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Consiglio Sardegna – Commissione Attività Produttive, audizioni su problematiche comparto agricolo e settore pesca nelle acque interne.

Cagliari 9 Lug 2024.  La sofferenza del mondo delle campagne e degli allevatori sardi, per il riproporsi del dramma della siccità, è emersa in tutta la sua gravità, nella riunione della Quinta commissione (presieduta da Antonio Solinas, Pd), convocata per fare il punto sulle problematica del comparto agricolo sardo.

La richiesta di interventi immediati per riportare l’acqua nei campi («la Regione autorizzi da subito l’invio di autobotti per rifornire le aziende maggiormente in difficoltà»), insieme con la predisposizioni di misure idonee a fronteggiare la crisi di foraggio e mangimi («i voucher potrebbero essere uno degli strumenti adeguati»), è la richiesta unanime del Movimento pastori sardi (Roberto Congia, Andrea Cinus, Gianfranco Marongiu, Luca Murgia, Antonio Urrazza e Fabio Pitzalis); di Copagri (Giuseppe Patteri, Mario Putzolu); di Confagricoltura (Paolo Mele); di Coldiretti (Leonardo Salis, Alessandro Serra) e di Cia (Francesco Erbì) che, attraverso gli interventi dei rispettivi vertici regionali, hanno rappresentato, nel parlamentino delle attività produttive, la situazione di difficoltà che si vive in tutta l’Isola ed “in particolare in Baronia e in Ogliastra, dove non si registrano precipitazioni da più di un anno”.

Se la sete dei campi e dei capi di allevamento è l’emergenza delle emergenze, non è mancata la riproposizione delle questioni insolute dell’agricoltura sarda, ad incominciare dai ritardi nei pagamenti (in particolare quelli riferibili alla misura 6.1 per l’imprenditoria giovanile e a quelli dovuti per le calamità naturali), alla troppa burocrazia e alla conseguente lentezza di tutte le procedure che riguardano le aziende, alla farraginosità dei procedimenti di competenza degli enti agricoli e dello stesso assessorato dell’Agricoltura.

In prospettiva, “una legge sul pastoralismo” è stata la richiesta forte del Movimento pastori, mentre le organizzazioni agricole (ricevute in un’audizione separata) si sono concentrate su una serie di riforme di sistema, rilanciando, tra le altre, la proposta di una conferenza regionale dell’agricoltura, nonché l’istituzione di un tavolo di crisi per le emergenze, insieme alla definizione di un vero e proprio piano di rinascita per l’agricoltura.

A conclusione degli interventi dei consiglieri Cera (FdI); Frau (Uniti per Todde); Cau (OC); Maieli (Misto); Casula (SF); Rubiu (FdI); Mandas (M5S), il presidente della commissione, Antonio Solinas (Pd), ha sinteticamente esposto le iniziative in programma. Tra queste: la riforma degli enti agricoli («serve un ente pagatore ed un altro che accorpi gli attuali e che sia strutturato in dipartimenti») e il rapido esame del disegno di legge, già all’attenzione della Giunta, in materia di siccità (si ipotizzano circa dieci milioni di stanziamenti).

Nelle audizioni del pomeriggio, la Quinta commissione, ha dato voce agli operatori del settore pesca nelle acque interne. Un patrimonio in ambiente lagunare di circa diecimila ettari, la maggior parte dei quali ricadenti nella provincia di Oristano. Mauro Steri (Legacoop); Raffaele Manca (Coop pescatori Sant’Andrea-Riola); Antonio Loi (Consorzio Marceddì); Giuliano Cossu (Nuovo consorzio Pontis); Marco Pili (coop Santa Giusta); Renato Murgia (Confcoperative); Alessandro Porcu (Coop S’Ena Rubia); Mauro Manca (Coldiretti); Marino Illotta (Ue Coop); Gianni Fanni (Unicoop); hanno illustrato, nel corso dei rispettivi interventi, le problematiche e le difficoltà del settore che hanno avuto come comune denominatore due grandi emergenze. La prima, è quella dei cormorani che fanno razzia di pesci all’interno di stagni e lagune, da cui deriva quello che i pescatori oristanesi hanno definito “il mancato ristoro dei danni effettivamente subiti, a causa di un’attività di monitoraggio dei volatili che sottostima, sia il numero dei cormorani che insistono in quelle aree e dunque le percentuali di abbattimento concesse sono inferiori a quelle necessarie, sia la reale quantità di pesce sottratta, da ciascun volatile, nelle peschiere, quotidianamente”.

La seconda emergenza, evidenziata dagli operatori, riguarda le concessioni che, seppur prorogate fino al 2033, devono essere rinnovate con durata trentennale per consentire la partecipazione ai bandi comunitari e garantire, in ogni caso, importanti investimenti da parte dei concessionari.

Le lamentele si sono riferite alla durata della pesca alle anguille («sono troppi sette mesi di blocco all’anno») e al cosiddetto “decreto grate da tre centimetri” («una misura esagerata che lascia andar via pesci da 300 grammi ed è stato assunto senza il parere del comitato pesca»).  

La richiesta di un fondo di garanzia, con almeno 5 milioni di dotazione, per fronteggiare le calamità e le emergenze, insieme con la necessità che la Regione intervenga per consentire l’ossigenazione dei cosiddetti “canali di rifornimento” è stata supportata con l’intervento della cooperativa S’Ena Rubia, recentemente interessata dalla moria di pesci che ne ha compromesso il futuro: «Siamo due mesi che non peschiamo e non incassiamo neppure un euro. Senza interventi nei canali tutti siamo a rischio sopravvivenza».

A conclusione degli interventi dei consiglieri, Rubiu (FdI); Cau (Oc); Cera (FdI); Mandas (M5S); Alessandro Solinas (M5S); il presidente della commissione, Antonio Solinas (Pd), ha condiviso le preoccupazioni degli operatori oristanesi ed ha ipotizzato il coinvolgimento del Consorzio di bonifica per la programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento nei canali, rassicurando sulla volontà di procedere con l’adeguamento delle concessioni e più in generale su una più efficace organizzazione del settore pesca in seno all’assessorato regionale dell’Agricoltura, ipotizzando anche l’istituzione di un dipartimento autonomo per la pesca, all’interno della futuribile agenzia unica che dovrebbe inglobare le esistenti ed operanti in agricoltura. Com

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