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Veto della coraggiosa presidente della Georgia Zourabichvili sulla “legge bavaglio” di stampo russo.

Georgia, 19 Magg 2024 - È successo quello che in molti forse auspicavano. La presidente della Georgia Salomè Zourabichvili ha posto il veto alla controversa legge sull'influenza straniera, approvata in via definitiva dal parlamento nei giorni scorsi. E che lei aveva da subito definito “inaccettabile”.

“Oggi ho posto il veto alla legge "russa”. Questa legge è russa nella sua essenza e nel suo spirito. Contraddice la nostra costituzione e tutte le norme europee, quindi rappresenta un ostacolo sul nostro cammino europeo. Questo veto è giuridicamente corretto e sarà comunicato oggi al parlamento: è un testo che non è soggetto ad alcuna modifica o miglioramento, quindi il veto è molto semplice. Questa legge deve essere abrogata", ha spiegato alla Tass la presidente europeista Zourabichvili in aperto conflitto col governo.

Vista come una copia di quella introdotta in Russia nel 2012 da Vladimir Putin per mettere a tacere le voci dissenzienti, la misura è stata approvata dal Parlamento in terza e ultima lettura il 14 maggio scorso, ed è stata considerata dai critici “legge bavaglio” scatenando settimane di proteste di massa in Georgia e a livello internazionale. 

Il partito al governo Sogno georgiano insiste di avere abbastanza voti in parlamento per annullare il veto. 

La legge prevede che ong e media indipendenti che ricevono più del 20 per cento dei loro finanziamenti da donatori stranieri dovranno registrarsi come organizzazioni "portatrici di interessi di una potenza straniera".

Le manifestazioni vanno avanti da oltre un mese, riunendo grandi folle che sventolano bandiere europee, ucraine e georgiane e scandiscono slogan contro la Russia, entrata in guerra con la Georgia nel 2008.

Il giorno dopo l'approvazione, la Nato, la Commissione europea e le Nazioni Unite hanno condannato l'iniziativa del governo. I ministri degli Esteri di Estonia, Islanda e Lituania si sono uniti alla marcia verso il luogo della protesta mercoledì, prima di rivolgersi alla folla in segno di solidarietà con i manifestanti. 

Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, parlando a nome della Commissione europea, ha invitato la Georgia a "ritirare" la legge, che ha definito contraria ai "valori" e agli "standard essenziali" dell'Ue. 

La Georgia è un candidato ufficiale all'adesione all'Ue dal dicembre 2023. I 27 membri dell'Unione Europea non sono riusciti a raggiungere un accordo su un testo comune, tuttavia, a causa dell'opposizione di Ungheria e Slovacchia, secondo quanto riferito dai diplomatici a Bruxelles. I ministri degli Esteri di Estonia, Islanda e Lituania, in visita nel Paese, si sono uniti al dibattito. 

Il Paese aspira inoltre ad aderire alla Nato. Un diluvio di retorica antioccidentale da parte dei leader di Tbilisi, compreso il primo ministro Irakli Kobakhidze ha anche spinto Washington a mettere in guardia la Georgia, ex stato sovietico, dal diventare un avversario. 

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