Kiev, 30 Nov 2025 - Un morto e 11 feriti sono il bilancio di un attacco con droni russi nei pressi di Kiev. A darne notizia autorità regionali.
Il punto su corruzione e diplomazia - Zelensky, tra l'indagine sulla corruzione e trattative di pace. Alla ricerca di nuova credibilità di governo
Un manipolo di dieci uomini in divisa dell'Agenzia Anticorruzione NABU bussa in piena notte alla porta del capo dell'Ufficio Presidenziale ucraino, nel blindatissimo quartiere governativo di Kiev. E tanto è bastato a far cadere la testa più pesante finita sotto la scure dell'operazione 'Mida' in Ucraina: Andriy Yermak, il braccio destro di Zelensky, 'l'eminenza verde', il 'vicepresidente', si è dimesso.

Nemmeno lui, che in Ucraina – e non solo – era considerato il politico più influente del Paese dopo il Presidente, ha potuto nulla contro l'inchiesta di corruzione da 100 milioni di dollari che ha scosso il settore energetico ucraino. Si tratta del terremoto più grave nel governo di Kiev dall'inizio della guerra.
Col suo braccio destro fuori dai giochi, il Presidente si ritrova asserragliato. Seppure potente, la figura di Yermak era ormai ampiamente impopolare e invisa a due terzi della popolazione, stando a un sondaggio dello scorso marzo.
Opposizione Interna: Le sue dimissioni hanno scatenato l'opposizione ucraina ed ex funzionari in patria, sul piede di guerra per chiedere a Zelensky un cambio di registro sul suo modo di governare, giudicato troppo rigido e accentratore. Si arriva ad evocare persino un governo di unità nazionale.
Reazione del Cremlino: Dall'altra parte, il Cremlino gongola e non perde l'occasione per attaccare Kiev e i suoi alleati: "Tutta questa corruzione era e continua a essere legata ai soldi che americani ed europei hanno donato per la guerra," ha affermato Dmitry Peskov. Per Putin – che venerdì ha ricevuto Viktor Orban, garantendo il petrolio al fedele alleato europeo – è l'occasione per incassare il più possibile dal momento di debolezza dell'Ucraina, mentre continuano i bombardamenti e si negozia per la fine della guerra.
La notte in Ucraina è tornata a essere squarciata da sirene e detonazioni, mentre dall'altra parte del fronte i suoi droni colpivano raffinerie e petroliere russe. È il nuovo (ormai consolidato) ritmo del conflitto: Mosca intensifica gli attacchi sulle città, Kiev risponde andando a colpire il cuore dell'economia energetica del Cremlino.

Più le trattative diplomatiche entrano nel vivo, più la Russia alza il tiro e aumenta la portata dei suoi attacchi. Su tutto il territorio ucraino, nella notte tra venerdì e sabato, sono volati oltre 36 missili e quasi 600 droni, lasciando a terra almeno tre morti (due nella capitale) e decine di feriti.
L'offensiva non si è limitata a colpire aree residenziali, ma ha mirato alle infrastrutture energetiche, provocando blackout diffusi proprio mentre le temperature si abbassano. Il Ministero dell'Energia ucraino ha fatto sapere che "oltre 500.000 utenti a Kiev, più di 100.000 nella regione di Kiev e quasi 8.000 nella regione di Kharkiv sono senza corrente."
Kiev è ripiombata nel terrore negli ultimi mesi dopo che per diverso tempo non era stata al centro dell'offensiva del Cremlino. Solo nelle ultime due settimane si contano almeno tre raid di questo tipo, il più recente solo pochi giorni fa.
La resistenza ucraina è piegata ma non si spezza. E a far breccia nella difesa dei russi sono ancora una volta i droni.
Nelle prime ore di sabato, i velivoli senza pilota dell'esercito di Zelensky hanno colpito i locali della raffineria petrolifera Afipsky nel territorio russo di Krasnodar, provocando un incendio in un'area di circa 250 metri quadrati che è stato domato solo alcune ore dopo, come riportato dalle autorità russe.
Ma a far più male a Mosca è l'attacco, rivendicato dal Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU), contro due petroliere nel Mar Nero. Stando a quanto riferito da Kiev, queste navi trasportavano segretamente petrolio russo soggetto a sanzioni.
Secondo il Ministero dei Trasporti Turco, venerdì sera la Virago e la Kairos, battenti bandiera gambiana, sono state colpite al largo delle coste turche. Una delle due è stata bersagliata nuovamente la mattina dopo.
Si tratterebbe di navi della cosiddetta "flotta ombra" di Mosca che trasportano greggio in violazione dell'embargo imposto dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Secondo Ankara, la Kairos era in rotta verso il porto russo di Novorossiysk, sede di un importante terminal petrolifero costretto a interrompere le operazioni. Questo terminal aveva già subito "danni significativi", come recita la nota del consorzio, a causa dell'attacco di un drone navale di Kiev che aveva colpito uno dei suoi tre punti di ormeggio.
Sul fronte diplomatico, lo sguardo è rivolto agli Stati Uniti. La delegazione ucraina – guidata ora da Umerov – lavorerà il più possibile a limare il contenuto del piano di pace a favore di Kiev, sul solco di quanto già ottenuto negli incontri di Ginevra.
In Florida, oggi (30 novembre), sono previsti colloqui con il Segretario di Stato Marco Rubio e con Steve Witkoff. Quest'ultimo, poi, nella prima metà della prossima settimana volerà a Mosca per incontrare Vladimir Putin.
Infatti, "Una delegazione ucraina guidata da Rustem Umerov, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, e da Kyrylo Budanov, Capo dell'Intelligence Militare, è negli Stati Uniti per proseguire i negoziati sull'ultimo piano di pace, sostenuto dagli Stati Uniti, per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina."
"Lo riporta il sito web Kyivindependent.com."
"I delegati incontreranno il Segretario di Stato Marco Rubio, l'Inviato Speciale Steve Witkoff e Jared Kushner (genero del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump) in Florida il 30 novembre, come confermato al Kyiv Independent da un funzionario statunitense".
Mentre lunedì Zelensky è atteso a Parigi per un incontro col Presidente Macron. "La diplomazia resta attiva," ha assicurato in serata il leader di Kiev, come a rassicurare gli ucraini – e sé stesso – in uno dei momenti più difficili per il Paese dall'inizio della guerra.











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