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Altri due Paesi ritirano la firma dal documento congiunto dopo il vertice per la pace in Svizzera.

Lucerna, 17 Giu 2024 - Iraq e Giordania hanno ritirato la loro firma su un comunicato congiunto dopo il vertice di pace in Svizzera. Lo si desume dal sito web del Consiglio federale svizzero dove non vengono indicate le ragioni del ritiro delle firme. Il numero dei firmatari è sceso da 80 a 78, mentre il numero dei non firmatari è salito a 15. Oltre a Iraq e Giordania, i Paesi che si sono rifiutati di firmare il comunicato includono: Armenia, Bahrein, Brasile, Colombia, Vaticano, India, Indonesia, Libia, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa, Tailandia ed Emirati Arabi Uniti. Allo stesso tempo, tra i firmatari del documento pestano Paesi vicini alle posizioni russe come Ungheria e Serbia. La Svizzera intende discutere i risultati dell'incontro con la stessa Russia, la Cina e altri paesi che non erano presenti al vertice mondiale.

La Nato è in trattative per schierare più armi nucleari di fronte alla crescente minaccia da parte di Russia e Cina. Lo afferma il Telegraph citando un'intervista rilasciata al quotidiano britannico dal segretario generale dell'Alleanza nordatlantica Jens Stoltenberg. Il capo dell'Alleanza ha rivelato al Telegraph che ci sono state consultazioni dal vivo tra i membri Nato sul ritiro dei missili dai depositi e sulla loro messa in stand-by.

Il segretario generale dell'Alleanza ha sottolineato che la trasparenza sul nucleare deve essere la pietra angolare della strategia della Nato per preparare il blocco nordatlantico a quello che ha descritto come un mondo più pericoloso. "L'obiettivo della Nato è un mondo senza armi atomiche ma finché esisteranno tali armi rimarremo un'alleanza nucleare, perché un mondo in cui Russia, Cina e Corea del Nord hanno armi atomiche e la Nato non è un mondo più pericoloso".

Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe essere autorizzato a partecipare a un potenziale secondo vertice di pace globale nonostante il mandato d'arresto emesso contro di lui dalla Corte penale internazionale (Cpi), ha detto ieri sera la presidente svizzera Viola Amherd citata dai media ucraini.

Alla domanda dei giornalisti se la Svizzera sarebbe obbligata ad arrestarlo, la Amherd ha risposto che si possono concordare eccezioni affinché Putin partecipi di persona. "Se la presenza di Putin è necessaria per tenere la conferenza, allora si può fare un'eccezione: nel caso dei negoziati di pace in Ucraina con la Russia, questa può essere un'eccezione", ha detto la presidente svizzera aggiungendo che "una decisione dovrebbe essere adottata dal governo" elvetico.

Sergio Mattarella da oggi sarà in visita a Chisinau e Bucarest. Dopo aver visitato Polonia e Slovacchia un anno fa, ora il capo dello Stato sarà in Romania e Moldavia, entrambi confinanti con la tragedia ucraina e con i timori di uno sconfinamento dell'aggressione russa a Kiev. Ma mentre Bucarest da anni beneficia dei vantaggi di far parte dei 27, con un'economia in crescita, Chisinau subisce l'influenza russa e sta cercando di entrare nell'Unione proprio per segnare un confine preciso con Mosca. La prima tappa del Capo dello Stato sarà la Moldavia. Per l'ex repubblica sovietica il Consiglio europeo a dicembre e la Commissione una settimana fa hanno approvato l'avvio dei negoziati di adesione. La presidente europeista Maia Sandu ha indetto per il 20 ottobre, insieme alle elezioni, un referendum che inserisca l'adesione alla Ue nella Costituzione; un modo per blindare l'obiettivo filo-Ue e metterlo al riparo sia dai possibili futuri cambi di governo che dalle influenze russe, molto forti in questi ultimi anni, da mesi le autorità moldave denunciano il tentativo di Mosca di destabilizzare le istituzioni democratiche fino a ipotizzare l'intenzione di Putin di provocare un "cambio di potere" a Chisinau come si teme nella dirimpettaia Georgia. Insieme alla Ue, a fianco della Moldavia, si sono schierati gli Usa con un sostegno, annunciato pochi giorni fa dal segretario di Stato Usa Antony Blinken, di 135 milioni di dollari in aiuti.

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