Press "Enter" to skip to content

Navalny, il corpo non è nell’obitorio indicato da Mosca. Tajani: “Il regime lo ha ucciso”.

Mosca, 18 Feb 2024 - "L'avvocato di Aleksei e sua madre sono arrivati all'obitorio di Salekhard. E' chiuso però, la colonia penale aveva assicurato che funziona e il corpo di Navalny è lì. L'avvocato ha chiamato il numero di telefono che è sulla porta. Gli è stato detto che è il settimo a chiamare oggi. Il corpo di Aleksei non è all'obitorio". Lo ha affermato su X Kira Jarmysh la portavoce dell'oppositore russo morto ieri in carcere.

Secondo la portavoce Navalny sarebbe stato assassinato e si tratta di un omicidio politico. I suoi legali chiedono che il corpo sia restituito immediatamente alla famiglia.

Ai legali, che si sono rivolti al comitato investigativo di Salekhard, è stato detto che "la causa della morte di Alexey non è stata ancora stabilita, è stato effettuato un nuovo esame istologico". I risultati dovrebbero essere disponibili la prossima settimana. 

Alla mamma contemporaneamente era stato anche detto che la causa della morte è stata “sindrome da morte improvvisa”, anche se altre fonti dal carcere avevano parlato di embolia. Al momento non c'è ancora una causa ufficiale.

"Ho detto fin dall'inizio, bisogna accertare la verità" sulla morte di Alexei Navalny, "però fatto sta che lui stava in un gulag vicino al polo nord. Si può anche non uccidere una persona direttamente ma la si può anche far morire, che è la stessa cosa. Non lo so se lui è stato fatto morire per come era tenuto in carcere ma comunque di fatto è stato ucciso, o direttamente o indirettamente il regime lo ha ucciso". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a domande di Serena Bortone durante la trasmissione “Chesarà...” di Rai3.

Navalny aveva 47 anni ed era già sopravvissuto a tentativi di assassinio. Era stato trasferito per la 27esima volta dall'inizio della sua detenzione (308 giorni di isolamento in totale), questa ultima volta nella colonia nell'Artico ex gulag sovietico. 

More from PRIMO PIANOMore posts in PRIMO PIANO »

Comments are closed.