Cagliari, 19 Magg 2023 – “Tanti mesi e nessuna risposta. Ho fatto tantissime interrogazioni, ho parlato con la ASL, con i medici e con tantissimi cittadini di Iglesias. Ho presentato una nuova interrogazione, l’ennesima, all'assessore alla sanità ed al presidente della Regione sarda per avere risposte circostanziate ed immediate.
Ora non è più possibile andare avanti. Serve rispettare la rete ospedaliera della Regione Sardegna”.
“Il Cto di Iglesias presenta reparti di eccellenza, come il Laboratorio Analisi, Pediatria, Ginecologia e Ostetricia, il blocco sala operatoria ed Ortopedia.
Reparti recentemente ristrutturati ed attrezzati con strumentazione di ultima generazione per i quali sono stati spesi milioni di euro di soldi pubblici. Basta con questa intenzione della ASL di demotivare i medici per riuscire a chiudere questo fondamentale polo ospedaliero. Ne siamo stufi”.
La Regione aveva creato ed organizzato la rete ospedaliera del 2017/19 dove prevede le due strutture complesse di traumatologia Ortopedia una al Cto ed una al Sirai. Nel tempo sono state tantissime le intenzioni e le azioni volte a disattendere questa organizzazione ed ora risulta addirittura che l'ortopedia del Cto viene declassata a struttura semplice dipartimentale non avendo più un primario che possa garantire l'efficienza del reparto. E ciò nonostante il Cto vanti un primario di ortopedia di eccellenti e rinomate competenze che, insieme ai suoi colleghi altrettanto valenti, garantisce anche la continuità della nomea del nosocomio nel panorama sanitario nazionale. Come mai? L’intento è chiaro. Chiudere Iglesias e favorire Carbonia.
“È importantissimo tenere aperto anche il punto nascita di Iglesias. Il quale deve prevedere che nell'unità operativa sia presente la sala operatoria e la sala parto, ed anche il reparto di Neonatologia proprio com'è al C.T.O. d’Iglesias.
Deve tornare ad essere un punto di riferimento per tutti i cittadini, vista l’altissima preparazione dei nostri medici e la grande professionalità e volontà di tutta l’equipe”.
“Dal 15 febbraio non si è più fatto nulla per il Pronto soccorso del Cto di Iglesias. Non si è fatto niente per assumere nuovi medici e ripristinare lo stato precedente.
Attualmente il pronto soccorso sta funzionando 24 ore su 24 sette giorni su sette ma, pretendiamo, come prevede la rete ospedaliera, che non funzioni solo per codici bianchi e verdi, ma funzioni per tutte le urgenze.
Ancor di più da adesso in poi ove nel territorio dell'iglesiente si riversano migliaia di turisti che scelgono Iglesias ed il suo territorio certi che l'offerta sanitaria sia eccellente.
La Asl e la Regione devono pensare ai cittadini, alla loro salute. Non si può pensare di continuare così. Vogliamo risposte, vogliamo certezze. Vogliamo che venga rispettata la rete ospedaliera”.
“Io continuerò ad impegnarmi, - conclude l’esponente politico sardo - con ogni mezzo possibile, per risolvere questa situazione. Dal mio ruolo in Consiglio Regionale, di segretaria nella Commissione Sanità, voglio risposte.
La giunta Regionale della Sardegna e la Asl non possono pensare ai loro interessi a discapito della salute di tutti noi, continuando a costringere i cittadini a varcare il Tirreno per essere curati alimentando altro sperpero di denaro pubblico”. Com








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