New York, 4 Dic 2026 - Maduro è arrivato al Metropolitan Detention Center di Brooklyn dopo essere stato trasportato in elicottero da Manhattan e scortato alla struttura da un corteo di veicoli delle forze dell'ordine, ha confermato il dipartimento di polizia di New York alla CNN. La prossima settimana Maduro dovrà rispondere delle accuse di droga e possesso di armi presso un tribunale federale di Manhattan.
Il governo colombiano ha attivato una strategia articolata su tre punti, che comprende una componente diplomatica e una di aiuti umanitari, in risposta all'attacco militare statunitense a Caracas e in altre città venezuelane, operazione in cui sono stati catturati il presidente Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores.
"In risposta agli eventi, manteniamo tre linee strategiche. La prima è quella diplomatica, sotto la responsabilità del Presidente della Repubblica Gustavo Petro in qualità di capo di Stato", ha dichiarato il Ministro della Difesa, Pedro Sánchez, a margine di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza. La seconda linea riguarda l'assistenza umanitaria, in previsione di un aumento dei flussi migratori tra Colombia e Venezuela, già intensificati dalle festività di Natale e Capodanno. "Il Ministero dell'Interno e il Dipartimento Amministrativo Presidenziale guideranno la strategia per fornire assistenza secondo necessità", ha spiegato Sánchez.
L'obiettivo finale resta la sicurezza, affidata al Ministero della Difesa, che mira a esercitare la "massima forza" contro il gruppo guerrigliero dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), che controlla il confine tra i due Paesi. Colombia e Venezuela condividono una frontiera di 2.219 chilometri, con i principali valichi situati tra la città colombiana di Cúcuta e le località venezuelane di San Antonio del Táchira e Ureña.
Nella giornata di sabato, Petro ha annunciato un rafforzamento della sicurezza lungo il confine per far fronte a un potenziale afflusso massiccio di rifugiati a seguito dell'attacco. "Le forze di pubblica sicurezza sono state dispiegate e tutte le risorse di assistenza sono state mobilitate", ha scritto Petro su X (ex Twitter). L'ELN, considerato dagli Stati Uniti un'organizzazione terroristica e accusato dallo stesso Petro di essere ormai una banda di narcotrafficanti, ha aspramente criticato le "azioni interventiste" di Washington nei Caraibi e nel Pacifico.
Saranno gli Stati Uniti a "controllare cosa accadrà" dopo la deposizione di Nicolás Maduro, ma in seguito il destino del Paese "sarà nelle mani dei venezuelani". Lo ha dichiarato in un'intervista alla CBS News il Segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth.
In risposta alle domande su un possibile dispiegamento di truppe in Venezuela, Hegseth ha affermato che le forze armate restano "pronte", affinché il presidente Donald Trump possa disporre di diverse "opzioni" per il futuro. Alla domanda se l'operazione sia una "questione di libertà o di petrolio", il Segretario ha risposto: "Libertà, sicurezza, prosperità".
"Attraverso un'azione strategica, possiamo garantire l'accesso a ulteriori ricchezze e risorse, consentendo al Paese di sbloccarle senza dover versare sangue americano", ha aggiunto Hegseth, riferendo di aver appena incontrato, presso la Joint Base Andrews, i militari coinvolti nell'operazione statunitense in Venezuela.
Alcuni membri dei "colectivos" chavisti, i gruppi paramilitari filogovernativi che esercitano il controllo territoriale in diverse zone della capitale venezuelana, sono stati avvistati nel centro di Caracas. Lo riferiscono diversi media statunitensi, tra cui la CNN, che segnala la presenza del gruppo in un'area centrale della città, nei pressi degli edifici governativi.
Queste formazioni fungono di fatto da unico organo di polizia in molti dei quartieri più poveri del Venezuela. Prima che Nicolás Maduro venisse rimosso dal potere dalle forze statunitensi nella giornata di sabato, i "colectivos" hanno svolto un ruolo sempre più determinante nel sostenerlo. Lo stesso Maduro li ha spesso descritti come gli organizzatori in prima linea della sua rivoluzione socialista.
Nelle prime ore di sabato, un attacco condotto dalle forze statunitensi in Venezuela ha causato la morte di almeno 40 persone. Il bilancio provvisorio comprende sia militari sia civili, come riferito da un alto funzionario venezuelano che ha chiesto di rimanere anonimo. La notizia, riportata originariamente dal New York Times, getta un'ombra drammatica sull'operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, confermando l'alto costo umano degli scontri avvenuti sul terreno.
