo di associazione con la Groenlandia che escluda la Danimarca. È una delle ipotesi messe sul tavolo dall'amministrazione Trump secondo il settimanale britannico Economist rispetto a una annessione formale. Si tratterebbe di una intesa di tipo politico e militare per consentire a Washington di schierare più liberamente truppe ed espandere le sue infrastrutture militari.
Le ragioni per le quali Trump ha rinnovato le sue ambizioni sulla Groenlandia, ora più preoccupanti dopo la cattura del presidente venezuelano Maduro, sono principalmente geopolitiche: la Groenlandia controlla accessi chiave all'Artico, conteso da USA, Russia e Cina. Trump ha denunciato navi russe e cinesi intorno all'isola, essenziale per la sicurezza USA, e punta a risorse come terre rare, petrolio e rotte commerciali emergenti con lo scioglimento dei ghiacci. L'interesse risale al suo primo mandato, ma ora è politica ufficiale, con piani per incentivi alla popolazione locale.
La premier danese Mette Frederiksen ha respinto fermamente l'idea, affermando che "non ha senso" e che la sovranità spetta ai groenlandesi. Copenaghen ha promesso più presenza militare nell'Artico per contrastare influenze cinesi, già attive con miniere e aeroporti. Mosca e Pechino osservano, mentre l'UE e la NATO temono tensioni tra alleati; analisti vedono rischi per il diritto internazionale.
Il destino della Groenlandia sembra "deciso" e l'Unione europea continuerà ad agire da "vassallo" nei confronti degli Usa. Lo afferma Kirill Dmitriev, consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri e negoziatore di Mosca con Washington. "La Groenlandia - scrive su X Dmitriev - sembra decisa. La Ue continuerà a fare quello che i vassalli fanno meglio: 'monitorare la situazione' e dare esempio di doppi standard. Il Canada è il prossimo?".











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