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Operazione dei Carabinieri della compagnia di Carbonia: sei giovani in carcere e una ai domiciliari a associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio (2).

Carbonia (SU), 7 Gen 2026 - Duro colpo ad un’associazione a delinquere dedita ai furti. Infatti, stamane i Carabinieri della Stazione di Carbonia danno esecuzione a 7 provvedimenti (di cui 5 custodie in carcere, 1 ai domiciliari e una di sottoposta all’obbligo di presentazione alla P.G.) disposti dall’A.G. di Cagliari.

Nel rigoroso rispetto dei diritti delle persone coinvolte e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato e salvo ulteriori approfondimenti, stante la fase attuale delle indagini preliminari, a partire dal mese di novembre 2023, una fitta serie di furti ai danni di esercizi commerciali aveva suscitato nella città di Carbonia e, si può dire, in tutta la provincia del Sud Sardegna, un forte allarme sociale tra i cittadini e crescente inquietudine tra gli esercenti pubblici.

Le azioni criminali erano state perpetrate dagli autori con un modus operandi particolarmente audace che prevedeva l'utilizzo di autovetture rubate sul momento e il loro successivo incendio per cancellare ogni traccia a loro riconducibile.

Le indagini degli investigatori dell’Arma della Compagnia di Carbonia, avviate nell’immediatezza, in base agli elementi meticolosamente raccolti sulle diverse scene del crimine, hanno subito orientato i sospetti verso alcuni soggetti gravitanti nella Provincia.

Le attività, sviluppate in una prima fase con il metodo tradizionale e poi integrate da indispensabili accorgimenti tecnico-scientifici, hanno consentito di acquisire indizi circa l’esistenza di una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio. Secondo l’ipotesi allo stato formulata, questa presunta organizzazione avrebbe visto ai vertici soggetti di etnia Rom, domiciliati nel locale campo nomadi sito in località Caput d’Acquas, che si presumono coadiuvati e supportati da alcuni pregiudicati locali.

In base alle indagini dei Carabinieri di Carbonia sono stati acquisiti indizi nei confronti di diversi soggetti, di cui cinque colpiti da provvedimenti custodia in carcere (rispettivamente un 24 enne di Carbonia, un 23 enne di Alghero, un 34 enne di Carbonia, un 29 enne di Alghero e un 26 enne di Carbonia, disoccupati e già noti alle Forze di Polizia), un altro posto ai domiciliari (un 42 enne di Carbonia) e un altro ancora sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G. (24enne, cameriere del luogo).

Altri quattro giovani sono stati denunciati in stato di libertà all’A.G. con l’accusa di avere, a vario titolo, cooperato collateralmente all’associazione, nel ruolo di “basista” o “ricettatore”; per costoro il Gip del Tribunale di Cagliari non ha inteso emettere alcun provvedimento cautelare, ritenendo il loro coinvolgimento di minor rilevanza.

Sono complessivamente 36 i capi d’accusa contestati agli indagati, tra i quali spiccano le così dette spaccate in supermercati e presso attività commerciali di Carbonia e San Giovanni Suergiu, furti in diverse aree di servizio del basso Sulcis nonché, i furti d’auto asportate dall’interno di una nota concessionaria sulcitana e, inoltre, quello di un’auto della Polizia Penitenziaria in sosta a Cagliari.

L'incendio appiccato sulle vetture rubate, ha rappresentato il tentativo sistematico di garantirsi l'impunità. Tuttavia, di particolare utilità si sono rivelate le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, che, nonostante i tentativi di manomissione attuati danneggiando le telecamere con mazze e bastoni, hanno permesso di ricostruire i movimenti e di confermare l’abitudine di nascondere l'identità con guanti e travisamenti in testa.

L’attività condotta dai militari della Stazione di Carbonia con il supporto nel Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri, si è caratterizzata per un’azione investigativa che ha richiesto pazienza e attenzione costanti; i Carabinieri hanno monitorato e ricostruito minuziosamente ogni spostamento del gruppo attraverso mirati servizi d’osservazione e raffinato pedinamento. È proprio l’attività investigativa tradizionale, supportata dalla capillare presenza dell'Arma sul territorio, che si è rivelata decisiva non solo per la raccolta delle prove ma, anche, per scongiurare e prevenire numerosi e analoghi fatti delittuosi che, potenzialmente, sarebbero potuti degenerare anche in fatti più gravi.

Nonostante le dichiarazioni rese da alcuni indagati nel corso dell’interrogatorio preventivo, il Gip, riconoscendo l’allarme sociale e il pericolo per la sicurezza pubblica derivante dai numerosi furti commessi, ha ritenuto necessario disporre l'emissione della misura cautelare nei confronti degli indagati. Le operazioni, oltre ai Carabinieri della Compagnia di Carbonia, hanno visto impegnati anche i Carabinieri della Compagnia di Alghero, dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, dei Cinofili CC e di un elicottero dell’11° NEC di Elmas.

L’operazione si inserisce nel più ampio e costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel controllo del territorio e nel contrasto ai reati contro il patrimonio connotati da particolare allarme sociale, un’attività che trova fondamento nella presenza quotidiana dei militari sul territorio, nella capacità di leggere e interpretare le dinamiche locali e nella determinazione a prevenire e reprimere i fenomeni di criminalità diffusa, a tutela della sicurezza della collettività.

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