Cagliari, 12 Nov 2023 – Ieri, al Teatro Doglio, l’ex presidente della Regione Sardegna, ha annunciato la sua ricandidatura alla presidenza dell’isola. Spaccando inesorabilmente il cosiddetto il campo largo e dando così buona possibilità di vittoria anche a Solinas se venisse ricandidato, cosa poco probabile. Ma portando alla sicura sconfitta delle attuali opposizioni in Consiglio regionale e altri partiti e aggregazioni non rappresentate nell’Assemblea sarda, se venisse candidato l’attuale Sindaco di Cagliari Truzzu.
Soru, durante l’incontro con sostenitori e curiosi, ha affermato nel tardo pomeriggio di ieri al Doglio: “Ho dato la mia disponibilità per la candidatura alla presidenza della Regione. Non credo – ha aggiunto - sia l’unica possibile. L’unica cosa che non può esistere è la negazione del confronto e le imposizioni sulla base di ragionamenti nazionali”.
Alla prima dell’iniziativa, con lo slogan “Una rivoluzione gentile”, organizzata appunto al Teatro Doglio di Cagliari, con i Progressisti, Liberu e Più Europa, ovvero le tre sigle che hanno abbandonato il tavolo del campo largo che due giorni fa ha designato Alessandra Todde candidata governatrice ufficiale dopo messa in campo e voluta fortemente, pena il non accordo, di Conte e la segretaria del Pd, Elly Schlein. Loro lo negano ma la realtà è questa e la fanno passare come una scelta del campo largo sardo. E su Todde, Soru ha spiegato che «può anche essere la candidata migliore, ma lo deve dire il popolo sardo: si presenti, si confronti e si faccia scegliere. In quel caso sarò al suo fianco per aiutarla”.
Per Massimo Zedda (Progressisti) - sul palco con Soru, Giulia Lai di Liberu e Riccardo Lo Monaco di più Europa – “quella di oggi è un’iniziativa per l’unità contro le divisioni: perché questo accada c’è bisogno di un confronto schietto e plurale”. Zedda ha inoltre precisato di essere consapevole che “se si dovesse andare divisi, esiste la certezza della sconfitta”. Che conferma quello che da giorni su queste pagine noi ribadiamo. Quindi un campo largo che si restringe e votato a perdere. Perché il centro sinistra e di area, hanno paura di vincere e quindi partono consapevoli di essere sconfitti. Infatti, se ora a Roma vi è al governo una destra e destra estrema al governo non è perché sono stati più bravi ma è solo colpa del centro sinistra che non vuole vincere e come al solito fa di tutto per essere sconfitto.










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