Cagliari, 18 Giu 2024 - Nel maggio del 2012 i cittadini sardi si erano espressi per l’abolizione delle nuove quattro province ma ora la politica desiderosa di creare nuovi poltronifici, nonostante la legge sia stata approvata dal governo e consiglio regionale della Sardegna quando Solinas mal-governava l’Isola, i risultati definitivi dello scrutinio dei dieci referendum hanno confermato la schiacciante vittoria dei Sì.
Infatti, per l'abolizione delle 4 nuove Province (Carbonia-Iglesia, Medio Campidano, Olbia-Tempio e Ogliastra) si è espresso circa il 97% degli elettori, mentre il quesito consultivo per cancellare anche le quattro province storiche ha ottenuto il 65,9% dei consensi. Per la riscrittura dello Statuto sardo ha votato Sì il 94,5; il 96,8% si è detto invece favorevole all'elezione diretta del presidente della Regione attraverso le primarie. A favore del taglio delle indennità dei consiglieri regionali si è espresso il 97% dell'elettorato. Stessa percentuale per l'abolizione dei consigli di amministrazione degli enti regionali. Infine, ha detto Sì alla riduzione da 80 a 50 del numero dei componenti dell'Assemblea sarda il 98,2%.
E dopo questo grande risultato democratico, ora il consiglio regionale, fregandosene del volere degli elettori sardi, si è subito messo in moto, con grandi appetiti, per ripristinare quello che i cittadini non volevano e ancora non vogliono. Infatti, le nuove province servono solo per creare altri posti di lavoro, ma non per quelli meritevoli ma solo per infilarci i soliti amici e amici degli amici, in modo da controllare questi enti. Andando incontro a delle spese assurde che se usate per creare lavoro, sarebbero state più appropriate. Ma no. La legge approvata dal passato Consiglio della Sardegna, anche con il consenso dei Riformatori, che nel 2012 era stati i promotori del referendum abrogativo, ora il campo largo ha preso la palla al balzo e accoglie con entusiasmo la creazione di un nuovo poltronificio.
Quindi nuova decisione della famelica politica, va contro, come al solito fa, il volere dei sardi che bene faranno a disertare massicciamente le urne quando saranno indette le nuove elezioni provinciali, dando così nuovamente un forte schiaffo ad una politica che non ha nessun rispetto del volere degli abitanti la Sardegna. Quindi se sardi. Se la politica non rispetta i cittadini perché questi dovrebbero andare a votare?
Pertanto il problema si risolve non andando a votare.
Su questo tema ieri si è espresso anche il Pd che in una nota afferma che l’approvazione della Legge che reca nuove disposizioni sul riordino delle province suggella la volontà di far ripartire gli enti intermedi e di riconsegnarli alla loro agibilità democratica, secondo il dettato statutario e costituzionale.
“Le province sono elemento costitutivo della Repubblica -dichiara Salvatore Corrias (PD), Relatore della legge- e come tali vanno riconosciute, affrancandole dal pregiudizio che le ha tenute inagibili per troppo tempo”.
“Ora - continua Corrias - bisogna recuperare il tempo perso, e con esso la fiducia dei cittadini.
Bisogna ripartire dal governo dei territori, affidandolo a nuovi amministratori, capaci di esperienza e competenza di governo, pronti a portare le province verso nuove elezioni”.
“Elezioni che dovranno essere di primo livello - questo l’auspicio di Roberto Deriu, Capogruppo PD - tema sul quale abbiamo depositato una nostra Proposta di Legge nazionale, sul quale siamo pronti a sollecitare il Parlamento affinché faccia la sua parte”.
“È per noi, questo - conclude Deriu - un punto di ripartenza importante, ora che la Sardegna, in tempi di autonomia differenziata, è attesa dinnanzi alle grandi sfide del nostro tempo”. Red











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