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Caso Salis, Meloni sente Orban “nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura ungherese”.

Budapest, 31 Gen 2024 - Dopo le immagini scioccanti di Ilaria Salis incatenata durante l'udienza per l'aggressione a due neonazisti a Budapest, e l'ondata di indignazione che ne è scaturita, la premier italiana Giorgia Meloni ha parlato del caso con il primo ministro ungherese Viktor Orban. Nel colloquio telefonico, che si è tenuto in vista del consiglio Ue straordinario del 1° febbraio, la presidente del Consiglio, nel pieno rispetto dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura ungherese, ha portato l'attenzione del primo ministro Orban sul caso della nostra connazionale Ilaria Salis, facendo seguito alle iniziative diplomatiche già avviate a partire dal 22 gennaio del vicepresidente del consiglio e ministro degli esteri Antonio Tajani con il suo omologo ungherese Peter Szijjarto. 

E a proposito del ministero degli esteri, oggi la Farnesina ha convocato l'incaricato d'Affari della Repubblica di Ungheria chiedendo ufficialmente che a Salis sia accordato "al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea incluse misure alternative alla detenzione in carcere".

Questa mattina, intervistato da Radio1, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto: "Questa volta mi sembra si sia ecceduto. Sul rispetto della persona non possiamo transigere". 

Sulla dignità di Ilaria Salis così come di qualsiasi persona detenuta non possiamo transigere", ha detto poi Tajani in audizione alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, definendo i trattamenti riservati alla detenuta "inammissibili e sproporzionati rispetto alle esigenze procedurali e non in linea con la direttiva comunitaria su detenuti in attesa di giudizio". Il ministro ribadisce, rispondendo ai cronisti, che l'Ungheria è sovrana e che Salis deve essere processata lì. 

All'ora di pranzo "il nostro ambasciatore ha chiesto al ministro della Giustizia ungherese di chiedere al procuratore generale di valutare le condizioni di detenzione di Ilaria Salis e di riferirgli a stretto giro. Il ministro gli ha garantito che lo richiamerà subito dopo aver riparlato con il procuratore generale" cosa che "ha già fatto". Ha detto Tajani nelle repliche dell'audizione. "Aspettiamo una risposta", ha aggiunto.

Poi ai giornalisti ha precisato che il caso era stato seguito dall'Italia e che l'ambasciata ha fatto il suo dovere: "Tutte le visite consolari sono state fatte, compresa quella prima di Natale. Durante le visite consolari sono stati portati tutti i beni che lei aveva richiesto. Ma nessuno ci ha mai detto che c'erano dei problemi durante le udienze. Quando lo abbiamo visto, lo abbiamo saputo, siamo intervenuti. Io l'ho visto ieri. Per prima cosa ho fatto una dichiarazione pubblica, poi la convocazione dell'ambasciatore, poi la richiesta di incontro del ministro della Giustizia da parte del nostro ambasciatore là". 

Tajani ha anche detto che l'avvocato di Ilaria Salis è in costante contatto col ministro della Giustizia Nordio.

I cronisti di Askanews riportano poi altre parole di Tajani espresse stamane: "Se vogliamo parlare in punto di diritto" del caso di Ilaria Salis, il primo ministro ungherese "Orban non c'entra niente. Il processo non lo decide il governo, la magistratura è indipendente, deve rispettare determinate regole ma non possiamo intervenire noi. Noi possiamo far sì che ci sia rispetto dei diritti del detenuto".

"Il problema", ha insistito Tajani, "è vedere se sono state rispettate le regole, prima e dopo". "L'Ungheria è uno Stato sovrano" e Ilaria Salis "è detenuta per un reato ipotetico commesso lì". Tajani ha quindi ricordato che "i Paesi sono tutti uguali, c'è una direttiva comunitaria che va rispettata". "Abbiamo chiesto che vengano rispettate tutte le norme che riguardano la tutela dell'imputato. L'avvocato non ha ancora fatto richiesta di detenzione ai domiciliari per la detenuta e se non c'è non si può chiedere il trasferimento in Italia per trattamento ai domiciliari" qui da noi.

Servizio carcerario ungherese: “Falsità sulle condizioni di Salis, calunnie dai media”

"Le accuse mosse dai media italiani e ungheresi" sulle condizioni della detenzione di Ilaria Salis "sono false e l'organizzazione carceraria le respinge con forza". Lo si legge in una nota del servizio statale penitenziario ungherese che bolla come "triste e immorale il fatto che queste calunnie siano riportate dalla stampa senza consultare la controparte". La nota cita le accuse di Carmen Giorgio, ex compagna di cella di Salis, che ha raccontato di letti pieni di cimici, topi, maltrattamenti e uso di catene da parte del servizio carcerario di Budapest. Il sistema penitenziario ungherese è sotto supervisione del ministero dell'Interno.

Le opposizioni chiedono un'informativa urgente da parte di Meloni

"Abbiamo presentato, sia alla Camera, sia al Senato, una richiesta di informativa urgente per Giorgia Meloni sul caso Salis. Le condizioni in cui è stata ammanettata Ilaria nel tribunale ungherese sono indegne e inaccettabili". Così in una nota Stefano Patuanelli, capogruppo M5S in Senato.

Tutte le opposizioni hanno formulato la stessa richiesto durante la capigruppo del Senato, lo hanno riferito i presidenti dei gruppi di minoranza al termine della riunione.

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