Cagliari, 21 Dic 2023 – Netto no alla designazione della Sardegna come deposito di scorie nucleari, dopo quello dei sindaci dei territori interessati, è stato espresso anche da parte dei rappresentanti sindacali.
Fausto Durante (CGIL Sardegna) ha sottolineato le poche presenze in aula rispetto all’importanza del tema. Durante ha ribadito la posizione del sindacato di netto rifiuto e ha suggerito di ascoltare di più, e meglio, la comunità scientifica che sostiene che trasportare le scorie via mare sarebbe un grave pericolo per l’ambiente e avrebbe potenzialmente conseguenze catastrofiche. Spero – ha affermato - che nessuno voglia mettere a repentaglio la salute dei cittadini e l’ambiente facendosi tentare dalle “sirene” dei ritorni economici o occupazionali. La Sardegna – ha concluso – non ha bisogno né di scorie né di elemosine.
Stessa posizione è stata espressa da Gavino Carta (Cisl Sardegna) che ha ribadito il no ai depositi delle scorie nucleari sul territorio. La nostra insularità – ha detto – non permette un trasporto via mare senza pericoli. Carta ha invitato anche al confronto continuo per trovare una soluzione per smaltire le scorie che tutte le regioni producono. Il problema non può certo essere quello di confinarle nelle isole, territori assolutamente non idonei. La Sardegna – ha concluso - ha bisogno di ben altro che le paventate compensazioni
Maria Francesca Ticca (Uil Sardegna) ha detto che il tema è complicato ma la risposta è sempre la stessa: no alle scorie, la nostra valorizzazione deve essere quella dei siti archeologici e dell’ambiente. Una posizione che deve essere unitaria e che deve contrapporsi nettamente a questa proposta che offende tutti i sardi.
Per Giacomo Meloni (CSS) questa è la madre di tutte le battaglie ed è essenziale che il popolo sardo sia unito. Per Meloni è una battaglia di orgoglio perché tocca la nostra identità. La Sardegna non può accettare ulteriori servitù, sarebbe un scelta scellerata. I sardi devono opporsi a questa infamia. Com












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