Questa tragedia si inserisce in un contesto politico estremamente teso, dove l'amministrazione americana sembra privilegiare la stabilità dei flussi petroliferi rispetto alle istanze democratiche dell'opposizione. Mentre il Segretario di Stato Rubio tesse i primi contatti con Delcy Rodríguez per garantire l'operatività della Chevron, il numero delle vittime civili rischia di alimentare forti proteste internazionali contro la gestione della crisi da parte di Washington.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, intervistato oggi dal New York Times, ha detto di voler sospendere il giudizio sulle dichiarazioni della vicepresidente venezuelana, Delcy Rodriguez, che ha negato l'intenzione di collaborare con Washington dopo l'arresto di Nicolas Maduro, che ha definito "l'unico presidente" del Venezuela. Dopo che il presidente americano Donald Trump ha affermato che Rodriguez si sarebbe resa disponibile, in un colloquio con Rubio, a collaborare con Washington da presidente ad interim, la vice di Maduro ha tenuto un durissimo discorso alla tv venezuelana in cui ha denunciato con forza l'"attacco brutale" Usa, sostenendo che il governo di Caracas difenderà "le sue risorse naturali".
La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez ha pronunciato un duro discorso alla nazione, accusando Washington di aver lanciato "un'aggressione militare senza precedenti", un attacco "brutale" e chiedendo la liberazione di Nicolas Maduro, definito "l'unico presidente del Venezuela". Parlando in diretta televisiva, Rodriguez ha denunciato l'operazione militare statunitense come una grave rottura delle relazioni bilaterali. "Gli Stati uniti hanno lanciato un'aggressione militare senza precedenti che costituisce una macchia terribile nello sviluppo delle relazioni bilaterali", ha affermato. Secondo Rodriguez, con l'attacco "sono cadute le maschere, rivelando un solo obiettivo: il cambio di regime in Venezuela". Ha quindi accusato Washington di puntare alle risorse del Paese. "Questo cambio di regime permetterebbe anche l'appropriazione delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali. Questo è il vero obiettivo, e il mondo e la comunità internazionale devono saperlo", ha dichiarato.
Sono stati sorpresi nel sonno Nicolas Maduro e la first lady Cilia, nella camera da letto della loro "fortezza" a Caracas. E non hanno potuto nulla di fronte all'irruzione condotta dagli uomini della micidiale divisione di elite Delta Force e da quelli del 160mo Reggimento Aviazione, quei 'Night Stalkers' famosi per la missione ad Abbottabad che portò all'uccisione di Osama bin Laden. I due hanno cercato di sfuggire, riparandosi in una camera blindata. Maduro non è però riuscito a chiudere la porta "molto spessa e molto pesante", ha poi raccontato Donald Trump.
Fuori dal palazzo, nel cuore della notte e favoriti da un blackout tattico, in azione 150 velivoli fra aerei ed elicotteri Chinook, Black Hawk e Little Bird modificati. Così gli Stati Uniti hanno catturato il leader del Venezuela, chiudendo il suo regno decennale. I preparativi per il blitz sono andati avanti per mesi e tutto era pronto già quattro giorni fa, ma alla fine l'operazione 'Absolute Resolve' è stata posticipata a causa di condizioni meteo non congeniali. Poi nella notte fra venerdì e sabato c'è stata la svolta.
Il gen. Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto Usa, ha detto che la missione militare in Venezuela è stata lanciata su richiesta del dipartimento di giustizia e ha rivelato che l'operazione è stata denominata "absolute resolve", ossia risolutezza assoluta.
Caine ha detto che un altro gruppo di elicotteri è stato chiamato per “estrarre Maduro e sua moglie” e ha dovuto affrontare il fuoco nemico lungo il percorso. Ha spiegato che l'intera operazione è durata circa due ore e 20 minuti. Il generale ha riferito che gli aerei da guerra statunitensi hanno smantellato le difese aeree venezuelane in modo che gli elicotteri militari americani potessero entrare a Caracas. "Uno dei nostri velivoli è stato colpito, ma è rimasto in grado di volare", ha detto. Caine ha aggiunto che il membro dell'equipaggio più giovane aveva 20 anni, il più anziano 49, e la forza militare era seguita da una "forza di estrazione" incaricata di recuperare Maduro.
Gli Stati Uniti prenderanno in mano il settore petrolifero venezuelano. E questo, appunto, il vero motivo dell’attacco contro la nazione e non contro il dittatore Maduro, il vero intento del pregiudicato Trump che con la forza vuole sottomettere le nazioni latine al suo volere. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump nella conferenza stampa in Florida dopo l'arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro. "Come tutti sanno, il settore petrolifero in Venezuela è in crisi da molto tempo", ha detto, "faremo intervenire le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate e inizieranno a fare soldi per il Paese".
Stando all'atto di accusa del Dipartimento di Giustizia statunitense, desecretato e pubblicato online dalla procuratrice generale Pam Bondi, oltre al leader venezuelano Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sono incriminati anche il figlio, Nicolas Ernesto Maduro Guerra, nonché il ministro dell'Interno Diosdado Cabello Rondón, l'ex ministro dell'Interno Ramón Rodríguez Chacín e Héctor Rusthenford Guerrero Flores, identificato dal documento come il leader della gang venezuelana Tren de Aragua.











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