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L’Europa riunita a Granada: migranti, Ucraina e allargamento i temi sul tavolo.

Granada, 6 Ott 2023 – I migranti, l'allargamento dell'Unione europea, la guerra in Ucraina e l'Intelligenza artificiale tra i temi del secondo e ultimo giorno dei lavori a Granada. Ieri il vertice della CPE (Comunità politica europea) - aperta a capi di Stato e di governo anche extra-Ue, oggi il Consiglio europeo informale. Presenti i 27 leader europei, che terranno incontri bilaterali e di gruppo.

“L'accordo sulla migrazione è una buona notizia. Questo è un momento decisivo affinché l'Ue adotti accordi operativi che facciano fronte a flussi via via maggiori, che pesano sul continente e su alcuni Paesi in particolare. Quanto agli interessi nazionali, questo non è il momento né il luogo per parlarne”. Lo ha detto l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, arrivando al vertice della Cpe.

“L'Europa del futuro può basarsi sulla solidarietà, la pace e la stabilità. Siamo qui per rafforzare i nostri legami storici e politici”. Lo ha detto il padrone di casa, il leader socialista Pedro Sanchez, aprendo questa terza riunione della Comunità politica europea a Granada. Quindi ha citato una figura simbolo della cultura democratica spagnola: “Federico Garcia Lorca venne ucciso molto giovane. L'obiettivo suo e della sua generazione era una Europa unita, come luogo di pace e di prosperità. Oggi questo continente ha a che fare con un conflitto tremendo, che ha un durissimo impatto economico non solo su di noi ma su altri continenti. Malgrado la distanza geografica - ha concluso - c'è grande vicinanza contro l'imperialismo di Putin e contro l'uso sconsiderato della forza”.

Al vertice informale di domani tra i leader Ue “apriremo il grande dibattito che ci deve portare a una profonda riforma dell'Unione europea che ci permetterà nei prossimi anni di ampliare l'Ue da 27 Stati membri a 35. Questo porta con sè molte sfide dal punto di vista interno, ma anche per poter accogliere quei Paesi che aspettano alla porta da molto tempo”. Lo ha dichiarato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, al suo arrivo al vertice della Comunità politica europea a Granada, in Spagna. “Il nostro Paese è sempre aperto agli allargamenti, noi stessi siamo stati beneficiari dell'allargamento negli anni Ottanta e avremo sempre empatia nei confronti degli ulteriori allargamenti”, ha aggiunto Sanchez

Ma il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ribadisce il suo ‘no’ al Patto Ue sulla migrazione. “Vado a Granada”, al vertice informale Ue, “per porre un veto duro” contro il Patto, ha detto prima di lasciare Varsavia. “È necessario - ha aggiunto - porsi una domanda molto importante: perché dovremmo accettare questa imposizione da parte di Bruxelles? Noi non lo accettiamo. Si sta creando un problema crescente, significa invitare altre centinaia di barche piene di immigrati clandestini. Non vogliamo un'altra Lampedusa in Polonia” ha detto ancora il premier, sottolineando che invece l'opposizione vuole “accelerare il Patto sulla migrazione. Per noi - ha concluso - i confini sono sacri”. Tecnicamente il premier polacco, trattandosi di una riunione informale dei leader Ue, non potrà porre nessun veto ma, come già fatto da Varsavia e Budapest in occasione dell'ultimo Consiglio Europeo a Bruxelles, potrà incidere sulla formulazione della dichiarazione conclusiva del summit.

“Durante il nostro incontro, con Giorgia Meloni abbiamo riaffermato il forte partenariato italo-ucraino. Ho ringraziato l'Italia per il suo sostegno di principio e costante nel proteggere la nostra libertà, il nostro popolo, le nostre famiglie. Ho informato il primo ministro dei progressi della nostra controffensiva e delle nostre esigenze prioritarie di difesa. Abbiamo discusso del prossimo pacchetto di aiuti militari dell'Italia, compresi i modi per rafforzare la nostra difesa aerea”. Lo scrive in un tweet il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky.

La presidente del Kosovo, Vjosa Osmani, ha chiesto alla comunità internazionale di imporre sanzioni alla Serbia per i fatti del 24 settembre a Banjska, nel nord del Kosovo, affermando che senza sanzioni a Belgrado non intende incontrare il presidente serbo Aleksandar Vucic. Sia Osmani che Vucic sono a Granada per il terzo vertice della Comunità politica europea. “Non ci può essere un incontro senza che a Vucic siano state prima imposte sanzioni. Prima le sanzioni e poi potremo parlare del resto” ha detto Osmani citata dai media a Belgrado. In un attacco di serbi armati alla polizia kosovara a Banjska, il 24 settembre scorso, sono rimasti uccisi un agente kosovaro e tre serbi assalitori.

“Per la prima volta negli ultimi dieci anni, l'Albania non è allineata con la dichiarazione di politica estera dell'Ue” per quanto riguarda l'ipotesi di sanzioni alla Serbia. Così il premier albanese, Edi Rama, arrivando al vertice della Comunità politica europea a Granada, ha risposto a una domanda sul fatto che l'Ue non abbia preso delle misure contro la Serbia dopo l'attacco armato nel nord del Kosovo ad opera di gruppi paramilitari serbo-kosovari. “Il semplice fatto che la Serbia abbia dichiarato una giornata di lutto nazionale per i membri del gruppo che ha ucciso l'agente di polizia era abbastanza perché l'Ue” dichiarasse la cosa “inaccettabile” e “punibile”, ha spiegato Rama, ribadendo la necessità di “prendere delle misure” contro la Serbia.

“A Granada incontrerò il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, offrendo non solo assistenza umanitaria alle persone che lasciano il Nagorno-Karabakh, ma anche supporto per l'integrazione dei rifugiati in Armenia. Lo inviterò anche a intervenire alla sessione plenaria” dell'Eurocamera “tra un paio di settimane”: lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

“Siamo scioccati dall'uso della forza dell'Azerbaijan. Aiuteremo l'Armenia con aiuti umanitari e terremo in conto su come rafforzare i suoi legami con l'Unione Europea. Abbiamo fatto delle promesse che dobbiamo mantenere. È il nostro interesse”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, arrivando a Granada.

“La nostra speranza, il nostro impegno qui, è mantenere unita l'Europa: la Russia attacca con false informazioni. Noi puntiamo a difendere i bambini dall'inverno. Sono stato da Biden e ho avuto la sua parola che ci sostiene al 100%. Capisco che ci sono le elezioni ma sono fiducioso”: lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, appena arrivato a Granada.

“È molto importante che il presidente Biden ci abbia informati all'inizio di questa settimana di quale sia il sostegno per l'Ucraina da parte degli Usa. Nell'Ue stiamo lavorando su un pacchetto da 50 miliardi per il periodo dal 2024 al 2027. Questo è molto importante perché l'Ucraina ha bisogno di prevedibilità e affidabilità nel sostegno al bilancio. Sono fiduciosa rispetto al sostegno dagli Usa all'Ucraina, il punto su cui gli Usa stanno lavorando è la tempistica”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al suo arrivo al vertice di Granada, in Spagna.

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