Parigi, 7 Gen 2027 - La Coalizione dei Volenterosi, che si è riunita ieri a Parigi, ha concordato nella dichiarazione finale di istituire "una forza multinazionale per l'Ucraina composta da contributi di nazioni disposte a partecipare nel quadro della coalizione, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza".
"È stata condotta una pianificazione militare coordinata per preparare misure di rassicurazione in aria, in mare e sulla terraferma e per la rigenerazione delle forze armate ucraine", si legge nella dichiarazione, "abbiamo confermato che tali misure di rassicurazione dovrebbero essere rigorosamente attuate su richiesta dell'Ucraina una volta che si sarà verificata una cessazione credibile delle ostilità. Tali elementi saranno guidati dall'Europa, con il coinvolgimento anche dei membri non europei della coalizione e il sostegno proposto dagli Stati Uniti".
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato a Parigi "l'eventuale disponibilità" di dispiegare forse "in un Paese Nato vicino all'Ucraina", ma non direttamente sul terreno.
Merz ha precisato in conferenza stampa all'Eliseo che "il tipo e la portata del contributo tedesco devono essere e saranno decisi dal governo federale e dal parlamento tedesco non appena saranno chiarite le condizioni menzionate. A titolo personale e a nome del governo federale, vorrei dire che non escludiamo nulla".
Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato la creazione di una "forza multinazionale" per fornire "una forma di riassicurazione" dopo la tregua in Ucraina. Il capo dello stato francese, dopo la riunione di oggi a Parigi dei paesi Volenterosi, ha parlato di "preparativi per la creazione di una forza multinazionale nei cieli, nei mari e a terra, per fornire una forma di riassicurazione dal giorno seguente la tregua e lontano dalla linea di contatto".
Infine l'esercito americano guiderà il monitoraggio ad alta tecnologia di qualsiasi linea di cessate il fuoco in Ucraina per stabilire la colpa di possibili violazioni dei piani negoziati da Kiev e dai suoi alleati occidentali. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali il monitoraggio sarà attuato tramite sensori, droni e satelliti.
Dopo il vertice dei Volenterosi di ieri, a Parigi restano in corso colloqui tra Ucraina e inviati statunitensi per un difficile cessate il fuoco con la Russia, con la questione dei territori al centro del tavolo.
Trentacinque paesi della Coalizione dei volenterosi hanno firmato la Dichiarazione di Parigi, impegnandosi a schierare una forza multinazionale a guida europea e supporto americano per monitorare la pace una volta raggiunto un accordo. Il presidente francese Macron ha ipotizzato l'invio di migliaia di soldati francesi, mentre l'inviato speciale statunitense Witkoff ha espresso il sostegno di Trump ai protocolli di sicurezza, sebbene gli Stati Uniti non siano firmatari diretti del documento e i dettagli del loro impegno militare rimangano vaghi.
Zelensky ha accolto con favore i documenti prodotti, sottolineando però che restano aperti i nodi sulle concessioni territoriali. Gli europei ora attendono un segnale da Mosca, che continua a rivendicare l'intera regione del Donbass e si oppone alla presenza di truppe occidentali sul territorio ucraino.
Nonostante i progressi nei colloqui sulla pace per l'Ucraina ottenuto al vertice della Coalizione dei Volonterosi, le questioni territoriali "non sono state risolte al 100%", come ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso della conferenza stampa a chiusura dei lavori, spiegando che i negoziatori ucraini sarebbero rimasti sul posto e avrebbero continuato i colloqui.
Vi è ora maggiore chiarezza su quale Paese possa fornire quale contributo, ha spiegato il leader ucraino, sottolineando che la coalizione deve ancora lavorare sulle garanzie di sicurezza e che gli impegni dovrebbero essere legalmente vincolanti. Ha poi espresso gratitudine per il fatto che gli Stati Uniti siano disposti a partecipare al monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco, sottolineando che dissuadere la Russia da ulteriori aggressioni è una parte importante della protezione dell'Ucraina.
La disputa sul territorio si concentra sul fatto se l'Ucraina ritirerà completamente le sue truppe dalle regioni di Donetsk e Luhansk nell'est, come richiesto da Mosca. Washington sta sollecitando Kiev a farlo, sostenendo che altrimenti la pace con la Russia non potrà essere raggiunta. L'Ucraina rifiuta questa posizione, con il Cremlino che di recente ha dichiarato che avrebbe comunque conquistato militarmente questi territori, pur progredendo a un tasso per cui ci vorrebbero altri anni.
Volodymyr Zelensky definisce la nuova Dichiarazione di Parigi "molto concreta" e parla di documenti "sostanziali, non solo parole". "Vogliamo essere pronti affinché, quando la diplomazia raggiungerà la pace, potremo schierare le forze della coalizione dei volenterosi", ha affermato nella conferenza stampa a Parigi.
L'Ucraina ha già sufficienti dettagli e sa quali Paesi saranno coinvolti nell'accordo, compreso il contributo che ciascuno di loro fornirà separatamente, afferma Zelensky. "Sono stati compiuti progressi anche nelle discussioni con la delegazione statunitense a Parigi in merito al monitoraggio della pace", ha aggiunto.










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